The Infinite Now è la prima collaborazione tra Berlin Atonal e Unsound: un programma continuo di 30 ore che si terrà il 16 e 17 maggio 2026 al Kraftwerk di Berlino, anticipato da tre concerti Preludio nella settimana precedente.
The Infinite Now è l’incontro tra due realtà che lavorano nello stesso campo da anni: Atonal ha sempre spinto molto sul rapporto tra suono e spazio, mentre Unsound si è mosso di più sulla scena internazionale, costruendo connessioni tra artisti e contesti.

In questo senso, l’idea di lavorare su un tempo continuo non nasce oggi. Berlin Atonal aveva già sviluppato, tra il 2015 e il 2019, il progetto The Long Now all’interno di Maerzmusik e, più in generale, una certa tradizione sperimentale (dalle Dream House di La Monte Young a Fluxus) ha più volte provato a mettere in discussione la durata come semplice contenitore.
Da qui deriva anche il formato: trenta ore senza interruzioni cambiano il modo in cui si ascolta, perché fanno saltare la scansione abituale dei festival. Si entra e si esce, si resta a lungo oppure solo per un passaggio veloce, si perde il filo e lo si ritrova più avanti. L’ascolto si distribuisce nel tempo.

Dentro questo schema, la line-up segue la stessa logica senza cercare una forma troppo compatta. Oneohtrix Point Never, Hania Rani, Actress e Keiji Haino si muovono su piani diversi e la presenza di Romeo Castellucci con Scott Gibbons spinge ancora di più verso una dimensione che non è solo musicale. The Infinite Now è una convivenza di vari modi di lavorare sul suono e sul tempo.
Terrence Dixon si muove su strutture essenziali, mentre Marginal Consort costruisce forme lunghe in cui i suoni si sviluppano in modo indipendente. In un’altra direzione, Joy Guidry e Marta Salogni lavorano su una presenza molto fisica del suono, legata al corpo e all’ambiente. E poi c’è Shane Parish, che porta una rilettura per chitarra acustica del catalogo degli Autechre.
I tre Preludi nei giorni precedenti aiutano a capire meglio questa direzione. Il 10 maggio Oneohtrix Point Never presenta Tranquilizer con Freeka Tet, il 12 maggio Hania Rani introduce Chilling Bambino, mentre il 14 maggio la Sinfonietta Cracovia esegue lavori di Gavin Bryars insieme a una composizione di Aleksandra Słyż.

A questo si aggiunge il ruolo del Kraftwerk. Lo spazio, già centrale per Atonal, viene usato come ambiente da attraversare, con la possibilità di fermarsi, uscire e tornare senza una separazione netta tra palco e pubblico.
L’esperienza si costruisce nel tempo, a poco a poco, mentre le cose accadono. Il tempo smette di essere contenitore e diventa parte del lavoro stesso.