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Nel comune di Sant Antoni de Portmany di Ibiza il Consiglio costringe i club a chiudere alle 3 del mattino a causa dell’inquinamento acustico.

Il Consiglio Comunale di Sant Antoni, regione sulla costa ovest dell’isola, ha concretizzato una serie di timori iniziati ad emergere l’ottobre scorso. La zona in questione infatti è stata denominata Special Acoustic Protection Zone (ZPAE) e tale manovra del consiglio ha spostato dalle 5 del mattino alle 3 l’orario di chiusura di club e locali, a mezzanotte invece la chiusura per le terrazze all’aperto.

Il presidente dell’associazione che rappresenta le imprese della costa ovest Josep Tur, pone l’attenzione sul fatto che Sant Antoni sia una meta turistica prevalentemente frequentata da inglesi e che morirà dal momento in cui in Inghilterra gli stessi potenziali turisti avranno la possibilità di divertirsi e ballare molto più a lungo rispetto alla regione ibizenca appesantita dalle restrizioni.

Il Consiglio Comunale però non vuole saperne di tutte le aziende che fanno business sulla costa grazie ai propri decibel.

Sul costo delle cause civili in tribunale l’amministrazione ha fatto leva per giustificare la presa di posizione, che di fatto si manifesta come un attacco alla propria economia, che è in grado di mantenere in vita anche gli altri settori grazie al grande afflusso turistico generato proprio da quei decibel così elevati. Per contrastare il rumore si è scelto di accorciare i tempi sui quali si regge lo stesso benessere della comunità, forse sarebbe bastato abbassare il volume e migliorare le barriere acustiche.

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