93 − = eighty five

L’ultima fatica musicale di Mace riporta il focus su tutto ciò che è necessario per produrre qualcosa di musicalmente valido. “Oltre” è la perfetta unione di ricercatezza e precisione.

Che Simone Benussi – in arte Mace – fosse un producer dalle grandi doti questo era chiaro già dal lavoro multi-platino “OBE“. Quello che non sapevamo è fin dove l’artista potesse spingersi. La risposta più adatta è una sola: “Oltre“. Fin dall’annuncio di questo nuovo album, era chiaro che il producer volesse proporre qualcosa di forte, di innovativo, ma la verità è che nessuno immaginava fin dove si sarebbe potuto spingere

Il lavoro uscito per Island Records/Universal Music Italia è un gigantesco punto esclamativo che conferma tutte le potenzialità di un artista come Mace. Abbiamo tra le mani un album che, almeno nel panorama italiano, conta pochi eguali. Prima di passare all’analisi di questo lavoro, non perdere l’occasione di riascoltare “Oltre“.

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Concept

“Oltre” è la fotografia del profondo viaggio interiore, spesso guidato da esplorazioni psichedeliche e da una contemplazione romantica della natura e della sua stessa coscienza. (…) “Oltre” è un labirinto sonoro sospeso dove perdersi a occhi chiusi e con lo spirito aperto. Un luogo altro che a volte è quiete, a volte è impeto, come la natura.

(Mace su “Oltre”. Fonte: Ufficio Stampa)

Abbiamo deciso di partire dalle parole di Mace perché nessuno meglio di lui avrebbe potuto presentare questo disco. Con “Oltre” il producer milanese non traduce in musica solo un racconto metanarrativo del suo universo; quello che ci viene offerto è molto di più. Con “Oltre” compriamo un biglietto di sola andata per esplorare a trecentosessanta gradi la mente di Mace e il suo modo di fare musica.

Oltre” si apre con il brano breakthrougt suite  – e non è assolutamente un caso. In musica per “suite” si intende una successione di brani riuniti in un unico componimento. Ogni “suite” è composta da vari “momenti” (o scene): l’elemento caratteristico è che ogni movimento costituente la “suite” mantiene invariata la tonalità. Nei circa 20 minuti del brano, ci troviamo di fronte a una porta oltre la quale c’è l’intero universo musicale di Mace.

Superata questa soglia, siamo proiettati in una dimensione onirica in cui calma e frenesia si alternano costantemente. Quello di “Oltre” è un percorso lungo e complesso, e bisogna abituarcisi; in caso contrario si rischia di non comprenderlo in toto. Tutto questo, ma anche molto altro, è “Oltre“.

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Mace. © Foto Ufficio Stampa

Offrire un’interpretazione di questo album non è affatto semplice. Potremmo dirvi che Mace con la sua musica vuole riunire mente e mondo, caos individuale e ordine complessivo; tutto risulterebbe però ampolloso e poco chiaro. Per ridurre questo concetto ai minimi termini, vi offriamo una spiegazione semplicistica – e come tale dovete accettarla. L’autore de “LA CANZONE NOSTRA” propone un percorso che ha come meta il nirvana. Attraverso il suono, Mace vuole raggiungere l’appagamento sensoriale in cui natura e spirito vengono riuniti; insomma, un’esperienza che vada oltre i confini canonici del sentire.

Dopo la “suite”, abbiamo anche un altro binomio molto interessante: “singularity ologramma ↂ”. Più avanti vi parleremo anche dei vari simboli che “arricchiscono” la tracklist dell’album. Per ora vi basti la descrizione di questa successione.

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Mace. © Foto Ufficio Stampa

In astrofisica le “singolarità” (singularity) racchiude quei fenomeni in cui la curvatura spaziotempo tende a infinito. A sua volta, questo causerebbe il tendere a infinito (o a valori infinitesimali) di tutte le grandezze fisiche. Senza entrare in discussioni troppo complesse, sappiate che ciò si collega al fenomeno dei buchi neri. Secondo la teoria sviluppata da Stephen Hawking, i buchi neri sarebbero le porte del/dei multiversi – a loro volta “ologrammi” della nostra realtà.

Abbiamo parlato di “binomio singularity࿐ – ologramma ↂ” perché lo strano simbolo “࿐” nella scrittura tibetana altri non è che un segno di punteggiatura, precisamente una sorta di punto-e-virgola. Come potremmo intendere la successione di questi due brani? Vi offriamo questa lettura: la “singolarità” è da collegarsi (࿐) ai diecimila (“ↂ”, ovvero “dieci-volte-mille” in numeri romani) “ologrammi” dei vari multiversi.

Questo è solo uno dei tanti sub significati che bisogna ricercare in “Oltre“, e lasciamo a voi la curiosità di scoprirli tutti.

Mace. © PH. Roberto Graziano Moro

Sonorità

Parlando di sonorità non si può che apprezzare la grande varietà proposta dall’autore. Si passa da brani come estasi ꖒ” – dai toni più chill – con grande ricerca per  la melodia e diverse variazioni di tono (le vocals sono appena accennate e l’808 è piuttosto asciutto) a dei veri e propri club banger come “espansione”. Qui i toni sono molto più incalzanti: i bassi diventano  invasivi e le armonie frenetiche.

Molto interessante è l’utilizzo di elementi che rimandano ad un sound orientaleggiante, pensiamo al sitar indiano di “breakthrougt suite “.  Sono evidenti le varie contaminazioni che i viaggi di Mace hanno apportato alla sua musica – come il recente Mozambico Calling vissuto insieme a Gemitaiz e Manuel Marini.

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Mace e Gemitaiz. © PH. Manuel Marini

Doveroso citare anche il brano “sangoma“, forse quello che meglio descrivere la sfaccettata anima artistica di Mace. Partiamo da chi sia un sangoma. Facendo riferimento alla cultura degli Nguni, la figura del sangoma è simile a quella di uno sciamano. Le sue competenze sono legate alla divinazione e alla medicina. Il sangoma rappresenterebbe il legame tra passato e presente, tra terreno e “OLTRE-terreno” – spero sia chiaro il parallelismo che si propone.

In questa composizione, il gusto e i trascorsi musicali di Simone Benussi si manifestino prepotentemente e incontrino anche culture molto differenti. Un esempio è l’aver proposto il suono di un balofan – simile ad uno xilofono – assieme a quello (acido) della classicissima TB-03. Ogni elemento sembra essere al posto giusto e si combina perfettamente con il resto. Il merito qui è tutto della straordinaria competenza di Mace, con pochi eguali nel panorama italiano.

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Mace

Stile

Lo diciamo chiaramente: lo stile di Mace è unico ed inimitabile. Reduce dal grande successo di OBE (An Out of Body Experience, ndr)” ci si sarebbe potuto aspettare che “Oltre” ricalcasse le sonorità proposte nel disco doppio-platino. Se la pensate così, sappiate che vi sbagliate di grosso. “Oltre”, come abbastanza evidente dal titolo, ha la volontà di staccarsi completamente dal progetto precedente.

Quello che entusiasmerà è la cura (maniacale) non solo per le sonorità proposte, ma anche il workflow eccezionale dell’album. A tal proposito, vi consigliamo di ascoltarlo con delle buone cuffie così da riuscire ad apprezzare ogni sfumatura presente. Dico questo perché il lavoro sull’immagine stereofonica e le operazioni di panning sugli strumenti sono fattori cruciali nel disco. La riproduzione in diffusione senza un adeguato impianto Hi-Fi potrebbe renderne l’ascolto molto meno appagante.

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Mace. © PH. Maria Sang

Se invece vi interessa la sperimentazione musicale e siete degli audiofili impazzirete nell’ascoltare questo album. Ogni elemento riempie la stanza acustica in modo completo e totale; gli strumenti non risultano mai sovrapposti, piuttosto sfruttano saggiamente le funzionalità del segnale stereo.

Attraverso il panning fra destra e sinistra, i suoni finiscono sempre per sommarsi; non sono mai schiacciati l’uno sull’altro, mandando in confusione l’orecchio dell’ascoltatore.Oltre” è un disco con un’attenzione al dettaglio veramente impressionante, bisogna solo lasciargli  tempo – poco più di un’ora – così che possa guidare lungo un’esperienza musicale senza precedenti.

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Mace

Plus: COMUNICAZIONE

Ascoltando il disco con tracklist alla mano non potrete fare a meno di notare degli strani simboli che chiudono i vari nomi delle canzoni. Per comodità ve la proponiamo in successione.

TRACKLIST:

1. breakthrough suite
2. singularity
3. ologramma
4. estasi
5. espansione
6. rituale
7. impeto
8. serpente cosmico
9. moto perpetuo
10. sangoma
11. volo celeste རོ
12. risveglio

Per quanto possa sembrare solo frutto di un (eccentrico) gusto estetico, sappiate che ognuno di questi simboli ha un preciso significato – e un preciso rimando. Oltre quelli che abbiamo già citato (ad esempio “ↂ”, nella numerazione romana o “࿐” che è una sorta di punto-e-virgola nella scrittura tibetana) compaiono simboli come “” che hanno un preciso significato.

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Mace. © PH. Francis Delacroix

Quest’ultimo capitola “breakthrought suite” per una ragione precisa. Il marchio rappresenta un fiore unito al phurba, un particolare pugnale a tre lame della cultura tibetana, utilizzato dagli sciamani durante i riti di divinazione collegati agli “antenati” – che in questa cultura svolgono un ruolo centrale.

Il simbolo dunque indica la ri-unione fra natura (il fiore) e l’oltre-fisico (gli antenati). Il tramite per raggiungere – e permettere ciò – è proprio quella “suite” musicale! Solo attraverso il suono è possibile il “breakthrough”, letteralmente “il passo avanti”, dalla dimensione sensoriale a quella ultra- sensoriale.

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Mace. © PH. Francis Delacroix

Conclusione

Il nuovo “Oltre” di Mace è un disco per tutti coloro che amano ascoltare progetti con struttura e concept ben articolati. Certamente contiene al suo interno singoli in grado di essere apprezzati anche nei club, ma non credo nasca per la “riproduzione” in diffusione. “Oltre” è un lavoro da apprezzare in solitaria e da cui bisogna lasciarsi trasportare in un ascolto attento e ragionato.

Sia chiaro, l’ultima fatica di Mace non è un disco per tutti – differentemente da “OBE”. Bisogna essere consapevoli che “Oltre” e “OBE” sono lati, sì, della stessa medaglia, ma rimangono comunque due progetti diametralmente opposti. Se da un lato abbiamo “OBE” più fruibile e spensierato, dall’altro abbiamo “Oltre” più ricercato e complesso per sua stessa natura. Certo, in un prossimo futuro non ci stupirebbe un vinile da collezione comprendente entrambi i progetti.

In conclusione bisogna intendere quest’album come l’estasi mistica di Mace: un lavoro che attraverso la pura sensazione/percezione musicale vuole raggiungere una dimensione altra di assoluta pace. Ci è piaciuto? Si, tantissimo! Anzi, “Oltre” ogni aspettativa.

mace

Mace

 

OLTRE - Mace
PRO ✅Album totalmente differente dal resto delle proposte sul mercatoProgetto coerente alla personalità del producerMai banale nell'offrire nuove sonorità
CONTRO ❌Richiede diversi ascolti per essere apprezzatoConcept poco lineare (sebbene efficace)Senza un buon sistema audio potrebbe non essere così coinvolgente
4.2Overall Score
Concept
Sonorità
Stile