fifteen − nine =

Visto che oggi è il giorno dedicato alla Roland Tr 909, abbiamo deciso di decantarvi un po’ la sua storia, iniziata esattamente nel 1984.
Se la Roland Tr 808 è stata la madrina ritmica della musica hip hop, la 909 è di sicuro il macchinario padrino della techno e dell’house, di certo un po’ più hard e acid.

Lanciati a tre anni di distanza l’una dall’altra, queste drum machines hanno cambiato le regole di un gioco serissimo, offrendo a generazioni un suono ibrido, in parte analogico, in parte basato su campioni.

La 909, come la 808, sembrava essere solo un’alternativa lontana alle più pratiche Linn e Oberheim che avevano tutti, in breve tempo si assicurarono il mercato. Quando gli amanti della 808, i pionieri, misero le mani sulla 909, beh, impazzirono. I bassi, quei kick, i sample, era tutto perfetto.

Per capire come la TR 909 è diventata la pietra miliare su cui la musica da ballo è stata costruita, vale la pena dare uno sguardo a come l’unità è stata progettata. La maggior parte dei suoni (tutti tranne gli hi-hat e i piatti) si basavano sulla sintesi analogica. I campioni erano in 6-bit ed è ciò che ha dato loro un impatto molto aggressivo.

La semplicità degli step sequencer era ideale per le battute e le sue abilità la rendevano camaleontica, era di fatti un’ottima drum machine sia per la produzione in studio che per il live act. Aggiungete a ciò il suo swing control e la funzionalità MIDI ed è diventata una bestia eterna.

E’ superfluo dirvi che la 909 è il giocattolino preferito da Jeff Mills, ed è inutile ancora dirvi quanti altri miti e pionieri della musica techno la abbiano usata e la usino.

La sua eterna fortuna, che fu davvero fortuna, è anche stata quella che, nel momento in cui si pensasse potesse riempire i musei musicali e coprirsi di polvere per far spazio al digitale, dalla scena musicale di Detroit e quella di Chicago si rifecero tutti i movimenti underground che tutt’oggi dominano la scena mondiale, così la 909 sarà sempre, o quasi, la fautrice della nostra musica, anche se non era minimamente stata progettata dalla Roland per questo fine.

L’oggetto originale ovviamente non è più disponibile sul mercato, se non come oggetto usato, ma i suoni della TR-909 sono stati resi disponibili in tanti altri dispositivi venduti successivamente, così come in librerie di suoni su CD e altri supporti di memoria, software emulativi, campionatori, eccetera. Inoltre dai suoi elementi base, sono spesso ricavate sonorità ritmiche più elaborate o mixate con altre fonti, per generare strumenti ritmici ed elementi di batteria del tutto particolari.

Se la Roland TR 909 potessimo paragonarla ad una donna, essa sarebbe una delle donne più belle mai esistite, che, invecchiando, si arricchisce di quella raffinatezza che solo l’anzianità sa dare, pur rimanendo fiera ed affascinante come una donna nella piena grazia della fisicità.
In tutto e per tutto, Roland TR 909, 31 anni e non sentirli affatto.

Pier Paolo Iafrate