+ eleven = eighteen

Un’intervista a tu per tu con il leggendario Marcellus Pittman in occasione della sua data napoletana dello scorso 16 marzo al Basic Club.

Nativo di Detroit, che ha influenzato indelebilmente la sua carriera, artista uscito su etichette del calibro della Sound Signature di Theo Parrish e la FXHE di Omar S, fondatore di Unirhythm e parte del progetto 3 Chairs nientemeno che con Kenny Dixon Jr. aka Moodymann, Rick Wilhite e Theo Parrish. Questi sono solo alcuni degli attributi che descrivono l’incredibile attività e personalità artistica di Marcellus Pittman, con cui abbiamo avuto l’occasione di scambiare alcune parole in occasione della serata che l’ha visto protagonista al Basic Club di Napoli.

Nella tua incredibile carriera hai suonato in festival, grandi e piccoli club. Qual è la tua opinione sul recente boom degli enormi festival in tutto il mondo? Credi che possano essere persino “dannosi” per le location e le organizzazioni più piccole?

Sì e no. A Detroit abbiamo il Movement festival, che si tiene nel weekend festivo del Memorial Day. Molte persone da tutto il mondo partecipano. Quando il festival chiude le persone vogliono più musica e più atmosfera da party, quindi vanno agli after. Ora, questi after possono estendersi ben oltre gli orari di chiusura grazie al Movement festival, mentre se si trattasse di un regolare weekend dovrebbero chiudere alle due come sempre. Inoltre, è un’opportunità per gli ospiti da fuori città per provare cosa significhi fare festa nei locali di Detroit. Quindi credo che da questo lato non sia dannoso. Ciò che è dannoso è il fatto che ci siano persone che amano usare “sostanze per migliorare l’umore” illegali mentre ascoltano musica. Questo dà una cattiva reputazione non solo ai festival, ma anche ai club. Quindi devo rispondere no. Non posso parlare per come sono gestite le cose in Europa o altri post esteri. Potrebbe essere diverso in termini di quanto danneggi l’industria di grandi e piccoli club e organizzazioni.

Come ha influenzato Detroit la tua crescita musicale, specialmente riguardo ai tuoi primissimi anni nel mondo della musica e le tue prime date e produzioni?

Credo che tutti coloro che crescono nella loro città o Paese natio siano influenzati dai propri dintorni, a prescindere dal fatto che ci sia una scena musicale o no. Per me fu la radio a farmi crescere. La radio era così diversa negli anni ’80 e nei primi ’90. Duane “In the Mix” Bradley, ovviamente The Wizard (Jeff Mills) e The Electritying Mojo furono enormi influenze. Non posso dimenticare alla ragazza che credevo avrei sposato quando ero più giovane, The Rose (Rosetta Hines) dell’ora scomparsa stazione radio WJZZ. Furono tutte enormi influenze nel modo in cui ascoltavo musica. Era il modo in cui suonavano la musica. Sembrava che fosse divertente fare ciò che facevano, quindi naturalmente mi vidi fare ciò che facevano quando sarei stato adulto.

In qualità di pioniere della musica house, ci piacerebbe molto sapere la tua opinione se i tuoi pensieri riguardo alla crescita della scena house attraverso gli anni e riguardo all’attuale stato della musica house. Ci sono release recenti che sei solito passare nei tuoi set o giovani talenti che ti stanno particolarmente impressionando?

Non mi considererei un “pioniere della musica house” in quanto sono ancora uno studente della musica in genere. Semplicemente capita che questo sia uno dei molti generi musicali in cui bazzico nelle mie produzioni e dj set. Onestamente, credo la scena sia stata stuprata, imbastardita e stia venendo venduta come qualcos’altro. I creatori originali stanno venendo cancellati dalla storia e c’è una sorta di colonizzazione da parte di invasori estranei. Ora ci sono persone che chiamano musica house qualcosa che non è assolutamente musica house. Ma come tutto ciò che ha origini umili e finisce nelle mani sbagliate, può tornare e tornerà al suo giusto posto. Credo che i giovani talenti di ora lo stiano provando. Credo che i nuovi talenti come Jay Daniel, Kyle Hall, Analog Soul, Ash Lauryn e altri stiano lavorando al fine di portare questa musica al suo stato originale.

Il Basic Club al momento è la culla dell’house napoletana. Lo staff ha preso cura di ogni piccolo dettaglio per ricreare l’atmosfera che si sentiva negli anni d’oro. Niente è stato lasciato al caso, dal design al sound system. Come ti senti riguardo a questo ritorno a Napoli in questa nuova location?

È rinfrescante per un club come il Basic riportare il focus su ciò che conta davvero. LA FOTTUTA MUSICA. Non il bar, non la zona VIP, grazie a dio non c’è una sezione VIP, non i selfie postati dai proprietari del Basic Club, non il sistema di illuminazione da milioni di dollari, ma LA FOTTUTA MUSICA. Basic ha fatto ciò in cui davvero tutti i locali del mondo dovrebbero investire ed è il SUONO. Dovrebbe essere la prima cosa su cui ogni proprietario di club si concentra se stai facendo qualsiasi cosa di orientato alla musica. Una delle ragioni per cui Napoli ora è una della mie città preferite.

Se dovessi scegliere una parola per descrivere l’atmosfera nel Basic Club quale sarebbe?

LoveVibes. Ho dovuto mettere due parole in una.


ENGLISH VERSION

In your incredible career, you played festival, big clubs and small clubs. What’s your opinion about the recent boom of huge festivals all around the world? Do you think they could be even “harmful” for smaller venues and organizations?

Yes and no. In Detroit we have Movement festival, which is held on the holiday weekend of memorial day. A lot of people from all parts of the world attend. When the festival closes for that day people want more music and more party atmosphere so they attend the after parties. Now those after parties may extend well pass the closing hours because of Movement festival were as if it were a regular weekend party they would have to close at the standard hour of 2 am. Also, it’s an opportunity for out of town guest to experience what it’s like to party at local Detroit clubs. So I think in that way it’s not harmful. What is harmful is the fact that you have people who like to use illegal “mood enhancing substances” when listening to the music. That not only gives the festival but also the clubs a bad rap. So I’d have to say no. I can’t speak for how things are ran in Europe and other places abroad. It may be different in terms of how it harms the big and small club industry and organizations.

How did Detroit influence your musical growth, especially talking about your very first years in the music world and your first gigs and productions?

I think with anyone whose growing up in their native city or country their surroundings are always going to influence them regardless if there’s a music scene or not. For me it was the radio growing up. Radio was so diverse back in the 80’s and early 90’s. Duane “In the Mix” Bradley, of course The Wizard (Jeff Mills) and The Electrifying Mojo were huge influences. Can’t forget about my baby who I thought i was gonna marry when I was younger, The Rose(Rosetta Hines) of the now defunct WJZZ. All were huge influences on the way I heard music. It was the way they played the music. It felt like it was fun to do what they did so natural I say myself doing what they did when I became an adult.

As a House music pioneer, we would love to know your opinion and your
thoughts about the growth of the House scene throughout the years and about the current state of House music. Are there recent releases you use to play in your sets or young talents that are particularly impressing you?

I wouldn’t consider myself a “House music pioneer” as I’m still student of music in general. It just so happen that that’s one of the many genre’s of music I frequent in my production and DJ sets. Honestly, I think the scene has been raped, bastardized and is being sold as something else. The original creators of the music are being erased from history and has been colonized by foreign invaders. Now you have people calling something that’s total not house music house music. But like all things
that come from humble beginnings that end up in the wrong hands, it can and will go back to it’s rightful place. I think the young talent out now is proving it. I appreciate the new talent like Jay Daniel, Kyle Hall, Analog Soul, Ash Lauryn, and a host of others are putting in the work to bring this music back to it’s original state.

The Basic Club is currently the cradle of Neapolitan house music. The staff has taken care of every little detail to recreate the atmosphere that was felt in the golden years. Nothing has been left to chance, from design to sound system. How do you feel about this return to Naples in this new location?

It’s refreshing for a Club like Basic to bring the focus back on what really matters. THE FUCKING MUSIC. Not the bar, not the VIP section, thankfully there’s no vip section, not how many selfies are posted by the patrons of Basic club, not the million dollar lighting systems, but THE FUCKING MUSIC. Basic did what really all clubs should invest in and that is SOUND. It should be the first thing that every club owner focus on if you're doing anything music oriented. One of the reasons way Nap Town is one of my favorite cities.

If you had to choose a word to describe the mood inside the Basic Club which would you choose?

LoveVibes. Had to make to words into one lol.