+ eighty nine = ninety seven

Si chiama Make Techno Black Again la nuova indovinata idea di marketing dedicata agli electronic addicted che rende omaggio al sound di Detroit attraverso un concept che include un baseball cap e un mixtape dedicato.

Un cappellino nero senza loghi ne brand con la tradizionale visiera, chiusura regolabile in metallo e la scritta applicata Make Techno Black Again; all’interno, un QR code per scaricare una playlist e andare fino alle radici del suono della Motor City.
Obiettivo dichiarato degli ideatori? riconoscere l’importanza delle origini delle cose, quale un fenomeno o una scena musicale, per comprendere in che direzione si stiano evolvendo.

La factory di moda di tendenza HECHA / 做 con base a Brooklyn e l’agenzia creativa newyorkese Grit hanno sviluppato Make Techno Black Again, un progetto che  celebra le origini del genere, in particolare della sua genesi nella città di Detroit e del contesto sociale contraddistinto dalle lotte di rivendicazione della working class afroamericana all’interno del quale si è sviluppato .

Make Techno Black Again

Il cappellino da baseball provvisto del logo MTBA, già disponibile per l’acquisto, esce insieme ad un esclusivo mix scaricabile tramite QR Code firmato dal rhythmanalist e teorico dei media DeForrest Brown, Jr., a.k.a. Speaker Music.

Il mix, per dichiarazione dello stesso autore, è concepito per essere un “viaggio autoriflettente e non lineare della Detroit Techno, intesa come una macchina del tempo e un mezzo di espansione della musica nera oggi.”

Nelle intenzioni del DJ e producer, cultore degli aspetti sociali e culturali dell’elettronica nordamericana, il mixtape è un tributo ai pensieri estesi e alle tecniche che hanno contribuito all’affermazione della techno di Detroit.

Sulla scia del risveglio popolare in seguito alla crisi del modello industriale fordista e al conseguente fenomeno di spopolamento della metropoli da parte dei bianchi dagli anni ’60 in poi (il c.d. fenomeno del white flight), la techno in risposta, all’epoca, era politica e ribelle; era la risposta alla progressiva decadenza urbana e all’insieme delle condizioni sociali ed economiche di un intera generazione di afro-americani, per dirla con le parole di Gerald Donald (Drexicya/ Dopplereffekt).

L’iniziativa viene descritta nel comunicato stampa di presentazione come di MTBA “un progetto di reintegrazione”. Inoltre, il 20% delle entrate sarà donato all’organizzazione non-proft a favore dei giovani artisti locali Living Arts Detroit.

Le informazioni per sostenere il progetto sono disponibili sulla pagina ufficiale.

Make Techno Black Again tracklist:

Detroit in Effect – ‘Nothing’s like Detroit (The Recession)’
Sourced Audio #1: ‘Documentary on Detroit by Ford Motors’
Sourced Audio #2: ‘How Detroit Became a Warzone’
Rhythm is Rhythm – ‘It is What it is’
The Shadow – ‘Free as You Want to Be’
Galaxy 2 Galaxy – ‘Body and Soul’
Model 500 – ‘Techno Music (M500 Version)’
Sourced Audio #3 / #4: ‘DJ Rolando / Terrence Parker’
Underground Resistance – ‘Greater Than Yourself’
DJ Stingray – ‘Cognitive Load Theory’
Dopplereffekt – ‘Superior Race’
Theo Parrish – ‘Any Other Styles?’
The Deacon – ‘Fuji’
Mad Mike – ‘Attack of the Samurai’
Drexciya – ‘Aqua Jujitsu’
Kyle Hall – ‘Body of Water’
Drexciya – ‘Black Sea (Aqualung Version)’
Transllusion – ‘Disrupted Neural Gateway’
Underground Resistance – ‘Kill My Radio Station’
KMFH – ‘Flemmenup’
The Detroit Escalator Co. – ‘Mandela / Toronto’
Underground Resistance – ‘Base Camp Alpha 808’
AUX 88 – ‘Direct Drive’
Urban Tribe – ‘Sophistry’
DJ Assault – ‘Accelerated Funk’
Sourced Audio #5: ‘Mad Mike’
Mystic Tribe AI – ‘Telepathic Seduction’
Terrence Dixon – ‘Dark City of Hope’
Dopplereffekt – ‘Isotropy’
NRSB-11 – ‘6231-478 3’
Source Audio #6: ‘Jeff Mills, Robert Hood and Mad Mike aka Underground Resistance Live in New York at Limelight (1992)’