Doveva arrivare questo momento prima o poi. Doveva succedere che dopo Harptical e KUMO, passasse a recensione di questa tastiera l’intera mappatura Arroyo; molto più che una fucina di suoni – per la verità – un vero e proprio sferico elaborato di idee, un argomento di suggestioni e di enigmatici accertamenti. Lo illustreremo passo per passo, dalla sua genesi al tempo attuale, ripercorrendo tutte quelle fasi delicate che hanno contribuito all’erezione di un’identità incredibilmente elegante e senza dimenticare di fornirne qualche anticipazione sul futuro più prossimo.

Più o meno indirettamente, le vicende di quest’etichetta sono già state sub-protagoniste tra innumerevoli cronache MyZone. Perché allora non pregiarla di un dedicato spazio proprio?!
Del resto, allo stato attuale delle “imprese” portate a termine, ne vanta pienamente ogni diritto per una pluralità di motivi non tutti così immediati. Arroyo è sì un’etichetta musicale, ma non è solo un’etichetta musicale.

Una visione molto più romantica e veritiera la si avrebbe se l’intero progetto venisse presentato come una piattaforma completa e ridondante di ogni contaminazione artistica tra cui chiaramente quella musicale, a ragion di cose, la predominante su tutte.

Scomodando la traduzione letteraria del termine e la filosofia presocratica di Eraclito, le due dimensioni hanno molti più punti di contatto di quanto superficialmente riesca a trasparire; Arroyo infatti, dal dizionario spagnolo-italiano, compare alla voce “ruscello” identificando quasi proprio il perno del tema del divenire così caro al filosofo e formalizzato poi in quella nota dicitura che tanti avranno riportato con l’inchiostro sul costato senza approfondirne il significato.

Se nella scrittura eraclitea ciò che diveniva era l’essere e la sua forma nelle cose, quello che scorre nella logica di questa giovane idea è una consapevolezza intima soggiogatrice agli status quo cui il mercato musicale naturalmente-tende-a-far-tendere.

La proposta Arroyo allora non è una proposta Underground, terra che nessuno ha mai unificato sotto oggettiva determinazione: piuttosto, è una scelta rivolta a un pubblico anti-conservatore e nei limiti del suo possibile “moderatamente avanguardista”, ampio e declassificato, incline però ad una parafrasi innovativa e (è da riconoscerlo) stilisticamente eccellente.

Questo sviluppo trova piede nel Febbraio 2016 con la pubblicazione di ARY001, anteposto alle serie di release da quel momento a venire. Distorsioni e letterature ambient fanno da padroni nel three-track di presentazione; “un’introduzione ai suoni e agli artisti che avrebbero definito le sonorità della label nei mesi a venire”.

Sarà l’autunno dello stesso anno, neanche a 12 mesi dal formale battesimo, a confermarsi il momento di più solida produttività: due release in sequenza tracciano il nome di Arroyo tra le orecchie di migliaia di appassionati. La prima è The Quiet Mind, solo-project di una delle teste a direzione del progetto; Hedra compatta in sette tracce un lavoro di stupefacente caratura contaminato dei generi più ricercati che possano colpirvi l’immaginazione. Preso quanto fatto con il collega KUMO (che forse-forse nuovo non risuonerà di certo) per ARY001, Hedra esalta il potenziale Arroyo alla sua massima espressione tra orchestralità dark e sincopate altalenate a pianure analogiche e crude strumentali.

L’ascesa mainstream è onere di Gata (prod. by Harptical, qui per rinfrescarvi la memoria), l’esperimento più “ballabile” di cui scritto fino adesso, ecco forse anche perché intitolato con maggiore enfasi dalle tastiere di altri autori in quello stesso periodo.

Fino adesso, Arroyo ha dimostrato una non indifferente polifunzionalità; ARY001 e The Quiet Mind raccontano di un profilo ideale e contemplativo: musica da ascolto della più simbolica natura. Gata, invece, lontano dal tradire questi spiriti ma pur fedele ed attinente a quella distintiva effervescenza, ha più un’attitudine da palco suggestionata in tutte e 5 le tracce in cui l’album si struttura.

Ramo di sintesi è ARY 1.0, VA pubblicato il 17 Aprile dell’anno in corso; un esplicito tentativo di assurgere a riassunto di tutto quanto è stato fino adesso, o come le stesse heads hanno rilasciato: un viaggio attraverso l’estetica musicale della label. All’interno configurano tutte le presenze chiave, anima del progetto sin dal giorno 0, Hedra con i suoi incastri malinconici, KUMO alla riscossa di un’inconsueta attitudine Bass ed Harptical in vena romantica-elettronica.

Autunno 2017 tiene altissime le aspettative con importanti progetti in cantiere a stuzzicare palati e curiosità, l’anno infatti si chiuderà con Transizioni e Raw, due pubblicazioni accese da correnti a loro perpendicolari.

Il primo segna il debutto in casa Arroyo di User From Pt, curatore di un progetto discografico dall’alto coefficiente ideologico:

“I veicoli del suo messaggio sono sample digitali e da vinile così come sonorità ambient e drone che vanno a costituire un immaginario sonoro techno idm. L’EP è stato creato attraverso ispirazioni provenienti da ambienti sia fisici che digitali, nel tentativo di riprodurre l’attuale esperienza umana.”

Il secondo invece è la proposta del tridente OMAKE (produttore e songwriter pisano a galla tra indietronica e cloud beats) + Shune (duo lombardo autore delle più sofisticata sperimentazione trip-hop, Wave e chill ambient). La label ne da presentazione così:

“[…] un’attitudine estetica al suono quindi, dove la cura delle produzioni la fa da padrone. I testi sono, in gran parte, piuttosto introspettivi. L’ansia, la paura del sé, la depressione, la sessualità in forme considerate poco canoniche o “estreme”. Ma anche i ricordi agrodolci di
case, città e relazioni passate. Il disco ha dunque una forte componente narrativa.”

Come brillante fiore all’occhiello della nuova stagione tuttavia, Arroyo offre sul piatto quella magnetica sfericità cui si è fatto ampio riferimento proprio in apertura della trattazione. Si chiama ON POETRY e nasce dall’incontro della label con Livia Franchini, scrittrice e traduttrice residente nel regno di Sua Maestà. È un nuovo sub-plan dall’incredibile potenziale generativo: elettronica intrecciata alla poetica contemporanea, una trama di arti estremamente ambiziosa e mai esplorata fino adesso.


Letto con un occhio sistemico, stiamo osservando dell’avanguardismo nella sua forma più pura, riluttante a quel becero bigottismo che concatena l’esplorazione elettronica tra le murature di spazi comunemente percepiti destinatari: una sfida al riuso innaturale e goffamente forzato di sistemi di ipotesi e iniziative lontane distanze luce dalla pedagogia che sbandierano come loro visione a lungo termine.

Chiudiamo questa presentazione lasciando in allegato “DARK BSMNT”, un inedito firmato Ectoplasm; tra i veterani più longevi dell’intero collettivo. Francesco, prima di arrivare al suono oggi prediletto, si è fatto protagonista di un intelligente e indispensabile apprendistato, una radice “grezza” coltivata a partire sia dal lavoro in studio che dall’esibizione live. “DARK BSMNT” è un calzante esempio della proposta finita attuale e traspare quale omogenea intersezione tra gli insiemi rave, break ed electro: una calza meccanica poggiata a ricoprire una scalpitante centralità futuristica.

 

Artworks design a cura di: Studio Proclama e Chiara Pellegrini