31 + = thirty eight

Moderat a Roma: siamo a Spazio 900 a fare da cornice a quell’attesissimo 29 aprile 2016. Sul palco ci sono i Modeselektor e Apparat. Un’unica generazione nello stesso contenitore; un messaggio forte e coinciso, bianco su nero: “Moderat is a very dark show. For everyone’s enjoyment please do not use any kind of flash or light for filming. Enjoy the show!”, c’è scritto sul led wall, poco prima dell’inizio dello show.

Come tutti i loro concerti, anche quello di Roma (con alle spalle una fortissima organizzazione, la DNA Concerti), a livello artistico/emozionale, ha suscitato forti reazioni sensazionali: le ventiquattro parole hanno fatto da apertura al live trascinando il concetto di ‘Moderat’s show’ per l’intera esibizione. Effetti luministici hanno uniformato la platea e lo stage sorreggendo una scaletta composta dal nuovo e vecchio album. Non sarebbe mai potuto cominciare senza ‘A New Error’, ma nemmeno finire senza ‘Bad Kingdom’, ovviamente integrando tutte le tracce di Moderat III. Ghostmother, The Fool, Animal Trails, Running, Eating Hooks, protagoniste indiscusse e mai messe in secondo piano.

Stravaganti movenze e curiose posture hanno visto l’esibizione di Sascha, Gernot e Sebastian su di un palco semplice ma indipendente, ognuno il suo ‘banco’, ognuno la propria storia e ad ognuno il proprio strumento; originali e introversi hanno permesso un’interazione stupefacente con grande delicatezza dando pieno spettacolo della loro bravura, viste le tante esperienze vissute insieme in giro per il mondo.

Ognuno la propria storia da raccontare che somigli ad un concerto, tutti dovremmo stupirci per le cose uniche ed il messaggio trasmesso dagli artisti in questione non si ferma al flash di un cellulare ma chiede espressamente di ‘godersi lo spettacolo’. Dovremmo ascoltare la musica con più attenzione e non sospendere nemmeno una singola nota per capire cosa si prova ad entusiasmarsi di fronte a tanta bellezza e non rimanere basiti perché Moderat è questo. Moderat è un modo diverso per stupirsi.

Martina Manco