− one = two

La misteriosa entità che si cela dietro il progetto Fresco Edits ci ha regalato una traccia in anteprima, tratta dal nuovo EP “Fresco Edits 05”

Il mondo musicale è un insieme infinito di sorprese e tesori nascosti in angoli bui. Capita tantissime volte di trovare tracce fenomenali senza artista o senza titolo.

Lo scenario più intrigante è, però, quando l’artista è indicato sull’etichetta, ma di lui non c’è traccia sul web. Partono quindi le migliori speculazioni: sono tanti artisti? Si tratta di un progetto solista? Donna o uomo? E se fosse un robot?

Questo è un po’ quello che è successo quando, nella cartella delle mail,  è arrivato un misterioso file. Era un link ad un profilo di Soundcloud: niente informazioni,  solo una serie di tracce caricate. L’artista era sempre lui: “Fresco Edits”

Qualche ricerca più approfondita, poi, ha rivelato che Fresco Edits è una realtà italiana nata nel 2019, che concentra le sue uscite principalmente in rielaborazioni (“edits”, per l’appunto) di pezzi del passato.

Per questa quinta edizione della serie “Fresco Edits”, ho avuto a disposizione quattro titoli…Fresco Edits

…ma la scelta è ricaduta su “Roots”.

Chiunque sia la mano dietro la traccia selezionata per questa première, ha  saputo magistralmente campionare il successo senza tempo “Going Back To My Roots” degli Odyssey, stampato per la prima volta nel 1981, su RCA Records

Il titolo lascia solo vagamente intendere che ci si riferisca al pezzo degli Odyssey in questione, come d’altronde ogni progetto di questo tipo dovrebbe fare: l’alone di mistero intorno alle cose da sempre un tocco in più.

“Roots”, comunque, è un ottimo prodotto: pur essendo tratto da un pezzo disco, non si colloca per nulla all’interno dell’esasperata categoria dei remake Nu-Disco.

Il campione degli Odyssey include sia la parte vocale con il titolo, sia il riff iniziale. Il ritmo, ovviamente, è incalzante: la velocità si sposta qualche tacca in alto, il piano spadroneggia per tutto il corpo centrale, conferendo volume alla parte vocale. Il tutto è accompagnato da suoni tipici delle serie Sci-Fi degli anni’80 ed un sapiente uso dei filtri.

Una chicca da non perdere per gli amanti del genere, un disco da avere sempre disponibile sullo scaffale, sia per suonarlo che per ascoltarlo.

Vi svelo un piccolo segreto, prima di lasciarvi: ho avuto accesso, in anteprima, a tutte le tracce del disco. Dire che si tratta (ancora una volta) di un prodotto integralmente valido è dire poco. Qui, però, vi anticipo solo “Roots”, mentre per le altre dovrete aspettare l’uscita del disco nelle prime settimane del 2021. Il pre-order è però già disponibile QUI. Per tutte le altre premiere firmate Parkett potrete cliccare QUI.