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Questa settimana per “Italian Affair” vi presentiamo Laurine, che senza dubbio sta diventando una delle figure italiane di riferimento della scena underground berlinese. Gli showcase di Slow Life al Club Der Visionaere, insieme agli appuntamenti organizzati dal collettivo all’Hoppetosse, sono tra gli eventi più seguiti ed affascinanti degli ultimi anni.

Durante i suoi set, Laurine propone un mix di sonorità analogiche anni ’90, sapientemente alternate a freschissime releases techno ed house. Una musica piena di passione, coinvolgente, che allo stesso tempo denota grande gusto e ricercatezza. La sua selezione è molto attenta: Laurine spende molto del suo quotidiano alla ricerca di sonorità nuove e sconosciute, esplorando produzioni pubblicate nei suoi anni preferiti, gli anni ’90, per poi passare alla scoperta delle ultime novità e degli artisti più interessanti. Nonostante prediliga suonare al mattino, durante il classico orario dell’afterhour, momento che meglio si adatta alla sua proposta musicale, la sua musica può essere pienamente goduta anche negli orari notturni e pomeridiani. Vive l’arte del djing con dedizione, preparando con accuratezza la sua borsa e studiando attentamente il club, per capire se ha la possibilità di elaborare un percorso musicale intimo e costruire l’atmosfera disco dopo disco.
La dj di casa nostra però, si trova naturalmente a sua agio anche di fronte a dancefloor più ampi, dove il pubblico va preso per mano subito. In entrambi i casi Laurine non sbaglia, e sorridendo, propone sempre il disco giusto con grande eleganza.

Il rapporto con la musica di Laura Villanova, classe 1983, inizia molti anni fa, intorno al 2002, a Treviso.
Inizia fin da subito a comprare musica su supporto vinile, mentre coltiva la sua passione frequentando il movimento musicale del nord est italiano.
A cavallo tra 2006 e 2007 si trasferisce a Barcellona, città che in quel tempo è molto meno attiva di quanto in realtà non lo sia oggi, soprattutto per la scena elettronica. Barcellona è comunque la città che le dà la possibilità di iniziare a suonare davanti ad un pubblico, oltre a distribuire tra gli amici i suoi primi mix su cassetta. Con l’aiuto di questi mixati, ascoltati per lo più con gli amici, Laura fa conoscere il suo stile, finchè una promoter decide di farla esibire ad un evento nella capitale Catalana.  Alla giovane dj (fino a quel momento) non è mai interessato suonare davanti ad un pubblico, nonostante un già ampio bagaglio di conoscenze. Laurine vuole perfezionare la sua tecnica solo ed esclusivamente per sé stessa, non sente ancora il bisogno di salire in consolle. In questa fase iniziale della carriera, è conosciuta nell’ambiente soprattutto per i suoi podcast. Dopo la prima esibizione però le cose cambiano. Laura è consapevole dei propri mezzi e di quello che vuole fare nel suo prossimo futuro. Durante gli anni passati a Barcellona, si forma vivendo in prima persona l’ascesa e la rispettiva discesa della minimal-house, con il successivo avvento della deep-house.

Gli anni che vanno dal 2007 al 2009 inoltrato, sono anni fondamentali per la musica elettronica contemporanea, anni in cui si iniziano a sdoganare i generi, per arrivare alla totale libertà di esibizione che esiste al giorno d’oggi. È questa libertà infatti che permette ad artisti come lei di esprimersi al meglio, senza schemi ne limiti. In Catalunya, Laura si avvicina alla progressive house, toccando tangenzialmente generi come la deep-house e la tech-house, che si impongono a partire da quel momento in tutta Europa. Laurine però sente la necessità di cambiare, poiché alcune restrizioni in ambito di clubbing e nightlife iniziano a trasformare Barcellona. A cavallo tra 2009 e 2010, la capitale catalana non la stimola più artisticamente, tanto da farla piombare  in una fase di crisi musicale. L’obiettivo diviene quello di trasferirsi a Berlino.

Prima di muoversi verso la Germania però, si sposta per alcuni mesi a Londra, città che le darà la possibilità di conoscere Francesco Ferrara aka Dj Tree, una personalità che sarà determinante per sua crescita artistica. Dj Tree infatti, è una delle figure con cui deciderà in seguito di fondare il collettivo Slow Life, collettivo che renderà celebri i due nella scena underground europea a partire dal 2013.

Il soggiorno londinese segna una svolta nella sua vita; durante la permanenza nel Regno Unito si intensifica progressivamente il rapporto con Ferrara, con cui condivide non solo gli interessi musicali, ma anche la stessa visione e concezione della vita quotidiana. I due iniziano proprio qui a muovere i primi passi verso quello che diventerà poi il progetto Slow Life vero e proprio.
Londra in qualche modo lascia una traccia ben definita su di lei, grazie anche moltissime sonorità che Barcellona all’epoca non offriva.

Dopo qualche mese speso nella capitale inglese, Laurine si sente pronta per il trasferimento a Berlino. In Germania, stringe amicizia quasi subito con Cecilio Verde, in arte Cecilio, ragazzo spagnolo con cui entra in sintonia fin dal primo momento. Complice la vicinanza delle rispettive abitazioni, i due si frequentano assiduamente. Con loro c’è anche Sergio Moreira, percussionista che di lì a poco inizierà a produrre musica elettronica dentro al collettivo Slow Life. Dopo un anno di frequentazione con Cecilio e S. Moreira, Dj Tree raggiunge Laurine nella sua nuova città, venendo subito introdotto agli altri due membri del gruppo. Laurine, Cecilio, Moreira e Dj Tree passano intere giornate insieme ad ascoltare musica e suonare, confrontandosi e contaminandosi a vicenda. Il loro sogno è proprio questo, vivere la “slow life”, non dovendone rendere conto a nessuno. Il gruppo decide così di fondare il collettivo. Con loro collabora anche un giovane grafico, Indi Zone, che inizierà in un secondo momento a produrre per la label, oltre a curare le grafiche dell’etichetta.

Dopo l’istituzione del collettivo, Laurine continua a registrare podcast e a suonare nella capitale tedesca. Si moltiplicano le date in tutta Europa, appuntamenti che la portano spesso a ritornare a Londra e in Italia.
Slow Life nel 2013 diventa ufficialmente una label, etichetta che attualmente è distribuita da Energy Flash Distribution di dj Masda, grande sostenitore di Laurine e del suo collettivo. Il 2013 è per Laura uno degli anni cruciali per la sua carriera di dj, l’anno in cui al Club Der Visionaere va in scena il primo showcase di Slow Life, primo di una lunga serie che vedrà il gruppo di amici esibirsi nei migliori club d’Europa.

La nostra dj in quel periodo è molto attiva all’interno del Visionaere, club che frequenta abitualmente durante le esibizioni di Binh e Nicolas Lutz, due grandi esempi e fonti di ispirazione. Proprio grazie a Binh, entra in contatto con la proprietà del club. La figura che però ha più creduto nelle sue capacità è Vera, storico nome della scena underground tedesca, che più di tutti gli altri ha voluto Laurine alla consolle del CDV.
L’anno che ha visto la definitiva consacrazione di Laura Villanova, con il rispettivo ampliamento della sua agenda è stato il 2016. Durante la passata stagione infatti la sua presenza è stata fortemente voluta in club come Tresor, Hoppetosse, Concrete, Studio 338, Woodstock’69, eventi come Art Of Dark e da promoter cileni, russi, canadesi e statunitensi. Le sue esibizioni a Barcellona sono costanti durante la Sónar Week, e nel 2017 è stata ospite di club come Oval Space e Robert Johnson.

L’attuale lavoro con Slow Life è uno dei prodotti del genere più riusciti degli ultimi anni. La sua selezione e la sua tecnica sono invidiabili. Per tutti questi motivi è stata scelta come uno dei protagonisti del nostro Italian Affair, perché Laurine è senza dubbio uno dei talenti di cui l’Italia deve andare orgogliosa.