six + four =

Moog, azienda che rappresenta l’eccellenza statunitense in ambito di sintetizzatori, si troverà a fare i conti con una nuova misura economica del governo Trump che rischia di danneggiare seriamente la sua economia.

Moog, azienda leader nella costruzione dei sintetizzatori che hanno segnato un’epoca nella storia della musica contemporanea, rischia di dover prendere delle misure drastiche per sopravvivere in seguito all’approvazione di una legge che aumenterà del 25% il costo dei materiali provenienti dalla Cina.

A partire dal 6 luglio, infatti, negli Stati Uniti entrerà in vigore una norma che aumenterà (e non di poco) il costo delle importazioni provenienti dal paese asiatico. Moog, come tante altre aziende, dovrà capire nel corso delle prossime settimane che impatto avrà questa decisione del governo di Donald Trump sul proprio bilancio. L’aumento dei costi di produzione e, conseguentemente, l’aumento del prezzo di vendita delle sue celebri strumentazioni potrebbero mettere in seria difficoltà l’impresa, fino al punto di dover licenziare numerosi dipendenti.

È proprio questa la grande preoccupazione del suo consiglio di amministrazione.

Moog dagli anni ’60 ad oggi è cresciuta in maniera esponenziale, contando al momento più di 100 lavoratori dipendenti, un numero non indifferente se pensiamo che le strumentazioni a marchio Moog non sono un prodotto creato su larga scala.

moog museum

Ma non è solo Moog a rischiare gravi perdite dopo l’entrata in vigore di questa nuova legge firmata lo scorso maggio; tutte le società che negli States importeranno elementi dalla Repubblica Popolare Cinese dovranno pagare un 25% in più a causa dei 337 miliardi di dollari di deficit accumulati con la Cina negli scorsi anni. Moog, in attesa di capire quale possa essere l’impatto reale sul proprio bilancio, ha dichiarato che la nuova misura economica rischia di forzare la dirigenza a prendere delle decisioni drastiche, come il licenziamento di alcuni suoi dipendenti oppure, nella peggiore delle ipotesi, di spostare la produzione fuori dal Paese.

L’impresa ha inoltre invitato tutti gli appassionati a firmare una petizione per richiedere ai rappresentanti del North Carolina di prendere dei provvedimenti in merito, poiché una maggiorazione del prezzo finale dei propri prodotti che si aggira sul 30% potrebbe avere delle conseguenze non reversibili, segnando un punto di non ritorno che rischia di danneggiare seriamente l’azienda, i propri dipendenti e tutti gli appassionati delle sue produzioni.

Potrete saperne di più sulla petizione cliccando QUI.

QUI, invece, un nostro articolo di approfondimento sull’importanza di Moog nella storia della musica elettronica passate e contemporanea.