+ 36 = forty two

Uscirà su Blackest Ever Black il prossimo lavoro di Pessimist, che ha l’aspetto di un ponte tra Drum and Bass e Techno.

Ne stiamo scrivendo soprattutto perchè la domanda ce la siamo posta altre volte, e in mezzo a tutte le sanissime e felici commistioni con cui la musica si rinnova ciclicamente, ce n’era una che ancora aspettava di essere approfondita. Pessimist è un artista che ha voluto sperimentare in questo senso, combinando un matrimonio tra Techno e Drum and Bass nella sua prossima release.

Il discorso è particolare, perchè non sappiamo ancora come suonerà, ma è già possibile ascoltare una traccia in preview intitolata “Spirals“.

L’etichetta ha provato a descrivere questa particolare opera con paragoni che arrivano a lambire un po’ “di striscio” il suono di questo LP:

“A tratti sembra l’anello mancante tra i British Murder Boys e Source Direct, oppure a quello che sarebbe potuto succedere se i junglist di fine anni ’90 avessero ascoltato con una certa attenzione Chain Reaction”

Questo LP suscita alcune curiosità e alcuni voli pindarici della mente, dato che per ora è solo la fantasia che può guidarci per immaginare un connubio apparentemente forzato. Almeno fino al 21 luglio, data di uscita su Blackest Ever Black. Finora sicuramente ci sono stati guizzi isolati di sperimentazione dove sonorità Techno venivano combinate a elementi presi dalla Drum and Bass, ma non esiste nè un vero e proprio filone, nè un pur approssimativo sentiero tracciato dal ripetuto passaggio umano.

Piuttosto, sarebbe interessante andare a cercare perle del genere sparse tra quelle produzioni di artisti che più di altri rifiutano di incanalarsi in generi stabiliti ma creano attingendo al magma primordiale del suono puro, lasciandosi trasportare all’avventura senza la necessità di avere una “casa” dove tornare.

Come ha messo in luce anche Fenriz (il leader del gruppo black metal dei Darkthrone, che ha una predilezione per la dance music) in occasione di un mix per Fact Magazine, è un po’ incomprensibile che alcuni generi vengano separati alla nascita da differenze di BPM. Guardando ai soli battiti per minuto, la Drum and Bass sembra inconciliabile con il passo della Techno, a meno di forzature sul giradischi che rallentino la prima o velocizzino la seconda. Anche sul piano timbrico ci sono distanze, ma già questo è un discorso nel quale il movimento è ben più libero, e quindi siamo in una separazione meno netta, tale che queste distanze, se davvero esistono, possono agevolmente essere amalgamate e rese spontanee da qualsiasi bravo “cuoco”.

Dal canto suo, Pessimist stesso descrive il lavoro con parole di natura mista, tra “acidic rave“, “spezzoni jungle“, “oscuri e fumosi scenari dub“, “downtempo breakbeat“, “ambient industriale” e altre amene diciture.

Non ci resta che aspettare di sapere quali sfumature e soluzioni ritmiche ci offirirà il self-titled di Pessimist, che in ogni caso possiamo pre-ordinare QUI sul sito ufficiale della label.