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Gravity Graffiti è una label di musica elettronica fondata nel 2016 dal DJ e produttore palermitano Riccardo Schirò.

Oggi su Parkett siamo felici di presentarvi Gravity Graffiti, etichetta fondata da Riccardo Schirò nel 2016. Nel corso degli anni Gravity Graffiti si è sviluppata come una label ed un collettivo formato da artisti che condividono la stessa passione per la ricerca e le sperimentazioni sonore. Oltre ad essere un’etichetta discografica Gravity Graffiti cura una serie di mix, un programma radio e diversi parties in giro per l’Italia e l’Europa.

La ricerca sonora della label si muove in direzioni diverse, il catalogo di Gravity Graffiti, infatti, è all’insegna della versatilità. Le pubblicazioni dell’etichetta riescono a mantenere una propria identità ben definita pur spaziando liberamente tra release sperimentali e release dalle sonorità più accessibili. Negli anni la label ha ospitato le produzioni di artisti del calibro di Soichi TeradaWhodamanny, Lamusa, Marcello Napoletano, Palta & Ti, oltre quelle del suo fondatore Riccardo Schirò.

Per conoscere meglio Gravity Graffiti abbiamo deciso di contattare il suo fondatore, Riccardo Schirò, il quale oltre a rispondere alle nostre domande sulla sua visione musicale ha preparato un mix speciale per l’occasione.

Come descriveresti Gravity Graffiti?

Come un micromondo senza degli standard di riferimento, è un gruppo di amici che trasmette un approccio originario o punk alla musica elettronica.

Da quale esigenza è nata la label?

È stata la voglia di stampare in vinile la musica che volevamo. Ho avuto la fortuna di conoscere persone in Italia e nel mondo con le quali si è stabilita una vera sintonia in studio. Al di là del marketing musicale che spesso con la musica non ha più nulla in comune, questa label vorrebbe ricordare la vera missione del DJ, che guida la gente a divertirsi, a dargli le spalle e a lasciarsi andare.

Che significa per te gestire una label?

Significa credere nella musica degli artisti che produci. Io non ho mai avuto intenzione di autopromuovermi attraverso questa label. É stato come dare un nuovo significato alla musica e in seguito dialogare con artisti che parlavano il mio linguaggio. Poi, questo messaggio si è evoluto autonomamente grazie ai negozi di dischi e alle persone che hanno ascoltato la nostra musica e, oltre ai dischi, è nata una serie di mix, un programma radio e diversi parties in giro per l’Italia e l’Europa.

A cosa fa riferimento il nome Gravity Graffiti?

Pura assonanza come “abracadabra”.

Il catalogo di Gravity Graffiti è all’insegna della versatilità. Le pubblicazioni della label riescono a mantenere una propria identità ben definita pur spaziando tra release più sperimentali ed altre dalle sonorità più accessibili. Quali sono i confini, ammesso che ce ne siano, nei quali si muove la ricerca sonora dell’etichetta?

La sola cosa che accomuna è proprio la mancanza di generi, ovvero, andare trasversalmente oltre il genere verso un campo comune, si usa definire questa intenzione con quelle brutte parole, leftfield o experimental. I generi musicali e le definizioni sono convenzioni, i loro confini sono molto sfumati, sono gli stessi confini che caratterizzano gli stati d’animo, le pulsazioni, che sono presenti nella vita di ognuno, più  o meno accessibili all’altro. Sia quando crei una traccia che quando la ascolti stai percorrendo diversi stati d’animo, qualcuno è più intenso degli altri. Quindi se pensi ad un disco, non cerchi una sonorità, segui questa ricchezza di stati d’animo, ne viene fuori una varietà di tracce diverse. Poi dal un punto di vista puramente pratico il disco in vinile con tracce diverse è un utile strumento per il DJ, da usare per situazioni e atmosfere differenti.

Cosa pensi dell’attuale scena italiana. Quali sono le realtà con cui senti più affinità e che consiglieresti ai nostri lettori?

Sinceramente non la conosco, non seguo virtualmente la gente, ho molti amici conosciuti realmente e con i quali ho stretto delle connessioni molto forti per via delle affinità con il mio modo di vedere la musica, ma nessuno di loro è italiano o vive in Italia e non è questione di esterofilia. Per tornare alla localizzazione geografica, al di là delle affinità, stimo i ragazzi di Periodica con i quali ho collaborato in passato, inoltre consiglio La Beauté Du Négatif che produce dischi di qualità.

Che possiamo aspettarci per il futuro da Gravity Graffiti?

Il futuro post-covid si è trasformato in qualcosa di indeterminato per tutti, soprattutto per il mondo della musica e dell’aggregazione, ma potrebbe essere visto positivamente come un ritorno più concreto a queste esperienze. Noi continuiamo a fare musica, festeggiando i cinque anni della label con la release numero 20 che sarà un various EP di artisti che hanno partecipato a questo percorso e che verrà stampato a breve.