”Further Design (2026 Remaster)” si inserisce nel ciclo di release con cui l’etichetta britannica co-fondata da Ruskin celebra il suo trentennale.
Il trentesimo anniversario di Blueprint continua con la ristampa di uno degli album più iconici del suo catalogo. Pubblicato originariamente nel 1998, ”Further Design” conserva intatta la sua efficacia sul dancefloor, mostrando quanto la visione del genio britannico fosse, e sia ancora oggi, proiettata verso il futuro.
Pioniere della scena techno inglese, James Ruskin ha costruito il suo percorso su un equilibrio raro, quasi funambolico, sospeso tra sperimentazione e intransigenza, ricerca e fondamento, apertura e rigore. Unendo elettronica, hip hop, minimal, electro e industrial, è infatti riuscito a capovolgere le convenzioni in contaminazioni, offrendo una techno senza tempo.

Con un catalogo così significativo, le ristampe di Blueprint aprono una finestra su pagine memorabili della cultura elettronica britannica. Ad inaugurare il progetto è stato Mark Broom lo scorso luglio, rielaborando alcune registrazioni seminali dell’EP ”Power Is Neutral” di Regis. Genio del Birmingham Sound e parte di Sandwell District, O/V/R con Ruskin e British Murder Boys con Surgeon, Regis non ha bisogno di presentazioni.
A dirigere la seconda uscita del progetto, invece, è lo stesso James Ruskin, che con Blueprint ha creato un ponte essenziale tra l’Europa e l’America.
Fondata nel 1996 da James Ruskin e Richard Polson, Blueprint ha influenzato tre decenni della discografia elettronica europea. Dalle produzioni di fine anni ’90 firmate da Surgeon, The Advent e Outline, pseudonimo con cui i co-fondatori pubblicarono i primi dischi, alle release più recenti di Dustin Zahn, Kr!z, Rene Wise, Temudo e Setaoc Mass, Blueprint ha mantenuto una devozione rigorosa alla cultura underground degli inizi.

Oggi, infatti, “Further Design” risuona con lo stesso impatto che ebbe sui clubbers nel 1998. Tracce come “Work”definiscono un incastro perfetto tra la ripetizione delle percussioni e il riverbero euforico delle campane. “The Divide” ci teletrasporta tra i fumi e i vapori delle notti techno irlandesi di fine anni ’90.
Le progressioni ipnotiche e i pattern liquidi di “Unknown Destination”, invece, ci fanno venire in mente Lavoisier. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: certi dischi sembrano respirare in un tempo circolare, dove il presente continua a nutrirsi del passato e il passato, quando è davvero visionario, finisce per suonare ancora come futuro.
“Further Design (2026 Remaster” è disponibile a questo link.
