nine + one =

Bandcamp risponde all’ultima trovata di Donald Trump. Domani 4 agosto, l’intera percentuale ricavata dalla piattaforma musicale sarà devoluta al Transgender Law Center.

Con un recente tweet, Donald Trump ha annunciato il suo no all’ingresso dei transgender nelle forze armate statunitensi, scatenando l’indignazione pubblica e centinaia di manifestazioni di opposizione, le più grandi quelle di San Francisco e New York. Il motivo principale, a detta del presidente, sarebbero i costi elevati di mantenimento a carico del servizio sanitario statale. 

Il panorama musicale odierno, soprattutto quello elettronico, sta invece facendo da timone di una barca che porta la bandiera di attivisti per l’emancipazione delle minoranze sessuali, in un mare dove la cultura LGBT è percepita più come una minaccia alla biodiversità marina che parte di essa. Sicuramente tutti ricorderete dell’eco del caso Ten Walls, per dirne uno.

È in questo clima di dissenso che Bandcamp, la nota piattaforma musicale, ha deciso ci metterci la faccia – o meglio i soldi – in quanto ha reso noto che donerà il 100% del proprio share percepito dalle 12:00 am alle 11:59 pm della giornata di venerdì 4 agosto al Transgender Law Center. Questo centro è un organizzazione di base ad Oakland che si batte in difesa dei diritti dei transgender in tutto il mondo, dal delicato contesto mediorientale al trattamento di queste persone nel mondo del lavoro o nelle carceri, passando quindi per un’ampia rosa di situazioni discriminatorie meritevoli di attenzione.

Nel comunicato, Bandcamp esprime il suo status di propaganda artistica in ogni sua forma e soprattutto genere, nell’accezione più tecnica del termine, difendendo quindi i propri clienti e il proprio staff dichiarando che nell’azienda tutti sono i benvenuti. Il movente economico sarebbe, in parte, solo una scusa per innalzare una barriera all’agenda fortemente discriminatoria che Trump sta portando avanti con la sua politica.

Non è la prima volta che la nota piattaforma si espone in maniera cosi aperta a favore delle minoranze. L’iniziativa infatti ha un precedente che riguarda la raccolta fondi di febbraio, destinata all’ACLU (American Civil Liberties Union), in risposta al “Muslim Ban“, con la quale Bandcamp ha venduto più di un milione di dollari in musica e merce donando circa il 12%, come promesso.

Certo è che, a qualsiasi livello se ne parli, la questione delle culture legate al genere e all’identità sessuale fa ancora davvero scalpore. In un postmoderno dove tutti ci sentiamo a nostro modo persi, la rivendicazione di diritti umani può prendere la piega di una lotta solamente individuale per il bisogno di ritrovarsi, dove ognuno cerca di trarre beneficio cercando di ritrovare se stesso, invece di lottare per una causa comune. La liquidità della vita in quest’epoca porta, anche in reazione al consumo di beni materiali, ad orientarsi invece verso beni sempre più intangibili, ma decisamente idealistici, in un certo senso anche filantropici, resi tali da cause di conflitto come quello per la lotta all’emancipazione.

Vista la precedente esperienza con la fondazione ACLU, questa sarebbe un’ulteriore mossa di sensibilizzazione e incoraggiamo quindi domani ad acquistare tanta musica, e con la musica donare al Transgender Law Center, oppure direttamente tramite questo link per diffondere un’educazione consapevole sull’identità e la varietà sessuale.