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INTERVIEW

Oggi Parkett, punta il microfono su un giovane ragazzo, Fabrizio Lapiana, un ottimo dj e produttore che sta costruendo la sua carriera ottenendo successo e più di qualche soddisfazione.

Leggiamo le risposte che Fabrizio ha fornito alle nostre domande.

1-­ Ciao Fabrizio, ci vuoi parlare un po’ di te e farci sapere quali sono state le tappe fondamentali della tua vita che ti hanno permesso di arrivare fin qui oggi?

Mi sono appassionato al djing quando avrò avuto non più di 12 anni, mi piaceva l’hip hop ma ero incuriosito anche dalla musica da “discoteca” del periodo, house e disco. Poi è arrivata la techno, i rave e tutto il resto. Cominciai ad imparare a mixare a casa del mio già allora amico Claudio Fabrianesi, comprai anch’io piatti e mixer e mi misi a lavorarci sopra quotidianamente. Successivamente arrivarono le prime serate, con lo stesso Claudio e non solo. Sono passati tanti anni, ci sono stati periodi in cui sono stato più attivo e altri meno, ma non ho mai smesso di comprare dischi.
La svolta c’è stata quando ho deciso di cominciare a produrre musica, nel 2008. Fino a quel momento mi vedevo solo come un dj. Ma era arrivato il momento di dare qualcosa in più, anche per uscire dai confini locali. Sapevo che Alessio Armeni aveva fondato la K1971, agenzia di management per le label, quindi partii con lui, e tuttora lavoro con lui, e direi che le cose stanno andando abbastanza bene.
Altra tappa fondamentale da 4 anni è Alchemy, che mi da la possibilità di suonare con continuità in uno dei migliori party in Italia.
Infine quest’anno è  cominciata una collaborazione con la M_Rec Ltd di Max_M di cui sono particolarmente contento.

2-­ Hai fondato Attic Music and Sustain Records: quale è la ricetta per fare bene questo lavoro, oltre quello del dj?

Si ho fondato la Attic Music come dicevo nel 2008. Negli ultimi anni ho fatto anche 3 uscite col progetto Sustain, che però al momento è in pausa “di riflessione”.
Non ho una ricetta, tuttora credo di imparare qualcosa di nuovo giorno dopo giorno. Quello che faccio è semplicemente produrre la musica che mi piace. Da un anno a questa parte ho cambiato linea creativa a livello di immagine, per cui è nato il nuovo logo e i nuovi artwork.

3­-Conosciamo bene i ragazzi di bpmfamily e il loro party ALGOR/TMO, cosa ti aspetti da questa data e quale è il segreto del vostro successo?

Mi aspetto sicuramente tanto divertimento, ne ho sentito parlare bene

4-­In che fase si trova musicalmente l’Italia?

Secondo me ottima per quanto riguarda gli artisti. Ce ne sono tanti davvero bravi. Ci sono anche tante feste interessanti che propongono musica di qualità, non solo a Roma.

5-­ Cosa cambieresti che non ti piace nella scena? Quale miglioramento è per te necessario?

L’esterofilia. Come dicevo ci sono tanti bravi artisti italiani che faticano a trovare spazio a causa di questa mentalità esterofila troppo spesso radicata tra i promoter e quindi a sua volta nel pubblico. Inoltre mancanza di unità tra le varie organizzazioni per cercare di costruire qualcosa di importante.

Grazie Fabrizio della piacevole chiacchierata e avremo sicuramente modo di riaverti su Parkett.
Continua così.