eighty eight + = ninety six

È un’incredibile carriera lunga più di 25 anni quella di Kerri Chandler. Un pazzesco percorso musicale che abbiamo cercato di riassumere in dieci tracce fondamentali.

Se facessimo un sondaggio tra gli appassionati di musica di ogni età e chiedessimo qual è il primo nome che viene loro in mente alle parole “musica House”, probabilmente i risultati sarebbero variegati. Molti direbbero Frankie Knuckles, altri direbbero Tony Humphries o Marshall Jefferson. Quel che è certo è che alle parole “Deep House” il pensiero della stragrande maggioranza delle persone andrebbe a Kerri Chandler.

Kerri Camar Chandler è tra i pochi eletti nella storia della musica a poter essere annoverato tra i veri e propri fautori di un genere. L’artista nativo del New Jersey fu, infatti, tra i primi ad aggiungere quella componente soulful, morbida e fluida alla neonata House. Figlio di un dj, famiglia di musicisti Jazz, già tra vinili e giradischi all’età di tredici anni; era praticamente inevitabile che Kerri diventasse qualcuno artisticamente parlando.

Ma invece di dilungare troppo la superflua presentazione di una tale leggenda, lasciamo che sia la musica da lui stesso prodotta a parlare per lui, descrivendo la sua densa, intensissima carriera.

#1 Super Lover – Super Lover EP (1990/1991)

È impossibile raccontare la storia di un artista senza partire dal vero inizio. E per Kerri Chandler il punto di partenza, per quanto riguarda la produzione musicale, è nei primissimi anni ’90. Nel 1990 esce su Express Records, prima etichetta di Chandler, l’EP di sei tracce “Super Lover“. Vengono stampate solo 500 copie,per questo motivo oggi il disco è in vendita a più di 200 euro su Discogs. Pochi mesi dopo, il colosso Atlantic farà uscire il singolo “Super Lover/Get It Off”, estrapolando di fatto due tracce dall’originale. L’uscita targata Atlantic, però, sarà pubblicata sotto lo pseudonimo di “Three Generations” e conterrà solamente il Club Mix di “Super Lover” e l’Underground Mix di “Get It Off”. Il vocal di Chevelle dà una tinta pesantemente Soul alla prima, ricercatissima opera di un Kerri Chandler appena ventunenne.

#2 Get Out (I’m Retta Go Mix) – Get Out EP (1992)

L’EP “Get Out“, il quarto prodotto dall’artista, inaugura l’avventura di Madhouse Records, prima vera etichetta di Chandler tuttora attiva. Questa label è destinata a ospitare produttori del calibro di Dennis Ferrer, Arnold Jarvis e Renè. L’uscita, l’unica sotto l’alias Matrix, si avvicina molto più di “Super Lover” al suono che sarebbe diventato tipico di Kerri Chandler e della musica Deep House in generale.

#3 Thinkin’ It’s Over – Hemisphere (1996)

Il 1996 è una sorta di “anno della maturità” per Kerri musicalmente parlando. È l’anno che dà inizio alla serie “Trionisphere”, che vede il secondo capitolo della serie “Raw Grooves” e il celebre EP “Halleluja”. Ma questo è anche l’anno in cui Kerri Chandler pubblica su Freetown il suo primo full-lenght, l’album “Hemisphere“. Un album non particolarmente conosciuto, ma in cui l’House si fa veramente, veramente deep. Si è ormai formato un suono che risulta ancora oggi inconfondibile.

#4 Rain – The Mood EP (1998)

Una raccolta delle dieci tracce fondamentali di un artista non può che subire l’influenza di chi la cura. È semplicemente inevitabile. E chi sta scrivendo qui decide di esporsi e di rischiare, decretando “Rain” la massima espressione della produzione artistica di Kerri Chandler per una serie di motivi. Questo disco arriva nel migliore anno di Chandler, un anno in cui l’artista è finalmente e completamente maturo e all’apice della propria carriera.

Nello stesso anno, infatti, continua la serie “Raw Grooves” e produce gli iconici “The Thing For Linda” e “Atmosphere – The Lost Dubs”. “The Mood” è la sua prima e unica uscita su Nervous, etichetta che incarna perfettamente l’essenza del sound newyorkese. È un disco completo e “Rain” non è altro che la migliore traccia che ne potesse uscire; linea di basso che sembra avere la firma di Chandler stampata sopra, vocali coinvolgenti e melodia irresistibile. Un capolavoro unico nel suo genere.

#5 Atmosphere (Jerome’s Runaway Dub) – Atmosphere – The Lost Dubs EP (1998)

Come già detto, il ’98 è stato un anno estremamente importante nella storia artistica di Kerri. Troppo importante per rappresentarlo con una sola produzione. “Atmosphere – The Lost Dubs” è un altro di quei lavori imprescindibili nel racconto che abbiamo intrapreso. In particolare, di questo due-tracce rimangono impresse la finezza e la ricercatezza della versione firmata da Jerome Sydenham, proprietario dell’etichetta su cui è stato pubblicato. A chiudere un incredibile trittico, l’arrangiamento è a cura di un certo Dennis Ferrer.

#6 Brooklyn (Where I Live) (KC’s Johnny Walker Vocal) – Brooklyn (Where I Live) EP (2001)

“Brooklyn is where I live”. Una delle prime produzioni del nuovo millennio è un sentito omaggio a New York, in particolare a Brooklyn. Un omaggio ancor più importante se si considera che a farlo è un nativo del New Jersey. Questa traccia non rappresenta solo esplicitamente ciò che è Kerri Chandler. È anche un’evoluzione delle sue sonorità tipiche. Un’evoluzione graduale, necessaria se si considera l’avanzare del tempo. Se Kerri è ancora oggi tra gli artisti più apprezzati e acclamati in assoluto è anche grazie alla sua capacità di adeguarsi ai fisiologici cambiamenti della scena senza perdere di prolificità e, soprattutto, di qualità. Un pregio rarissimo e per nulla scontato.

#7 Bar A Thym – Bar A Thym EP (2005)

A fine 2005 Mr. Chandler riesce ancora a stupire e a creare dei brani che riscuotono enorme successo. A quasi quindici anni dalla prima produzione, “Bar A Thym” diventa una delle hit più conosciute e importanti della carriera di Chandler, e non a caso. Questa traccia è intrisa di groove, di euforia e di sonorità particolari, che si discostano dalle altre uscite senza far perdere a “Bar A Thym” l’inconfondibile tocco Deep House.

#8 Downtown (Dark Mix) – After The Other Thing For Linda EP (2006)

The Thing For Linda” è senza ombra di dubbio una delle serie più importanti della storia della musica House. Una serie iniziata nel 1998 e che non ha mai perso colpi. Il terzo capitolo non fa altro che confermare il groove ancor più convinto ed evidente acquisito in questi anni, ma in modo molto più essenziale e minimale. Una composizione dal sapore molto moderno, che arriva in un periodo particolare. È in questi anni, infatti, che la Sfere Recordings di Chandler e Ferrer diventa Objektivity, e tra le prime uscite della nuova label spiccano futuri talenti della scena Tech-House come i giovani Martinez Brothers e Loco Dice. Il suono della nuova generazione, con cui Chandler è sempre più a contatto, non può che influenzarlo. E si sente.

#9 Mommy What’s A Record – The Thing For Linda 2010 EP (2010)

“Check this out: I was out one day buying some records from the record store. You know, ain’t gonna say which one, but you know what I’m saying. I was feeling good, I had a nice pack of records in my hand, two bags…going back to the hotel. Aight, all good, all good! I get back to the hotel, get on the elevator. All of a sudden I walk in, I’m looking at my records all happy, all fun, you know.

Yeah, can’t wait to check this one out, see what it sounds like at the club, and this lady looks at me and says: “Is that a record? Wow, do they still make those?” I’m like: “Yeah, I’m a DJ. Yeah, you know, just getting ready to play tonight.” She has a son with her And he tugs her on the shoulder and says: “Mom, hey mom, mom! What’s a record?”

And I’m like: “Damn, there it is!”

#10 Turn Off The Lights (Who’s Afraid Of The Dark) – Kaoz Theory (2015)

Una delle ultime produzioni in ordine cronologico di Kerri Chandler. Più recentemente avremo sostanzialmente ristampe, tra cui quella di “The Thing For Linda 2010”, e remix. L’album “Kaoz Theory” apre l’attività dell’omonima etichetta di Kerri. Un album pieno di grandi artisti, su tutti Chez Damier, Detroit Swindle, DJ W!ld, Seth Troxler e l’onnipresente Jerome Sydenham. Tra le sedici tracce, figura “Turn Off The Lights (Who’s Afraid Of The Dark“, una produzione che non fa altro che confermare l’immortalità artistica dell’artista di East Orange. Per questo motivo, a più di 25 anni dalla nascita di questo enorme artista, possiamo aspettarci ancora tanto, tantissimo.

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