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Il nuovo album dei Soulwax, prodotto nel DEEWEE Studio in Belgio e interamente realizzato con un EMS Synthi 100, uscirà tramite l’omonima label e sarà distribuito insieme a The Vinyl Factory.

Come riportato sulla pagina Bandcamp dell’etichetta, i Soulwax si sono imbattuti nell’epico synth EMS Synthi 100 durante il trasloco dal loro studio in cantina alla nuova DEEWEE location. I due fratelli cercavano un posto dove registrare in attesa del nuovo setup e hanno frequentato per un po’ gli studi della limitrofa IPEM (Istituto di Tecnologia Musicale dell’Università di Ghent) dove, sorpresi dal ritrovamento, hanno deciso di partecipare alla restaurazione del vecchio colosso e contemporaneamente intraprendere la produzione del disco.

Il processo è descritto nel libro allegato al disco la cui la direzione artistica è stata affidata all’ILL Studio di Parigi, lo stesso responsabile del Transient Program, l’installazione artistica con cui i Soulwax hanno partecipato al Coachella nel 2017. In questo lavoro i due DJ confermarono che la loro estensiva passione per il suono e per i sintetizzatori va di pari passo al suono organico di batteria, voce e Mellotron.

Nel libro viene fatto omaggio al synth stesso, l’unità 3030 è al centro delle pagine illustrate così come una doppia intervista al custode dell’IPEM e al synth guru che ha intrapreso il processo di restauro. Un’ode dovuta a questo mostro sacro.

Ma veniamo a noi. Cos’è e perché questo synth è così raro ed agognato da buona parte di noi synth nerds? I motivi sono vari e alcuni abbastanza logici, come per esempio dimensioni e peso. Per albergare questa macchina non è sufficiente l’angolino studio per cui combattiamo contro le nostre fidanzate, bensì, probabilmente, una stanza tutta per lo strumento, tanto che al BBC Radio Workshop fu soprannominato “The Delaware”. Per avere un’idea delle sue dimensioni provate ad immaginare due vecchi comò, come quelli delle vostre nonne, uno accanto all’altro.

Il prezzo era comunque competitivo per l’epoca, in linea con i concorrenti americani MOOG e ARP, infatti nel 1972 costava ben 6500£, all’incirca quanto una rispettabile auto di oggi.

Ne furono prodotti circa 30 esemplari e venduti quasi esclusivamente a università o studi televisivi.

Shynti 100

Il Synth presenta un’innumerevole lista di funzioni e possibilità controllabili da due matrici a pin 64 x 64, una per i CV (Control Voltages) ed una per il segnale audio, che danno vita ad una macchina capace anche di auto generare melodie e ritmi.
Come ci rivelano gli stessi Soulwax, gran parte dell’album è stato composto prima e successivamente traslato con questo strumento, ma è stato creato in buona parte con melodie auto generate dal synth sulle quali i Soulwax hanno successivamente sviluppato alcune parti dell’opera.

Un altro artista che ha utilizzato il Synthi 100 è Jack Dangers, anima dei Meat Beat Manifesto e fondatore di Tino Corp, un’etichetta indipendente che credetemi vale la pena diggare.

EMS è stato uno dei brand di maggior qualità e raffinatezza per la realizzazione di sintetizzatori sperimentali ed estremamente versatili quanto relativamente non facili da programmare. Il flagship di questo brand rimane il VCS3, dal quale il fratello maggiore Synthi 100 ne ricopia l’architettura e la espande considerevolmente. L’esempio più celebre del suono del VCS3 è l’intro di On the Run dell’album “Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd, ma questo synth è stato abusato per lo più da tutti i grandi del psychedelic rock e non solo. Recentemente il nostro Donato Dozzy ha pubblicato un progetto analogo ai Soulwax sulla One Instrument di Aimè Potioli aka Grand River di cui vi abbiamo già parlato in passato.

Il Synthi 100 è notorio per essere stato usato nella realizzazione di alcune parti della musica e sound design in “Doctor Who”, celebre telefilm prodotto dalla BBC a partire dal 1963.
Il synth arrivò al BBC Radiophonic Workshop nel 1964, fortemente voluto dalla pioniera della Musique Concrete Delia Derbshire e dai suoi colleghi.

Detto questo, purtroppo, l’album sarà disponibile solo fra qualche settimana e al momento è possibile ascoltare solo una piccola preview del video promozionale.
Già dopo qualche secondo si capisce subito la pasta e la particolarità timbrica di questo esemplare di megalodonte della musica elettronica. Quello utilizzato dai Soulwax è davvero uno strumento che gode di vita propria.

Francesco Salvadori