sixty three − = fifty eight

Si intitola “Themes”, il nuovo album di Roman Flügel che uscirà il prossimo 26 ottobre su etichetta ESP Institute.

Il nuovo disco, pubblicato dalla label californiana guidata da Andrew Hogge (a.k.a Lovefingers), si articola in tredici tracce che racchiudono tutta la versatilità e l’attitudine alla sperimentazione insita nel suono caratteristico dell’artista tedesco originario di Darmstadt.

Roman Flügel muove i primi passi nella periferia di Francoforte sin da giovanissimo alla ricerca dell’arte che più gli appartiene, la musica; alla fine degli anni ’80, riceve come inatteso regalo da parte del fratello maggiore, inconsapevole dell’effetto leva che il disco avrebbe prodotto, una compilation della serie Chicago Trax.

Grazie all’apertura di quello che potrebbe definirsi una sorta di vaso di Pandora si sprigiona in breve tempo il talento di uno dei DJ e producer più influenti e apprezzati della scena elettronica tedesca, della quale è protagonista, a fasi alterne, da quasi trent’anni.

Roman Flugel

Flügel studia musica a Francoforte ed entra presto in contatto con la comunità di clubbers della città frequentando il club Omen di Sven Väth dove inizia a familiarizzare con i suoni degli artisti dei roster Warp e Underground Resistence, ospiti di alcune residenze.

Parallelamente Roman inizia a collezionare un’articolata gamma di strumenti musicali (tra cui drum machine e alcuni rudimentali sintetizzatori) iniziando a sperimentare la sua personale idea di sound design grazie anche ad un primo fortunato demo tape realizzato con il collega produttore Jorn Elling Wuttke (aka Acid Jesus or Sensorama).

Da un idea nata quasi per gioco in un garage riadattato a studio di registrazione amatoriale nasce il progetto embrionale della playHOUSE Records, la label nata dalla collaborazione tra il produttore e lo stesso Wuttke che diventerà dimora abituale per artisti quali Isoleè, Don Disco (a.k.a Losoul), Blaze e per un giovane Ricardo Villalobos, nonchè marchio del suo album d’esordio “Soylent green – La forza del destino” del 2006.

La musica è stata la mia compagna da quando ero un bambino“, ha dichiarato Flügel, “mi piace vederla come un grande puzzle o una sorta di mashup con migliaia di pezzi, ma dove trovare il collegamento tra i vari punti? Penso che la musica sia una sorta di amplificatore emozionale capace di andare oltre le parole; è per questo che mi piace, la considero unica, strana e profonda, che sia jazz, rock, elettronica o classica“.

Il nuovo album dal titolo “Themes”, rappresenta un parco divertimenti a tema dislocato in tredici differenti location.
Fervente sostenitore della tecnologia, infatti, Flugel rende protagonisti i robot.
Note di malinconia attraversano lo spostamento delle famiglie di automi dal minigolf, alla sala dei videogiochi, alle montagne russe, alle gallerie del terrore. Il sound è minimale, ipnotizzato da synth che rendono l’atmosfera pian piano oscura progredendo verso scale minori e beat cadenzati, riportando in alcune tracce il pensiero alla “robot pop” dei Kraftwerk.

Nell’ultimo lavoro di Flugel c’è tutta la sua creatività capace di spaziare tra diversi rivoli del magma elettronico, accompagnando la sua attitudine minimal con divertite divagazioni ambient e letfield oriented.

Il parco giochi che costruisce la scenografia è la losagenilna ESP Institute, label che ha prodotto artisti del calibro di Ricardo Tobar e Juan Ramos.
Non a caso l’etichetta e i suoi artisti esigono che per entrare nell’istituto bisogna togliersi le scarpe, poiché il tappeto rosso è riservato alla musica: “Welcome one and all to the ESP Institute. Please remove your shoes at the door. Thank You”.

Tracklist:
A1 – THEME I
A2 – THEME II
A3 – THEME III
B1 – THEME IV
B2 – THEME V
B3 – THEME VI
C1 – THEME VII
C2 – THEME VIII
C3 – THEME IX
C4 – THEME X
D1 – THEME XI
D2 – THEME XII
D3 – THEME XIII

 

Mattia Gargiulo