+ twenty three = twenty four

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha manifestato interesse ad arrestare la chiusura dei locali di musica dal vivo nel Regno Unito.

Oggi si terranno le tanto discusse elezioni nel Regno Unito, che vedono sfidarsi Theresa May in rappresentanza dei conservatori e Jeremy Corbyn per i laburisti come principali contendenti, con anche Nicola Sturgeon (da non confondersi con Surgeon), e Tim Farron.

In questo frangente, e a ridosso della giornata di oggi che deciderà se l’Inghilterra seguiterà ad avere una guida conservatrice o se deciderà per un cambiamento di paradigma nel caso che Corbyn riuscirà a sorpassare “da sinistra” il leader uscente, quest’ultimo ha rilasciato dichiarazioni che riportiamo qui su Parkett in quanto riguardano anche la nightlife e la musica elettronica.

Alla testata “the Independent“, Corbyn ha espresso l’intezione di porre un argine alla tendenza che ultimamente vediamo in tutta Europa, che è quella della chiusura uno dopo l’altro di moltissime venue che ospitano eventi musicali. I dati sono allarmanti, con un calo pesante in tutta europa dei locali rimasti aperti e in grado di tenere botta, con solo Berlino che riesce più o meno a reggere il momento di caduta.

In Inghilterra, tra l’altro, è famoso il caso del Fabric, che dopo una serie di tribolazioni è riuscito a riaprire. Il caso Fabric ha comunque sollevato la questione, suscitando le analisi e le dietrologie più disparate.

Proprio su questo tema, Corbyn avrebbe dichiarato:

“Abbiamo una quantità di locali indipendenti, talvolta pub, cafè e quant’altro, che sono diventati praticamente locali informali per musica dal vivo, e questi piccoli posti lavorano bene, ma rapidamente si affiancano a realtà come Costa, Starbucks e Nero che soverchiano l’equilibrio. Avviene la stessa cosa con i pubs, che sono riluttanti ad ospitare musica dal vivo. Questi luoghi sono assolutamente cruciali per il futuro della musica dal vivo. Per cui lo sconto di mille sterline per le licenze dei pub è una buona cosa, e vorremmo estenderla parecchio oltre.”

Ciò in cui confida Corbyn è la partecipazione da parte degli artisti e della scena musicale, in modo che possano riporre speranze nella sua visione politica, auspicando che possano fidarsi della sua preparazione ad interessarsi dei giovani.

La sintonia tra Corbyn e la scena indipendente inglese potrebbe avere una base solida, dal momento che anche i Massive Attack – da sempre molto impegnati politicamente, basta partecipare a un loro live per accorgersi di quanto hanno a cuore certe tematiche – hanno comunicato un vero e proprio endorsement ai laburisti sulla loro pagina ufficiale Facebook proprio oggi.

A breve scopriremo se la rimonta di Corbyn è una possibilità concreta e, in tal caso, come si muoverà per risolvere il problema.