thirty nine − 32 =

” ‘Desert’ racconta il distacco da ciò che ti tiene a galla, un invito a riflettere su quale dovrebbe essere la tua fonte di vita quotidiana, senza la quale perdi le tracce di tutto”

 

Così i Palmaria parlano del primo singolo collaborativo nato insieme al produttore tedesco Moglii, un incontro che segna il nuovo corso intrapreso dal duo italiano formato da Francesco Drovandi e Giulia Magnani. Originari dei dintorni di La Spezia, da anni, i Palmaria vivono a Londra per creare un alt-pop avventuroso capace di trasportare il pubblico in paesaggi onirici.

I Palmaria debuttano nel 2017 con l’EP Swim, oltre un milione di stream solo su Spotify, ed il supporto di ComplexClashBBC 6 Music, a cui fa seguito nel 2019 Grow, acclamato da BBC Radio 1Xtra (Jamz Supernova), EarmilkThe Fourohfive COLORS Berlin. A giugno dello stesso anno si esibiscono da headliner in un concerto sold out al Servant Jazz Quarters con la special guest Davide Shorty e nel 2020 pubblicano Eden. Dopo l’annullamento a causa della pandemia del loro primo tour americano, tornano in studio per registrare l’EP Crystallize.

Pubblicato alla fine del 2021, Crystallize è lodato da NotionWonderlandOnes to WatchKCRWCLASH e porta il duo in tour in Italia ed in Inghilterra (Liverpool Sound City, Londra).

Moglii è un produttore, cantante e pianista jazz di Colonia che definisce la sua musica ‘electronic organic’. Dopo svariati singoli ed EP finiti nella Top 10 di Hype Machine, inizia a comporre e produrre anche per altri artisti. Dal multiplatino australiano Hayden James al britannico Elderbrook fino alla collaborazione con gli Eugenio In Via Di Gioia per Metà Strada (Virgin, 2020), Moglii ha, oggi, una robusta fanbase di oltre 80 milioni di stream, si è esibito come special guest nei concerti di San Holo (Counter, Mom+Pop), Roosevelt (Greco Roman) ed Elderbrook (Defected) e in festival come The Great EscapeSziget e Dockville.

Ciao Giulia, ciao Francesco benvenuti su Parkett. Palmaria è un isola nel Golfo della Spezia e si vede dalla finestra di casa di Giulia, nel paesino di Lerici. Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti in una sala prove a La Spezia, in una band (di Francesco) che cercava una cantante.

Sono passati cinque anni dal vostro EP di debutto “Swim” e proprio qualche giorno fa, l’8 novembre 2019 è stato l’anniversario del vostro secondo EP “Grow”, presentato durante uno speciale concerto al The Waiting Room, club londinese, raccontateci come la vostra musica si è evoluta in quegli anni prima della pandemia. 

Quando è uscito ‘Swim’ ci eravamo da poco trasferiti a Londra, da quel momento siamo cresciuti tantissimo, stimolati costantemente da una scena musicale così viva e all’avanguardia.

Immaginiamo i The XX che incontrano Sylvan Esso e Little Dragon in una gita sulla costa italiana, un alt-pop raffinato ed ipnotico, quali sono i vostri punti di riferimento artistico e musicale? A cosa e a chi vi siete ispirati davvero?

Quello che più ci piace degli artisti citati è che sono arrivati a un grande pubblico con un loro sound molto specifico e poco mainstream, artisti ‘indipendenti’ in senso lato che sono stati capaci di evolversi ma rimanendo coerenti. Ci siamo ispirati a moltissime cose diverse. Durante il primo lockdown, in Italia, ci è capitato sotto mano una raccolta di poesie di Eugenio Montale, che ci ha fatto scoprire un nuovo modo di osservare la natura e i paesaggi intorno a noi. Ci siamo ispirati anche a poesie di Pablo Neruda e Federico García Lorca, a biografie (John Lennon) e romanzi di Patti Smith, Haruki Murakami e molti altri. Abbiamo riscoperto alcuni dei nostri film preferiti come Eternal Sunshine of the Spotless Mind e Moonstruck. Un’ altra grande fonte di ispirazione sono i documentari: in particolare adoriamo David Attenborough (‘A Life on our Planet’ e ‘Planet Earth: A Celebration‘).

Dopo il vostro terzo EP Crystallize, pubblicato nel 2021, il desiderio di cambiamento è sempre più presente all’interno delle vostre produzioni. Suoni nuovi, registrati direttamente tra i boschi e le coste della vostra splendida città natale. Quanto l’Italia ha influenzato il vostro sound?

La natura è sempre stata una delle nostre principali fonti di ispirazione, suoni, colori ma soprattutto l’equilibrio e la ‘perfezione’ che sa offrire. Gran parte dei brani di questo EP sono stati scritti e registrati in Italia, in alcuni abbiamo inserito suoni che abbiamo registrato nei dintorni di casa, proprio nei periodi di lockdown, e anche molti suoni creati con strumenti casalinghi come bombolette spray, barattoli di sale etc.

La vostra musica indubbiamente trasporta poeticamente il pubblico in un viaggio tra paesaggi fantastici ed energie positive. Un’hypnoitic pop, sfumature funk e synth minimali accompagnano l’ascoltatore in un viaggio unico fatto di featuring importanti come Too Many T’s e il producer tedesco Moglii. Quanto ha influenzato la vostra collaborazione nel 2022 con Peermusic ITALY?

Siamo veramente felici di collaborare con una realtà come questa, che ha supportato la nostra vision di scrivere sia in italiano che in inglese e di poter continuare a collaborare con artisti internazionali. Ci sono già altre belle collaborazioni in corso e non vediamo l’ora che siano pubblicate.

Alternare l’italiano e l’inglese all’interno dei vostri brani vi porta a rivolgervi ad un pubblico prettamente internazionale, è stata una scelta dettata da cosa? 

Più che una scelta è stata un’evoluzione naturale del nostro percorso, abbiamo sempre ascoltato musica in entrambe le lingue e sperimentando abbiamo sentito ‘nostra’ proprio questa alternanza. Pensiamo che stia nascendo molta musica interessantissima in Italiano e che, nonostante le difficoltà degli ultimi due anni, sia un momento molto stimolante.

Quest’anno sta per terminare, il vostro successo continua con questo nuovo EP che vi caratterizza a 360°, quali sono i progetti futuri? E’ previsto un tour italiano?

Quest’anno abbiamo portato i brani dell’EP Chameleon dal vivo solo a Londra, non vediamo l’ora di poterli suonare anche in Italia e siamo al lavoro proprio per questo. La prima data sarà uno showcase a Milano al Linecheck Festival.

Grazie ancora per la chiacchierata. Vi vorremmo salutare lasciandovi uno spazio dove possiate sentirvi liberi di esprimervi riguardo i fatti e gli avvenimenti di questi ultimi due anni, condividendo un vostro pensiero personale con noi.

Sono stati due anni molto difficili ma che ci hanno insegnato molto. Come noi molte persone si sono ritrovate a dover prendere decisioni e affrontare cambiamenti, momenti di vulnerabilità e sconforto. Questo ci ha permesso di definire le nostre priorità, quello che per noi è essenziale, vivere il presente ed apprezzare ogni momento in cui ci si trova. Allentare la pressione su noi stessi e sugli altri è stata come una rivelazione; perché le cose cambiano e si evolvono come nella natura, e ogni momento è unico e irripetibile. Restiamo fiduciosi che ci saranno giorni migliori ma senza dimenticarci di vivere il presente.

 Ascolta “Desert” di Moglii x Palmaria