sixty − = fifty three

Un episodio molto spiacevole si è consumato al Flow Festival nei confronti della DJ russa Inga Mauer. Siamo ad Helsinki, Finlandia. La cosa, non possiamo negarlo, ci sorprende soprattutto se conosciamo la proverbiale civiltà dei paesi scandinavi, tutti. E un episodio di aggressione come quello avvenuto risalta così in particolar modo.

La notte tra sabato e domenica scorsa, 12 agosto, appena dopo la sua performance sul palco Front Yard del Flow Festival, la DJ russa Inga Mauer stava tranquillamente mangiando un boccone con alcuni amici quando alcuni addetti alla security si sono avvicinati, l’hanno presa con la forza e portata via da lì “come fosse un sacco di patate” (parole della Mauer). Un totale di sette persone l’avrebbe quindi afferrata e accompagnata lontano da lì con modi che definire poco urbani è un eufemismo, mentre lei chiedeva aiuto.

Ma non è finita, perchè in questa apprentemente immotivata aggressione, Marie Davidson – amica e collega di Inga Mauer, anche lei in scaletta al Flow Festival – ha potuto direttamente assistere alla scena e si è precipitata a prendere le difese della sua amica chiedendo agli addetti di lasciare almeno che si riprendesse, vedendola in evidente stato di confusione e spavento.

Nel chiedere spiegazioni e precisare che non avevano nemmeno fatto uso di droga, non hanno ricevuto risposta. Ma anzi, entrambe le DJ sono state allontanate dall’area del festival.

Nelle ore seguenti, Inga Mauer è stata raggiunta sul luogo dalla polizia, che si è dimostrata non meno minacciosa e maldisposta, e addirittura portata in cella, mentre Marie Davidson è stata cacciata letteralmente per strada senza telefono, nè internet, nè alcun modo per mettersi in contatto con qualcuno. In un posto per altro a lei totalmente sconosciuto.

Ma quali sono i motivi di questa aggressione? Non è stato reso noto in modo chiaro e tondo. Per ora sappiamo che i tre organizzatori del festival Suvi Kallio, Tuomas Kallio e Toni Rantanen sono rimasti senza parole e si sono dissociati dall’accaduto. In una dichiarazione ufficiale si sono scusati, prendendosi la piena responsabilità per il fatto e aggiungendo che l’agenzia di sicurezza con cui erano felicemente in collaborazione da molto tempo è venuta meno alla sua capacità di onorare il proprio operato in maniera appropriata.

In ogni caso, gli organizzatori del Flow Festival sono attualmente in possesso di materiale video che potrebbe fare luce sulla vicenda, mentre parallelamente sono in corso discussioni con i loro legali e la Local Crew Oy, l’agenzia incaricata per la security del festival. E’ al vaglio l’ipotesi di un risarcimento, oltre che la promessa che qualcosa del genere non si verifichi mai più.

inga mauer