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Bottega Veneta sta suscitando non poche polemiche. Dopo la presentazione dell’ultima collezione nominata “Salon 02 ” svoltasi al Berghain, ha invitato tutti i presenti all’after party dirottandoli verso il club privato berlinese Soho House.

La famosa discoteca edonistica di Berlino ha chiuso le porte ai clubber quando la Germania è entrata in lockdown per la prima volta lo scorso anno. Attualmente, la città è tornata sotto stretta sorveglianza con il coprifuoco delle 21:00 mentre combatte una terza ondata di coronavirus. Tutto ciò però, non sembra aver fermato le star internazionali  che prima sono atterrate nella capitale tedesca per lo show di Bottega Veneta, e poi si sono spostate al Soho House, dove hanno dato vita ad un affollato afterparty. Virgil Abloh, Skepta, Burna Boy, Slowthai e Honey Dijon sono solo alcuni dei nomi che si sono presentati al Berghain per vedere l’ultima collezione di Bottega Veneta.

Come altri marchi di proprietà del gruppo Kering, Gucci e Saint Laurent, Bottega Veneta ha recentemente abbandonato il calendario della settimana della moda, sostituendo invece gli spettacoli tradizionali con eventi sperimentali  fuori programma. Lo scorso autunno, il marchio ha dato il via a questo nuovo format presentando la sua collezione Primavera / Estate 2021  soprannominata “Salon 01” in una mostra top-secret a Londra.

La natura segreta dello spettacolo si sposa perfettamente con l’enigmatica strategia di comunicazione digitale di Bottega Veneta. La presenza estremamente limitata del marchio sui social media ha contribuito a promuovere l’ hype attorno alle sue ultime presentazioni, soprattutto una volta che all’inizio di quest’anno aveva deciso di cancellare tutto. Ora, invece, sembra che la strategia serva  ad un altro scopo: proteggere Bottega Veneta dai suoi critici ed assumersi ogni responsabilità per le sue azioni.

La dirompente fondatrice Brenda Weischer ha scritto su Instagram per commentare: “Siamo bloccati a Berlino da Novembre. Bottega Veneta ha avuto una produzione gigantesca al Berghain per diversi giorni , ma continuo a sentir parlare solo di  after-party al Soho House.”

Come molti berlinesi, la Weischer è sconvolta dalle voci secondo cui le celebrità sono arrivate in aereo da diversi “paesi rossi” e che in alcuni casi, i cinque giorni di quarantena non erano stati osservati.