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NEWS di Francesco Magnante

Se provo solo a rivivere quei momenti nella mia mente mi vengono i brividi, mi fermo a pensare a quello che nessuno di noi immagina quando si parte per partecipare ad un festival di musica elettronica e solo chi ama questo genere di sound può capire le emozioni che dà un party di questa portata.

La “Madre della Musica Elettronica“, così veniva chiamata la Love Parade, l’evento più importante che tutti aspettano o meglio aspettavano, quell’evento che rappresentava la massima espressione culturale di un genere musicale tanto seguito e in forte espansione tutt’ora.

Nata a Berlino nel lontano 1989, anche se altre città hanno ospitato il Festival quali: Tel Aviv, Città del Messico, Acapulco, Vienna, Città del Capo, San Francisco, Leeds, Sydney e Santiago del Cile, ma per me la Love Parade apparteneva solo ad una città, la sua città natale, la capitale oggi della Musica Elettronica, delle etichette più importanti, dove tutti i produttori ed i DJs vogliono abitare o calpestare, Berlino.

CORRECTION APTOPIX Germany Love Parade Deaths

L’ultima tragica edizione che è stata fatta, era per me la prima invece, un traguardo, una di quelle tappe che nella vita bisogna fare, questa era la mia considerazione, da appassionato del genere.

Gli organizzatori, nonché ideatori dell’evento, sin dalla prima edizione svolgevano il festival solo a Berlino, perché ricordiamo che ogni anno superava il milione di persone, quindi l’unica città capace di ospitare tale quantità di gente, secondo me, è Berlino.

Nel 2004 e nel 2005 non fu organizzata per problemi di finanziamenti e gli organizzatori per varie problematiche decisero di abbandonare il tutto.

Nel 2006 la Love Parade tornò sulla scena dei festival mondiali però con a capo una nuova organizzazione, nuovi organizzatori che avevano pensato di svolgerla ogni anno in una città diversa della Germania.

German police officers lift up a woman from the crowd of revellers outside a tunnel at the Love Parade "The art of Love" in the western German city of Duisburg

L’idea se ci pensiamo non era male, ma bastava solo riflettere in maniera ponderata su quale città del resto della Germania avesse avuto lo spazio giusto per un mare di gente, perchè più di un milione di persone, sono veramente tante e non è facilissimo gestirle.

Così decisi di partecipare all’ultimo evento fatto, si teneva a Duisburg ed io non ero mai stato in questa città, quindi mi aspettavo una gran bella città dato l’evento, ma non fu così. Posso solo dirvi, per chi non ha mai avuto modo di andare, che non avevo mai partecipato ad un evento del genere, troppo grande e bello.

Per concludere, mentre mi dirigevo verso l’arena finale, che era una vecchia stazione ferroviaria adibita a mega sala all’aperto, seguivo i carri, ovvero 30 camion con console a bordo ed ogni carro rappresentava un party, organizzati tutt’oggi in tutto il mondo, ecco perché veniva chiamata la Madre della Musica Elettronica.

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Eravamo quasi arrivati nell’arena quando l’ultimo tratto erano dei tunnel, precisamente 3 tunnel consecutivi, erano circa le 15:00 e già non si respirava in quelle “gallerie” data la gente e dato anche il clima estivo. Uscito dall’ultimo tunnel in tempo, iniziai a vedere la polizia che con delle transenne bloccò l’uscita dell’ultimo tunnel lasciando la gente li dentro, bloccarono l’uscita lasciando la possibilità alle persone che erano dall’altra parte della città di entrare, quindi in poco tempo quelle gallerie si trasformarono in una sorta di trappola per le persone.

Sinceramente non pensai al perché e mi diressi nell’arena, solo dopo mi accorsi che la folla era troppa per lo spazio a disposizione, ricordo solo che durante la festa sembrava di stare in Vietnam con gli elicotteri che mi giravano in testa e le ambulanze che sfrecciavano lungo la superstrada che fiancheggiava l’arena.

La mattina a festa finita, per uscire da quell’area dovevamo passare su una sorta di ponte che si affacciava sull’uscita dell’ultimo tunnel, appena arrivato li sopra mi affacciai per vedere al di sotto e li trovai uno scenario terrificante che solo a pensarci mi viene una rabbia disumana.

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C’era di tutto, ma l’immagine che non dimenticherò mai è quella dei teli azzurri che coprivano i corpi dei ragazzi che non ce l’avevano fatta, schiacciati e soffocati tra di loro e pensare solo che ero riuscito a passare solo qualche minuto prima.

Questo per dirvi che in questi giorni, dopo quasi 4 anni, vengo a sapere che gli organizzatori della Love Parade del 2010, dovranno comparire in tribunale per giustificare e spiegare il motivo della morte di 37 ragazzi e ragazze e le 510 persone rimaste ferite, solo per il semplice gusto di partecipare ad uno degli eventi di massima popolarità di Musica Elettronica che radunava ragazzi e non solo, da tutte le parti del mondo.

Quando il divertimento e la cultura musicale non è e non sarà mai un reato per colpa della negligenza di altre persone che guardano solo al guadagno economico.

Francesco Magnante