twenty one − = twenty

ATTENTION DEFICIT DISORDER è il nome del nuovo progetto di Dasha Rush e AnD, nato con l’obiettivo di esplorare il concetto di improvvisazione dal vivo, come trio.

Dopo il debutto lo scorso 12 maggio al Berghain di Berlino, i tre hanno annunciato per i prossimi mesi un tour europeo, che inizierà dal Fabric di Londra sabato 8 dicembre, per poi toccare Utrecht, Bruxelles e Berlino, oltre ad una attesissima tappa all’Awakenings di Amsterdam ad aprile.

In vista dell’esibizione nel celebre club londinese, il trio ha rilasciato un’intervista in cui ha spiegato il ruolo fondamentale che in questo progetto rivestirà l’improvvisazione: secondo le parole di Dasha Rush il risultato di ogni esibizione non nasce solo dal suono delle macchine che i tre porteranno sul palco, ma anche da un insieme di fattori che includono “il club, le persone, il sound system e persino la posizione della Luna”.

Dal canto suo, AnD, il duo techno di Manchester formato da Andrew Bowen e Dimitri Poumplidis, ha confermato l’intenzione di portare l’ascoltatore in un viaggio che  sarà un “amalgama di suoni”, esplorando l’ interconnessione tra artisti, macchine e dance-floor.

Per chi conosce la peculiarità del suono di AnD, possiamo aspettarci tanto della loro visione trascendentale dell’industrial techno, in grado di inserire momenti di introspezione in mezzo ai più crudi ed irruenti dei suoni. In una precedente intervista rilasciata per Little White Earbuds, Dimitri Poumplidis descrisse, infatti, lo stile del duo dicendo “it’s all about getting hard (…) harder and harder and harder”: tutto ruota, dunque, intorno al più potente e ruvido dei suoni.

Per capire di cosa stiamo parlando, basti guardare il live dei due per la festa di chiusura dell’Awakenings ADE 2016 al  Gashouder qui sotto.

 

Dall’altra parte, i fan di Dasha Rush non vedranno l’ora di vedere le doti di quest’artista poliedrica rifulgere in un’ennesima interessantissima collaborazione. La DJ e produttrice russa, infatti, è nota per i suoi innumerevoli progetti che spaziano dall’esplorazione della musica elettronica nelle sue varie sfaccettature (techno, ambient ed ibridi) a collaborazioni con ballerini, pittori e altri performers di varie discipline.

Il suo stile, da molti definito dubby ed ipnotico, è il compendio di anni di studio e pratica come musicista ed è da lei considerato “un punto di partenza, non una destinazione”.  Le sue performance riflettono un gusto unico per la ricerca ed insieme la capacità di farsi guidare da sensazioni, una straordinaria empatia con il dance-floor e un po’ di sana pazzia.

Il risultato è un suono spesso sognante ed evanescente, caratterizzato da una forte sensualità anche quando entra con risolutezza nel regno dell’industrial, come in questa performance come InDASHtrial, la scorsa estate al Katharsis di Amsterdam.

 

Con questi presupposti, non ci resta che attendere una data italiana per il prossimo tour dei tre techno esploratori di ATTENTION DEFICIT DISORDER.