eighteen − nine =

Si chiama Make Techno Black Again la nuova indovinata idea di marketing dedicata agli electronic addicted che rende omaggio al sound di Detroit attraverso un concept che include un baseball cap e un mixtape dedicato.

Un cappellino nero senza loghi ne brand con la tradizionale visiera, chiusura regolabile in metallo e la scritta applicata Make Techno Black Again; all’interno, un QR code per scaricare una playlist e andare fino alle radici del suono della Motor City.
Obiettivo dichiarato degli ideatori? riconoscere l’importanza delle origini delle cose, quale un fenomeno o una scena musicale, per comprendere in che direzione si stiano evolvendo.

La factory di moda di tendenza HECHA / 做 con base a Brooklyn e l’agenzia creativa newyorkese Grit hanno sviluppato Make Techno Black Again, un progetto che  celebra le origini del genere, in particolare della sua genesi nella città di Detroit e del contesto sociale contraddistinto dalle lotte di rivendicazione della working class afroamericana all’interno del quale si è sviluppato .

Make Techno Black Again

Il cappellino da baseball provvisto del logo MTBA, già disponibile per l’acquisto, esce insieme ad un esclusivo mix scaricabile tramite QR Code firmato dal rhythmanalist e teorico dei media DeForrest Brown, Jr., a.k.a. Speaker Music.

Il mix, per dichiarazione dello stesso autore, è concepito per essere un “viaggio autoriflettente e non lineare della Detroit Techno, intesa come una macchina del tempo e un mezzo di espansione della musica nera oggi.”

Nelle intenzioni del DJ e producer, cultore degli aspetti sociali e culturali dell’elettronica nordamericana, il mixtape è un tributo ai pensieri estesi e alle tecniche che hanno contribuito all’affermazione della techno di Detroit.

Sulla scia del risveglio popolare in seguito alla crisi del modello industriale fordista e al conseguente fenomeno di spopolamento della metropoli da parte dei bianchi dagli anni ’60 in poi (il c.d. fenomeno del white flight), la techno in risposta, all’epoca, era politica e ribelle; era la risposta alla progressiva decadenza urbana e all’insieme delle condizioni sociali ed economiche di un intera generazione di afro-americani, per dirla con le parole di Gerald Donald (Drexicya/ Dopplereffekt).

L’iniziativa viene descritta nel comunicato stampa di presentazione come di MTBA “un progetto di reintegrazione”. Inoltre, il 20% delle entrate sarà donato all’organizzazione non-proft a favore dei giovani artisti locali Living Arts Detroit.

Le informazioni per sostenere il progetto sono disponibili sulla pagina ufficiale.

Make Techno Black Again tracklist:

Detroit in Effect – ‘Nothing’s like Detroit (The Recession)’
Sourced Audio #1: ‘Documentary on Detroit by Ford Motors’
Sourced Audio #2: ‘How Detroit Became a Warzone’
Rhythm is Rhythm – ‘It is What it is’
The Shadow – ‘Free as You Want to Be’
Galaxy 2 Galaxy – ‘Body and Soul’
Model 500 – ‘Techno Music (M500 Version)’
Sourced Audio #3 / #4: ‘DJ Rolando / Terrence Parker’
Underground Resistance – ‘Greater Than Yourself’
DJ Stingray – ‘Cognitive Load Theory’
Dopplereffekt – ‘Superior Race’
Theo Parrish – ‘Any Other Styles?’
The Deacon – ‘Fuji’
Mad Mike – ‘Attack of the Samurai’
Drexciya – ‘Aqua Jujitsu’
Kyle Hall – ‘Body of Water’
Drexciya – ‘Black Sea (Aqualung Version)’
Transllusion – ‘Disrupted Neural Gateway’
Underground Resistance – ‘Kill My Radio Station’
KMFH – ‘Flemmenup’
The Detroit Escalator Co. – ‘Mandela / Toronto’
Underground Resistance – ‘Base Camp Alpha 808’
AUX 88 – ‘Direct Drive’
Urban Tribe – ‘Sophistry’
DJ Assault – ‘Accelerated Funk’
Sourced Audio #5: ‘Mad Mike’
Mystic Tribe AI – ‘Telepathic Seduction’
Terrence Dixon – ‘Dark City of Hope’
Dopplereffekt – ‘Isotropy’
NRSB-11 – ‘6231-478 3’
Source Audio #6: ‘Jeff Mills, Robert Hood and Mad Mike aka Underground Resistance Live in New York at Limelight (1992)’