thirty two + = forty one

Robbie Williams vuole realizzare il nuovo Berghain: uno spazio unico per la sua arte.

In un anno così complesso come il 2020, l’arte potrebbe rappresentare un espediente per fuggire dalle molte difficoltà che ci affannano. La domanda nel suo porsi è semplice: cosa è arte? Rispondere non è così intuitivo come potrebbe sembrare. Arte non è semplicemente prodotto finale: anche la sua produzione è di per sé un forma d’arte; nessuno sarebbe disposto a dire che il comporre una melodia sia meno artistico della canzone riprodotta nelle nostre cuffie.

Questo tipo di esempio è solo per mostrare l’orizzonte problematico con la quale la società deve quotidianamente confrontarsi. È necessario modificare la funzione di alcuni luoghi per permettere loro di esprimere ancora la loro poetica aritisticità: il Berghain ad esempio è stato riconvertito a galleria d’arte.

In questo contesto si colloca l’eroico furore di Robbie Williams (front leader dei Take That) il quale ha dichiarato:

“Sto per fondare una band e sarò il DJ e voglio affittare un locale a Berlino, un galleria per la mia arte, e la sera sarà un club”

“I’m going to start a band and be a DJ and want to rent a space in Berlin, a gallery with my art, and in the evening it will be a club.”

In modo simile a quanto successo per il Berghain – ad oggi non disponibile nella sua veste di club causa pandemia – Robbie Williams ha deciso di realizzare un luogo dove l’unica parola dominante sarà arte; non solo musica o arte illustrativa, ma un luogo dove lo stesso fruitore è parte dell’opera artistica.

Ad oggi il progetto non ha ancora un nome ne’ una data, sappiamo solo che il cantante sta collaborando con due artisti australiani quali Flynn Francis e Tim Metcalfe, con cui avrebbe già composto alcuni brani. Non ci resta che attendere nuove notizie a riguardo.