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Nice to Be porta all’Ippodromo di Agnano una vera e propria leggenda della techno made in Detroit, Robert Hood e il talentuoso padrone di casa, Angelo Perna, per un party dall’alto contenuto artistico e qualitativo.

E’ un’impresa molto ardua, scrivere di un uomo come Robert  Hood, davvero difficile. Un uomo legato da una sorta di spiritualità viscerale alle sue origini, alla sua città, alla sua famiglia, alla sua musica. Allo stesso tempo una mente lungimirante, uno che crede così tanto nell’umanità e nell’intelletto da poter anticipare il futuro.

Profondamente religioso, la sua fede e il suo ottimismo sono gli ingredienti principali di ogni produzione, un uomo vestito di techno che di questo genere ha fatto una ragione di vita. La minimal techno nasce grazie al suo genio, erano i primi anni ’90 quando il mondo fu colpito da un razzo, una vera bomba, Minimal Nation Ep è il suo nome e da lì la rivoluzione.

Furono gli anni dell’Underground Resistance, poi Robert Hood capì come Jeff Mills che era il momento di mettersi in proprio, di vagare per il mondo come annunciatori di futuri sempre migliori.

L’uomo che sussurrò alle montagne, altro che cavalli. E le ha abbattute tutte. Addirittura ha deciso di crearne di nuove, dove tutti possono sentirsi se stessi, realizzati, appagati da ciò che lui stesso ha messo al mondo. Detroit gli sarà sempre grata per aver aggiunto forse uno dei motivi maggiori per amare quella città così complicata eppure una vera risorsa. Il suo amore per la musica è in ogni produzione, è nell’aria quando suona e con fare da vero credente sembra quasi inginocchiarsi di fronte alla console, come se tutti i suoi valori fossero lì, davanti a lui.

L’anno scorso pubblicò uno dei pezzi dove emerge con prepotenza il lato soul di cui siamo tanti innamorati: Never Grow Old (Re-Plants), la cui versione originale è uno dei (tanti) suoi lavori; un omaggio ad Aretha Franklyn di sicuro, ai canti gospel che fanno parte della sua infanzia e forse uno dei doni più preziosi che potesse fare a noi, ascoltatori occasionali o veri appassionati. Tutti devono sentirsi riconoscenti all’artista più carismatico e “tosto” che Detroit e il mondo intero abbia mai potuto ascoltare.

Un prodigio, un sogno diventato realtà e proprio qui, a casa nostra, con i nostri amici. Groppone in gola e lacrime di gioia per uno che con i fatti ha dimostrato quanto amore può esserci al mondo se solo tutti affrontassero la vita, nostra e di nessun altro, come ha fatto lui in tutto questo tempo.

Robert Hood dividerà la console con il padrone di casa Angelo Perna. I suoi miti spaziano dal funky e dall’hip-hop alla house vecchia scuola di Chicago ed alla techno più tosta; dopo aver partecipato fin da ragazzino a varie battle di scratch, capisce che la sua passione ha una casa ed è lì, sul dancefloor, che sperimenta nuovi suoni, strumenti e generi musicali. Con gli anni divide la console con artisti di livello quali Sven Vath, Ben Klock, Len Faki, Jeff Mills, Robert Hood e molti altri.

La sua carriera da producer vanta già lavori di spessore. Four Fingers Hand è stata la prima label con cui ha cominciato a pubblicare. Above the clouds pubblicata su Circular Limited, in collaborazione con Diego Amura e Mesmerize (Arts Digital), sempre con Amura, sono le ultime perle sfornate direttamente dal suo genio artistico. Ha collaborato inoltre con Julien Sandre nell’elaborazione di Diamonds, un Ep dal sapore underground di grande charme. Over and Over è un altro dei suoi lavori che segnano il suo debutto su Frole Rec e che includono anche un sublime remix di Jorge Savoretti.
Abilità, talento, grinta e tanta passione, da lui ci aspettiamo solo grandi cose.

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Martina Di Costanzo