thirty + = thirty six

Un Dj Set non particolarmente azzeccato quello che viene rimproverato dal pubblico dello Smalltown Festival di Melbourne all’artista siberiana Nina Kraviz.

Sono innumerevoli i casi negli ultimi anni che hanno spinto il pubblico a voler essere rimborsati dopo uno show, come nel caso dello Smalltown Festival.

Una location terribile con condizioni di sicurezza non idonee, una esibizione o un set troppo breve o semplicemente non all’altezza delle proprie aspettative, e gli innumerevoli ritardi degli artisti sulle tabelle di marcia.

Alcuni partecipanti dello Smalltown Festival si sono sentiti in dovere di chiedere il rimborso perché dopo i set di Marcell Dettmann e Bjarki, l’audace Nina Kraviz non avrebbe azzeccato le tracce techno adatte a proseguire le emozioni emerse dai Set degli artisti che l’hanno accompagnata durante il festival.

La risposta della bellissima Nina non si fa aspettare, e sulla sua pagina Facebook Ufficiale scrive una lunga dichiarazione dove attacca tutti quelli che sostengono che non abbia suonato tracce secondo loro non all’altezza dicendo:

“People wanted techno and I offered none in their opinion. In fact, all I played was pretty much techno, at least in my own definition, but of a much broader spectrum. They wanted three hours of long steady beat narrative, and I offered something that didn’t match their expectations. But surprisingly the most negative comments I got for playing that one wild track with a drum & bass segment in the end.”

Che stia attraversando una fase eclettica e più sperimentale Nina Kraviz del resto non lo ha mai negato, il fatto stesso che si avvicini a lavori di artisti come Sam Shackleton fanno di lei quell’artista a cui piace essere imprevedibile, non scontata e a volte forse troppo emotiva.

La lunga risposta in merito all’accaduto riguardante lo Smalltown Festival Nina la conclude con tutta l’eleganza che le si addice, con un ringraziamento verso tutte le persone che accettano e apprezzano la sua musica mentre a tutti coloro che non capiscono quello che suona, un ringraziamento comunque per essere passati a sentirla.

Brava Nina.

Stefano Grossi