seventy eight − = seventy five

Oggi su MyZone vi presentiamo Francesco Maddalena. Dj resident di After Caposile, Francesco con il suo sound ha dato un’identità forte ad un progetto che si sta affermando sempre più autorevolmente sia nel panorama nazionale che in quello internazionale.

Dj, label manager, direttore artistico e co-founder di After Caposile, Francesco Maddalena oggi ci racconta cosa significhi essere il suo resident di punta e cosa significhi credere in un modello di clubbing che richiede un impegno e una dedizione costante e continua, dentro e fuori dalla consolle. Insieme alla nostra chiacchierata, abbiamo anche il piacere di presentarvi la musica di Francesco Maddalena, con un podcast in esclusiva per Parkett.

Sono una persona che è sempre stata attratta dalla musica. Sin da quando ho ricordi ho collezionato musica: inizialmente registravo su nastro le canzoni che passavano alla radio, poi creavo le mie compilation su CD, fino ad arrivare al mix vero e proprio. Nel 2001/2002, terminati gli studi, ho utilizzato i miei primi stipendi per acquistare l’attrezzatura, un CDJ Stanton e un giradischi Numark, insieme ai primi vinili; a partire da quel momento ho sempre continuato a esplorare la musica e a collezionarla.

Ti ricordi quali sono state e le tue prime esibizioni?

Certo! All’inizio mettevo musica in spiaggia di pomeriggio, in un lido all’Isola Verde di Chioggia, poco lontano da casa mia; suonavo principalmente house, cercando di non essere troppo banale. Mi concentravo su una selezione che potesse, al tempo stesso, essere piacevole per le persone e soddisfare me. Successivamente, ho iniziato ad esibirmi a Sottomarina: ero dj resident il venerdì sera nella terrazza di quelli che sono gli attuali Bagni Clodia. È stato l’inizio di un cammino che mi ha permesso di esibirmi anche in grandi eventi come l’Altavoz di Marghera ed in club importanti come il Tag Club di Mestre.

Qual era la tua proposta musicale nei primi anni trascorsi in consolle?

Io sono sempre stato attratto dalle sonorità house; appena maggiorenne frequentavo l’Echoes di Misano Adriatico per ascoltare Flavio Vecchi & Ricky Montanari. Seguivo molto anche la Def Mix di New York ed ero (e sono tutt’ora) un grande fan di Satoshi Tomiie. Ho cominciato a fare veramente il dj nel 2005\2006 anni in cui la minimal stava spopolando, innamorandomene sin da subito. All’epoca seguivo la Poker Flat di Steve Bug e l’Ovum di Josh Wink, etichette “storiche” che tutt’ora apprezzo.

Maddalena

After Caposile invece come nasce?

After Caposile nasce come naturale evoluzione di un progetto che si chiamava Different. Nel periodo in cui mi esibivo al La Plage di Chioggia ho conosciuto Mattia Gianni, che si occupava delle pubbliche relazioni. Sin da subito abbiamo avuto una forte affinità musicale e, soprattutto, di approccio a quello che era il nostro modello di clubbing ideale. Insieme decidemmo di provare a fare qualcosa di nostro, che fosse più underground rispetto alle solite serate. Era il 2015 e avevamo bisogno di esprimere tutto il nostro amore verso la musica. Different nasce infatti per differenziarsi: il primo party che abbiamo organizzato è stato all’interno di un ristorante brasiliano. Me lo ricordo ancora benissimo: avevamo messo dei teli e sistemato l’angolo consolle come possibile. A quel party hanno partecipato quasi 200 persone, che hanno deciso di fidarsi di noi e scoprire quale fosse la nostra identità musicale. Da quel momento non ci siamo più fermati.

I nostri party si sono sempre caratterizzati per la selezione musicale: puntavamo su artisti talentuosi che volevamo far scoprire alle persone che ci seguivano. Sceglievamo artisti giovani che potessero offrire una selezione di qualità, mai sentita prima. Così, con Different, abbiamo avuto il piacere avere con noi i Proudly People, Chad Andrew, Giammarco Orsini, Fabe e moltissimi altri dj che proprio in quegli anni si sono affermati nel panorama internazionale. Forti della nostra esperienza, aspettavamo l’occasione di passare al livello successivo e creare un party completamente nostro, con un locale che ci desse la possibilità di agire in totale autonomia: quando quest’occasione si è presentata non ce la siamo lasciata sfuggire…

Sentivate quindi il bisogno di creare un concept nuovo e non fermarvi alla solita “discoteca”?

Sì, volevamo essere liberi di poter proporre ed esprimere la nostra identità anche attraverso la struttura che ci ospitava. L’occasione l’abbiamo avuta verso la fine della stagione estiva del 2015. After Caposile è una realtà che nasce da una base pre-esistente. C’era uno splendido locale immerso nella campagna dove venivano organizzati degli after party che, per problemi legati ai vecchi promoter, si sono dovuti interrompere. Successivamente, il locale ha continuato a lavorare affidando l’organizzazione a gruppi che non erano ben strutturati. Noi eravamo innamorati di questo luogo magico, con un dancefloor all’aperto e circondato dal verde. Abbiamo presentato la nostra idea ai proprietari che ci hanno offerto l’opportunità di dimostrare quale fosse il nostro valore. Nonostante alcuni alti e bassi iniziali, i proprietari hanno sempre creduto in noi, e con loro abbiamo fatto crescere il club come struttura: abbiamo creato la sala interna, modificato la consolle, installato un soundsystem notevole, disegnato le luci e lavorato duramente in questi sei anni per dargli un’identità forte, la nostra.

Dopo le prime stagioni, il club è diventato il nostro, grazie anche alla grande affinità e fiducia che ci lega con i proprietari. Il concept che abbiamo proposto dal primo giorno è quello che ci ha differenziato. Abbiamo puntato su un sound che non fosse troppo duro, fazioso, pretenzioso o concettuale, ma che facesse divertire le persone e che rappresentasse la nostra identità e il nostro percorso. Inoltre, non abbiamo mai voluto creare differenze tra noi e il nostro pubblico. Al contrario: abbiamo sempre sostenuto una filosofia di “no vip area” perché volevamo un club inclusivo, che unisse e non che dividesse le persone. Per noi il clubbing è unione e condivisione. Siamo tutti uguali di fronte alla musica e dobbiamo goderne tutti insieme.

Vorrei rimanere ancora su questo argomento e chiederti cosa vi ha spinto a investire e a lavorare duramente per migliorare il club proprio in questi mesi in cui la pandemia ha messo a serio rischio il mondo del clubbing, facendo sparire moltissime realtà giovani e anche, purtroppo, realtà più affermate…

Avevamo già in mente di migliorare il club e di creare un nuovo dancefloor nell’area esterna e abbiamo colto quest’occasione per poterlo fare. Nonostante il periodo difficile credo che continuare a lavorare per migliorarsi e per poter offrire un’esperienza migliore alle persone sia fondamentale. Abbiamo rifatto il club e abbiamo modificato i nostri format per continuare a mantenere un contatto forte con il nostro pubblico. Abbiamo un pubblico meraviglioso che ci sostiene e supporta continuamente. Anche la nostra “squadra” è una squadra che non si trova tutti i giorni. Siamo amici, ci aiutiamo, lavoriamo insieme anche quando si tratta di effettuare lavori pesanti e impegnativi. Ma questo supporto è il supporto che poi siamo noi stessi a dare a loro. Ci confrontiamo con tutti i nostri ragazzi sulla musica e sul modello di clubbing che stiamo creando, e più di una volta abbiamo dato spazio alle loro idee, proponendo artisti che ci erano stati fatti scoprire dai nostri collaboratori. Noi amiamo la musica, amiamo il clubbing e lavorare per il nostro club e per le nostre persone è la cosa più bella che potessimo fare. Stiamo vivendo il nostro sogno e vogliamo condividerlo con tutti!

Club Caposile

 Immagino che questo sia anche uno dei motivi che vi abbia spinto a creare la vostra label Caposile Music…

Sì. Era da molto tempo che volevamo consolidare l’impronta musicale del nostro progetto. Abbiamo avuto moltissimi ospiti di livello internazionale che ci hanno spinto a farlo. Sentivamo la necessità che le persone ci conoscessero non solamente come party, ma come identità, e la label era sicuramente lo strumento migliore per diffondere il nostro approccio alla musica. Voglio fare in modo che tutti i nostri dj resident pubblichino la loro musica e la distribuiscano. Vogliamo comunicare in modo diretto chi siamo. Di recente è uscito un “Various Artist” in forma digitale con all’interno delle tracce di primissimo livello che sono già state supportate da artisti di fama internazionale. Anche il nostro primo di disco è stato suonato da personalità autorevoli, una su tutti il nostro amico Chris Stussy. Inoltre, le prossime uscite in vinile avranno al loro interno remix firmati IO(Mulen) e Oden e Fatzo. Questa è la strada che vogliamo percorrere: vogliamo dare visibilità a tutti i nostri resident e creare una connessione tra di loro, appoggiandoci anche agli artisti che ci hanno fatto crescere. After Caposile è un concept che propone un’idea. Non è semplicemente un party con degli ospiti. After Caposile siamo noi. I nostri guest sono solo una ciliegina sulla torta all’interno della nostra proposta. Caposile Music non è altro che l’espressione del nostro percorso.

E proprio perché non vi fermate mai, ho visto che è nata anche una collezione di abbigliamento interamente firmata da After Caposile: Capostile! Perché avete scelto di non limitare il vostro lavoro all’ambito musicale decidendo di uscire, in qualche modo, dal club?

After Caposile deve essere una realtà che opera a 360 gradi e proprio per questo abbiamo deciso di portare fuori dal club e della label la nostra passione. Abbiamo contattato Valerio Farina di “Numero 00” perché volevamo che fosse lui la persona di riferimento per questa nuova avventura. Le sue collezioni streetwear sono già state vestite da numerose figure del mondo del clubbing. Con la sua supervisione abbiamo scelto i materiali su cui lavorare e insieme al nostro grafico siamo riusciti a creare uno stile che ci rappresentasse appieno e che rappresentasse la nostra musica. È risaputo che il mondo della moda e quello della musica sono, da sempre, fortemente collegati: la cultura underground ha spesso dettato i tempi e ispirato la moda, e la moda ha sempre offerto nuovi modelli di riferimento ai clubbers, influenzandone lo stile. Abbiamo tanta voglia di farci conoscere e pensiamo che Capostile possa far avvicinare le persone al nostro club e alla nostra musica. La collezione Capostile sta andando bene ed è già distribuita da numerosi negozi del Nord Italia:  Milano, Bergamo, Udine, Verona, Rovigo sono alcune delle città dove siamo presenti. Il passo successivo sarà creare il nostro store ed un pop-up store all’interno del club. Per noi l’identità è tutto e la nostra collezione non è altro che un’altra forma di esprimerla.

Ritorniamo alla musica e al Francesco Maddalena Dj. Mi piacerebbe che mi raccontassi come si è evoluto il tuo sound dal 2005 ad oggi

Io sono sempre stato legato alle sonorità minimal house. Mi piace suonare in orari non convenzionali e proporre al pubblico qualcosa di nuovo, di diverso. Mi piace occuparmi dell’apertura del club nelle prime ore del giorno. Seguo molto la proposta minimal-tech contemporanea. Dalla nuova scuola house olandese che ha come massimo rappresentante Chris Stussy e le sue labe PIV e Up the Stussy, a tutta la proposta del team Fuse con le sue label e sub label; sono fortemente attratto dalle sonorità fresche e inedite. Inoltre, sono davvero legato alla romanian-minimal. Il mio artista preferito rimane Praslea per la sua capacità di variare e proporre un dj set a tutto tondo. Negli ultimi mesi sto seguendo producer come Silat Beksi e Direk che secondo me rappresentano il futuro della minimal house internazionale. Ovviamente, avendo una collezione di dischi molto ampia e una vasta libreria digitale, mi piace anche rispolverare qualche vecchio classico e inserirlo nei miei dj set, anche se preferisco  esplorare la musica del momento e scoprire approcci nuovi che possano sorprendere il dancefloor.

E nel futuro di Francesco Maddalena cosa c’è?

Voglio premettere che a me non piace mettere davanti la mia individualità a quello che è il nostro progetto. Come DJ ho la possibilità di far conoscere non solo la mia selezione, ma la musica che è l’anima di After Caposile alle persone. Abbiamo già chiuso collaborazioni con promoter di primissimo livello come Animal Crossing e Unum. Siamo anche già stati anche a Londra per un party After Caposile negli scorsi anni. Per farti capire quanto io sia una persona che crede fortemente nei nostri talenti, abbiamo sempre dato la possibilità ai nostri ragazzi di esprimersi in libertà. Non abbiamo mai fatto calcoli sui numeri ma abbiamo sempre valorizzato le capacità e il gusto musicale delle persone. Quando ci hanno contattato per suonare all’Unum ci è stato dato uno slot di due ore. Io pur di dare spazio e premiare i miei ragazzi ho voluto dividere questo spazio con Maggio, un talentuoso dj che negli ultimi anni si è impegnato molto per crescere come artista; pensavo quindi che fosse giusto esibirmi in back-to-back con lui piuttosto che da solo.

Questo sono io: una persona che crede più nel progetto che nell’individuo e spero, in futuro, di avere l’opportunità di continuare a offrire l’autenticità e la genuinità della nostra musica e del nostro approccio alle persone. Questa è la caratteristica che ci differenzia e che ci ha permesso di sopravvivere nonostante le difficoltà, e di arrivare fino a qui.