Oggi abbiamo il piacere di proporvi l’intervista fatta a DJ Rush, uno degli artisti più amati di sempre, che con la sua musica e la sua energia continuerà a far parlare di sé ancora per molto tempo.

DJ Rush è sicuramente uno dei massimi esponenti della musica techno ascoltata in tutto il mondo. I suoi dj set sono famosi per essere sorprendentemente variegati, è infatti uno dei pochissimi a riuscire a mescolare in una sola performance diverse correnti artistiche e le sue produzioni sono state ballate da generazione in generazione.

Nato a Chicago con il nome di Isaiah Major, DJ Rush cresce appassionandosi a generi musicali come: jazz, pop e rock, costruendosi così un fitto bagaglio culturale.
Ha iniziato a produrre brani ancor prima di esibirsi nei locali manifestando in questo modo tutta la sua passione e sentimento per la musica.
È stato ospite dei migliori festival ed ha infiammato le piste dei club più in vista dei 5 continenti.

DJ Rush, che il 15 giugno si esibirà contestualmente al prossimo OFFSònar per l’evento Трип – Barcelona al Poble Espanyol, è un artista unico che sappiamo farà ballare ancora tanti appassionati di buona musica e con il quale abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole.

ITALIAN – ENGLISH

Sei uno dei massimi esponenti della musica techno in tutto il mondo. Uno dei pochi ad aver dominato sia la scena artistica di Chicago che quella di Berlino. Quali sono gli elementi che secondo te accomunano questi due panorami artistici e quali sono invece gli elementi che li differenziano?

Quando sono andato a suonare per la prima volta a Berlino, ho notato subito un alto livello d’energia da parte delle persone. Quello che stava succedendo era pazzesco, la gente era così immersa nel suono da godersi ogni minuto. Questo è ciò che hanno in comune Berlino e Chicago. L’atmosfera di Chicago è così intensa e la musica così grezza, che mi è sembrato naturale poterla suonare in diversi territori.
C’è sempre una differenza, i club e le location a Berlino possono essere più sporche e underground con più musica elettronica; Chicago è più di una discoteca, o casa, con club puliti e grandiose sonorità. Sono stato in grado di canalizzare il mio stile di Chicago alla gente di Berlino, pur rimanendo fedele alla mia linea.

Sappiamo che sei un appassionato di tutta la buona musica, dal Jazz al Pop. Qual è il disco che quando ascolti non ti fa smettere di ballare?

Sono cresciuto in una famiglia che ascoltava musica circa ogni giorno, quindi il mio gusto si è in un qualche modo mescolato e trova origini un po’ dappertutto. Posso trovare interesse in quasi tutti i generi, ma individuare un preciso pezzo che mi faccia ballare è difficile, perché sto sempre muovendo il mio corpo ha ha ha ha…. In casa mia o in macchina, la musica è in continua evoluzione e il mio corpo è sempre attivo, ma se mi fai sentire un bel disco, magari un classico, mi vedrai sicuramente ballare.

Per molti artisti contemporanei sei un modello da seguire, ma quali sono invece i modelli ai quali ti sei ispirato tu e che hanno contribuito alla nascita di “DJ Rush”?

Tutta la mia ispirazione viene dall’aver fatto già in giovane età molta musica. Se non fosse stato per questo, credo che mi sarebbe stato più difficile trovare la mia strada. Credo questo perché la maggior parte degli artisti di oggi, cercano ispirazione solo dai dj che sentono suonare e il loro obiettivo è diventare come loro, lui o lei, e riproporre le stesse tracce. Ho avuto l’opportunità d’avere un’ampia gamma di generi da inserire nell’elenco e da plasmare nell’artista che sono oggi. Questa è la mia naturale sensazione che mi aiuta a combinare la musica che mi piace suonare e che mi piace comunicare alle persone (mi piace vedere sorridere e ballare). Guardando indietro posso dire d’aver sempre tenuto d’occhio artisti come Grace Jones, James Brown, Betty Carter solo per citarne alcuni, questi mi hanno sempre tenuto motivato. Loro hanno sempre avuto questa mentalità, divertirsi ed essere sé stessi, gli errori accadranno sulla strada, la cosa più importante è divertirsi, essere creativi, essere positivi e portare questo concetto con sé ogni giorno.

Il tuo percorso artistico è veramente impressionante, riesci a dare il massimo sia nei dj set più duri, sia quando scegli correnti musicali leggermente più morbide. Quale di questi stili credi ti rappresenti meglio al giorno di oggi?

Amo dare energia quando suono. Quando esco voglio divertirmi e godermi la musica. Se sono in un club il mio gusto può passare da più “tranquilla” a più “aggressiva”. Sono aperto al divertimento e questo è ciò che mi piace dare alla gente quando suono, ossia musica che può divertire e far ballare tutta la notte. C’è stato un tempo in cui la gente pensava che fossi solo estremo, ma nessuno aveva capito veramente quando non ho smesso di suonare brani più aggressivi, questo perchè immagino che io dia molta energia e potenza quando suono.
Quando suono in discoteca o in casa la gente sente quest’energia e non può credere sia così. Ciò che conta è la musica, dare musica, far divertire le persone, farli sentire come se fosse la loro ultima notte fuori. C’è un tempo e un luogo preciso per suonare certi dischi, sceglierne i momenti e trasmettere carica alla gente.

La tua agenda si mostra sempre piena di eventi. Viaggi di continuo da una parte all’altra del mondo. Credi che tutto questo “stress” possa influenzare in qualche modo la tua performance?

Viaggiare è uno dei principali fattori di stress. Cancellazioni, ritardi, continui viaggi, coincidenze, e anche il razzismo (che è il più grande fattore di stress per me). Quando finalmente arrivi a destinazione, arriva il driver, e quando finalmente raggiungi l’hotel vuoi solo rilassarti per poter dare il massimo la sera stessa. Cerco di mantenere una mente positiva e pensare alle persone che escono per divertirsi. È difficile per me a volte perché posso anche essere stressato nel club, perché posso essere nervoso e quindi stressato. Non voglio deludere i miei sostenitori. Prima di iniziare ho bisogno di 15 minuti di tempo per fare del mio meglio, perché se sei stressato è difficile concentrarsi su quello che stai facendo e dare il proprio meglio, dimenticandoti delle persone, e questo non va bene. La folla può sentire quando un dj non si diverte o qualcosa non va, quindi mi piace avere tutto in ordine in testa e creare una bella festa. Le persone non hanno pagato per sentire il tuo stress, ma per farlo scendere.

Kne’ Deep Records è la tua label, che riesce a riproporre una Techno vecchio stampo anche oggi che si sono diffuse molte correnti artistiche giovani che però hanno una forte risonanza. Credi che i giovani artisti che prediligono queste correnti più oscure, industriali rinneghino in qualche modo la vecchia scuola?

Amo la direzione che la mia etichetta ha preso nel corso degli anni. Credo che ognuno debba rimanere fedele alle proprie radici e sentirsi a proprio agio nel creare qualsiasi cosa si senta. La musica è un sentimento e non si può rinnegare. La musica cambia, le persone cambiano, la creatività delle persone cambia e questo è un bene. Il problema è che le persone amano vivere nel passato. C’è ancora una generazione di persone che producono ciò che noi etichettiamo come vecchia scuola. Quello che mi infastidisce da dentro è vedere le nuove generazioni prendere un vecchio classico e rimodellarlo, ritoccarlo sino a definire quel pezzo loro, questo mi fa arrabbiare, o quando avendo creatività campionano tutti i generi di musica, per esempio mie tracce o voci sentite e risentite mille volte e questi dicono che è originale, come se fosse lavoro loro. Non c’è rispetto per la musica di nessuno. Basterebbe lasciare che sia la musica a guidarvi, rimanere creativi, e continuare a spingere la musica in avanti.

Tra i tuoi dischi più famosi ricordiamo la celebre “Get On Up”, che nonostante siano passati più di dieci anni continua ad essere uno dei dischi più ascoltati e ballati. Avresti creduto che avrebbe fatto ballare più di una generazione?

Quando si tratta di fare musica non penso mai a quale impatto possa avere. Mi limito a creare puro divertimento. Quando “Get On Up” ha colpito la scena ero così scioccato, perché ho detto a me stesso, in una notte di giovedì, “hmmmmmmmm devo suonare ciò che può per davvero distinguersi e far impazzire la gente”, così ho afferrato il microfono e ho iniziato. Ho registrato su CD e l’ho suonata e la gente ha sentito la mia voce e ho bistotuttiv i sorrisi sulla pista da ballo. Ho suonato la traccia due volte in una notte e la seconda volta era ancora meglio. Poi è arrivata la release 3 mesi dopo, e la canzone è stata accolta a braccia aperte. La canzone si ispira alla musica dei primi anni ’80 “sugar hill music”. Al momento del rilascio ho fatto in modo che ricevesse riconoscimenti, rendendo omaggio e rispetto ad altri. Mi piace ancora alzarmi e cantare, è come respirare aria fresca. Sono veramente felice d’ aver ricevuto così tanto amore dalla gente, perché lo faccio dal cuore e per rendere la gente felice quando si vuole divertire, quando vuole uscire e sorridere, e divertirsi prima della giornata di lavoro, la scuola inizia il Lunedi.

Giri il mondo di continuo e avrai visto moltissime realtà club diverse, ricordi una che per qualche motivo ti abbiamo particolarmente colpito?

L’unico club che ricorderò sarà il Kadoc (Algarve, Portogallo), la quantità di energia in questo posto, le persone e l’intero schema del posto. Mi dispiace dire che il club è chiuso da un anno, ma i ricordi mi rimangono ancora nel cuore.

Questa estate ti esibirai al Poble Espanyol di Barcellona durante la settimana OFF Sonar: cosa pensi di questa città? Pensi che dopo Berlino, sia la capitale europea con una “cultura elettronica” più sviluppata?

Barcellona è una città a sé stante, non posso paragonarla a nessun’altra, Barcellona è Barcellona. Ha una cultura ricca, anche quando si tratta di musica, non c’è bisogno di confronto.
Le leggi sono più rilassate a Berlino quando si tratta di divertimento e cultura(musicale), non si può sfuggire alla musica elettronica a Berlino, è in TV, spot pubblicitari, ristoranti, ascensori, negozi di alimentari, studio medico è ovunque, ma questo non significa che una città senza tutto ciò non possa essere predisposta alla cultura della musica elettronica. Il vero spirito arriva sia di notte che di giorno, Barcellona, ama e gode della musica.
Grazie mille!


ENGLISH VERSION

DJ Rush is certainly one of the greatest exponents of techno music listened to all over the world.
His DJ sets are famous for being surprisingly varied, he’s in fact one of the very few to be able to mix, in a single performance, different artistic currents.

Born in Chicago under the name of Isaiah Major, DJ Rush grew up passionate about musical genres such as jazz, pop and rock, this building a dense cultural background.
He started to produce music even before performing in the clubs, showing in this way all his passion and feeling for music.

He has been the guest of the best festivals and has “burned” the most prominent club tracks on 5 continents. DJ Rush, who will play Трип – Barcelona on June 15th for Poble Espanyol’s OFFSónar Series from 14th – 17th June (full details and tickets can be found here), is a unique artist, who will make many fans of good music dance again and with whom we had the pleasure of exchanging a few words.

You are one of the few who dominate both Chicago and Berlin Techno scene. Which are, in your opinion, the common elements between those two situations? And which the differences?

When I first came to Berlin to play, I notice the high level of energy from the people. What I was playing was unheard of. The people were so into the sound and taking everything in and enjoying every minute. This what felt common about Berlin and Chicago. The vibe from Chicago was so intense and the music was so raw and in your face and it felt natural to be playing in unknown territories. There’s always a difference, the club and locations in Berlin was more dirty and underground and more electronic music. Chicago was more of a disco and house vibe with clean clubs and big sounds. I was able to channel my Chicago style to the Berlin people while staying true to me.

We know you are genuine fan of all good music genres, from jazz to pop, is there any disc that you can’t stop dancing on?

I grew up with family members listing to music almost every day, so I picked up the taste for everything. I can find good taste in almost every genre, but to pin point a certain song that get me dancing is a hard one, because I’m always moving my body ha ha ha to something. In my house or in my car, the music is always changing and my body is always shaking, but if you give me a good disco classic you will see me dancing.

Lot of contemporary artists calls you as a model to follow, but which are your inspirational models, those people who made “DJ Rush” what it is?

All my inspiration comes from having music in my ears at a young age. If it wasn’t for growing up around music, I feel it would’ve been hard to find my way. Because most artist today only have what the dj is playing and say hey I want to be like him or her and play the same songs. I had the opportunity to have a wide range of genre to listing to and mould me into the artist I am today. I just have this natural feeling for music and how to combine what I like to make people have a nice time (I love to see smiling and dancing). When I look back I always kept an eye on artist like Grace Jones, James Brown, Betty Carter just to name a few, they kept me motivated. They had this go get it mentality, have fun and be yourself, mistakes will happen on the way, the most important thing is to have fun, be creative, be positive and I carry this with me daily.

Your carrer is impressive, you give the best both in the hardest and in more soft sets, but what styles you think can definely you best today?

I love to give energy when I play. When I go out private I want to have fun and enjoy music. If I’m in a club my taste of music can go from easy to more aggressive. I am open to just having fun and this is what I like to give the people when I play, music they can enjoy and dance the night away. There was a time when people thought I was just extreme, but no one really understood when I wasn’t playing the harder side of music they just felt like I was, because I give energy and power when I play. When I play disco or house people feel this energy and they can’t believe its disco or house. What’s important is the music, give music that people can have fun to, make them feel like it’s their last night out. There’s a time and place for just playing records that sounds good, pick your battlegrounds and give the people energy.

Your schedule is always full. You travel around the world everytime, you think all this “stress” could influence your perfomances?

Travelling is one of the biggest stress factors. You how to deal with cancelation, delays, so many travellers, connecting flight, even racism (which Is the biggest stress factor for me). When you finally get to your destination, then come the car drive, by the time to reach the hotel you’re out of order so you need to just relax because tonight you want to give your all. I try to keep a positive mind and think about the people who come out to have fun, it’s hard for me sometimes because I can also get stressed in the club, because I am so nervous, I make myself stressed. You don’t want to let down your fans and supporters. Before I start I need 15 minutes of alone time so I can do my very best, because if you stressed it’s hard to concentrate on what you’re doing, you forget about the people and this isn’t good, the crowd can feel and sense when a dj isn’t having fun or something is not right, so I like to have my S&*T together and have a good party, people they didn’t pay to feel your stress they came to get on down.

Your Kne’ Deep Records releases an old school techno even today that a lot of new artistical waves are taking the spotlights. Do you think that youngsters who are more driven to darker sounds are somehow disowning the old school sounds?

I love the direction that my label been going over the years. I feel everyone should stick to his or her roots and feel comfortable to create whatever they feel. Music is a feeling and it’s not about disowner a sound. Music change, people change, people creativity changes and this is a good thing. The problem is people love to live in the past. There are still a generation of people who still produce what we label as old school. What eats me up inside is when the new generation take a old classic and touch it up and call the song their own, this angers me or when they don’t have an once of creativity and samples everyone’s music (for example) my songs and vocals has been sample over a thousand times and these artist says it’s the original as if it’s their work, no respect for anyone’s music. Just let the music guide you and stay creative, keep pushing the music forward.

Let’s talk about one of your most known tracks, “Get on Up”, after more than 10 years is still one of the most listened and played tracks, did you believe you could make dance more than a generation of clubbers with that release?

When it comes to making music I never think of what impact it will make. I just make for fun and pure entertainment. When Get on up hit the scene I was so shocked, because I said to myself on a Thursday night, hmmmmmmmm you must play tomorrow what can I play to stand out and make the people go crazy, so I just grabbed the mic and went at it, recorded it on cd and played it out and the people heard my voice and all smiles on the dance floor, I played the song 2 times in one night and the second time was even better. Then came the release 3 months later and the song was welcome with open arms. The song was inspired from the early 80’s sugar hill music. On the release I made sure they get recognitions, I pay my respect to others. I still love to sing get on up, it’s still breathe of fresh air. I am truly blessed to have so much love from the people, because I do it from the heart and to make people happy when parting, you want to go out and smile and have fun before the work day, school starts on Monday.

In your carrer you’ve seen a lot of different clubs, the one who hits you the most?
The one club I will always remember Is Kadoc (Algarve Portugal), the amount of energy in this place, the people and the whole layout of the location. Sorry to say the club has been closed for a year now, but the memories still stick in my heart.

This summer you will perform at the Poble Espanyol in Barcelona during the OFF Sonar week: what do you think of this city? Do you think that after Berlin, it is the European capital with a more developed “electronic culture”?

Barcelona is in a class of it’s own, I cannot compare the city with any other city, Barcelona is Barcelona. It’s has a rich culture as well when it comes to music, there’s no need to compare.
The laws are more laid back in Berlin when it comes to the entertainment(music) culture, you can not escape electronic music in Berlin, it’s on the TV, commercials, restaurants, elevators, grocery stores, doctors office it’s in your face everywhere, but that doesn’t mean a city without all that doesn’t have an electronic music culture, some places you hear and see it more. The true spirit comes at night and even in the day time, Barcelona the people do have fun and enjoy the music.
Tnx Master