three + seven =

Si tratta del primo museo dei sintetizzatori: un vero e proprio tributo ad uno degli strumenti più rivoluzionari degli ultimi decenni.

Un museo dei sintetizzatori? Robin Fox e Byron Scullin sono due artisti e sperimentatori australiani con un’evidente passione per gli strumenti musicali, in particolare per quelli elettronici.

Da questa loro passione è nata l’idea, divenuta realtà pochissimi mesi fa, di aprire a Melbourne una sorta di museo, il M.E.S.S. (Melbourne Electronic Sound Studio) che accolga al suo interno numerosi strumenti, principalmente d’epoca, tra cui synth, drum machine e altri hardware.

Non sono stati esattamente i primi in questo, dato che da molti anni esiste il Synthorama, in Svizzera, che può vantare molti degli strumenti presenti al M.E.S.S., ma sono i primi a concepire il museo nella direzione di un laboratorio creativo.

Al M.E.S.S. è possibile, infatti, utilizzare tutti gli strumenti in esposizione pagando 44 dollari per una singola sessione di quattro ore oppure pagando 220 dollari per un abbonamento annuale che permette di usare uno strumento per quattro ore al giorno. È, inoltre, sempre possibile portare con sé portatile e attrezzatura e registrare il proprio lavoro.

La fornitissima lista di apparecchi a disposizione dei visitatori comprende storici hardware, tra cui Roland TR-808, Moog Minimoog Voyager XL, Korg Volca Beats e ARP Odyssey Mk II, per dirne solo una minuscola parte.

Il museo dei sintetizzatori è assolutamente non-profit e il numero di membri è, per ora, limitato a 500. Ogni informazione, comunque, è reperibile sul sito ufficiale del M.E.S.S.

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Alberto Zannato