twelve + = twenty one

Il podcast di oggi viene direttamente dalla Svizzera. Nitrate è la Dj che, tra experimental, world e techno music, ci farà compagnia con un mixato di circa un’ora.

Resident in posti come l’UMBO a Zurigo e sempre attiva e partecipe in diversi festival come quello appena trascorso RHIZOM Festival, presente in location come il Red Light Radio di Amsterdam tra qualche giorno, e il mese prossimo al Montreaux Jazz Festival, a fianco di artisti come Paula Temple. Ci farà assaporare tutto il lato più underground e sperimentale della scena svizzera.

Come è stato per te l’approccio al Djing? Quali sono le principali influenze che ti hanno portano in questo mondo? 
“E’ iniziato in modo del tutto spontaneo due anni fa circa. Ero da un mio amico, che è anche un grande DJ, e quindi con giradischi e mixer a casa gli ho chiesto, per pura curiosità, come funzionavano queste cose. Sono rimasta molto affascinata e da li sono andata settimanalmente a fare pratica con i suoi materiali e vinili. All’inizio era molto frustrante, perché non sapevo come poter far funzionare bene il tutto, ma dopo poco è uscito un primo buon mix, e così ho cominciato. Un mese dopo eravamo a Berlino e tornata a casa con i miei primi 50 dischi che comprai lì.
D’altra parte ho attraversato una depressione molto brutta e difficile in quel momento. Penso che la musica mi abbia aiutato a lavorare e superare il tutto, un po’ come una terapia. Tutti i mix che ho fatto nel primo anno sono molto personali  e intimi per me. Mi ha aiutato molto a guidare il io stato d’animo, emotivo e aiutare a digerire i miei problemi interiori. Penso che il mix più personale che abbia fatto sia stato “Shivering hopes” dove tutto è successo così in modo molto intuitivo, seguendo le mie voci interiori ed emozioni.”

Hai in mente un guru che rispecchi l’immagine del Dj o dell’artista in generale? C’è una sorta di mentore per te, o è principalmente “solo” l’energia delle persone conosciute?
“Quando ho iniziato non sapevo nulla della scena dei DJ e in generale a riguardo. Nel tempo però ho conosciuto molte persone della nostra scena underground ed essendo una persona molto socievole e curiosa parlavo e chiedevo supporto per inseguire questa mia nuova passione, nei confronti del vinile. Così il mio cosiddetto “Mr Professor” mi ha permesso di vedere e mi ha mostrato come funzionano i giradischi o il mixer, e mi ha dato dei forti feedback sulla confusione che stavo facendo all’inizio. Uhuruku è il suo acronimo Dj, ma anche O R T E (Doris Stemmel) ed É (e-acute) sono i miei punti di riferimento. Li ho sentiti molto nel buio Bunker,  e mi hanno influenzata molto musicalmente.  Sono stati anche molto grande sostegno per me e sopratutto come persone. L’elemento sociale per uscire, connettersi e fare musica insieme, essere diversi è molto importante per me e mi dà l’energia per cercare di fare cose nuove.”   
Ti abbiamo vista in molti luoghi interessanti come il Red Light Radio, il Rhizom Festival e ti vedremo presto in altri luoghi come al Montreaux Jazz Festival, in line up con musicisti come Paula Temple. Cosa ti aspetti di nuovo? Quali sono le cose più belle che ti portano queste esperienze?
“Mi dico sempre, visto che mi diverto a fare la DJ e fare musica, ovunque sia e non importa quanta gente ci sia, questo mi rende già felice. Per me è incomprensibile quello che sta succedendo in questo momento, avere l’opportunità di suonare in luoghi così incredibili e al fianco di artisti così impressionanti! Sono super onorata e molto grata a tutti coloro che sostengono e si interessano di quello che faccio, è quasi “schiacciante”. Inoltre, ogni volta che mi viene chiesto di suonare in un posto ben noto, questo mi lancia verso una sfida con me stessa a spingermipiù in là e a pensare a qualcosa di più elaborato. Amo le sfide, questa è una delle cose più importanti che mi fanno andare avanti nella vita.”

ENGLISH VERSION
How was the approach to the Djing for you? Which are the major influences that brings you in to this way? 
“It started totally spontaneously two years ago. I was visiting my friend who is also a great DJ and has turntables and mixer at home. So I asked him out of pure curiosity how this things work. I got very fascinated and came by once a week to challenge myself and practice with his equipment and vinyl. It was very frustrating in the beginning, because I knew nothing from all the sound he has and nothing worked together. But after a month a good mix turned out and this is how it started with the first mix. A month later we were in Berlin and I came home with my first 50 records which I bought there. On the other hand I went through a very bad depression and burnout at that time. I think music helped me work through my mess, like a therapy. All the mixes I did in the first year are very personal to me. Like guiding through my emotional state of mind and help digest my inner problems and tensions. I think the most personal mix I did was the one called “shivering hopes” .. so it all happened very intuitively by following my inner voices and emotions.”
Do you have in mind a guru that respects the image of Dj or Artist in general? There’s a kind of mentor for you, or “just” the energy of know people?
“When I started I knew nothing about the DJ scene generally and all the music. At that time I also got to know a lot of people in our underground scene. Being a very social and curious person I was talking and asking for support to follow my passion trying out with vinyl. So I do have my so called “Mr Professor“ who allowed and showed me how turntables and a mixer works and give me feedback on the mess I was doing in the beginning. Uhuruku is his Dj name. Also O R T E (Doris Stemmel) and É (e-acute) are my god and goddess. I heard them a lot in the dark Bunker, which musically influenced me a lot. Whenever whatever the play it always blows me away. And they were also very supportive to me and are great people. The social element in going out, connecting and doing music together, being diverse is very important to me and gives the energy to try and do new things”.
We’ve seen you in many great places like the Red Light Radio (Amsterdam), Rhizom Festival in Zürich and we’ll see you soon in other places as the Montreaux Jazz Festival, just before musicians like Paula Temple. What do you expect again? What are the most beautiful things that bring you into your experiences?
“I always say, as soon as I am having fun DJing and doing music, wherever it is and no matter how much people around, it makes me happy. For me it is ungraspable whats going on at the moment, having the opportunity to play at such amazing places and alongside awesome artists! I am super honored and very thankful to everyone supporting and enjoying what I do, it is almost overwhelming. Also, each time I am asked to play at a well known place, it challenges me to push myself and think about something more elaborate. I love challenges, this is one important thing that makes me go on in life.”
Tracklist:

Naaahhh – Neck Devour // Blackest Ever Black
Periskop – Immerse E1 // Kabalion
Raime – Dead Heat // Blackest Ever Black
Torn – Grethen // Shiro
Ryo Murakami – Divisive // Bedouin Records
Exploring Jezebel – She is pretty strange, the way she dresses, that punky hair. God knows what she gets up to. // Blackest Ever Black
Exploring Jezebel – Jack The Dammed // Blackest Ever Black
Parrish Smith – Seven // Knekelhuis
Tzusing – Face of Electric // L.I.E.S.
Muslimgauze – Gulfwar (Part 2) // Vinyl-on-demand
Anthone – Lungs // The Weevil Neighbourhood
Bit-Tuner – Low Church // -ous
Zomby – Thaw // Hyperdub
Aphex Twin – i // Apollo Records