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Compie gli anni l’ambasciatore della musica elettronica, Pete Tong. Disc Jockey, conduttore radiofonico e molto di più.

Quando si pensa alla musica elettronica non si può fare a meno di immaginare avanti agli occhi alcuni volti noti come per esempio Aphex Twin o i Kraftwerk. Tra questi è immancabile quello di Pete Tong, disc jockey, produttore, conduttore radiofonico e figura emblematica della scena elettronica mondiale.

Peter Michael Tong nasce a Dartford il 30 luglio del 1960 e sviluppa da giovanissimo un grande interesse per la musica, in particolare per la batteria. Ma è all’età di 15 anni che capisce di essere destinato ad un altro genere di musica e così inizia ad avvicinarsi alla consolle.

I primi ingaggi e la nascita del Family Function

Un giovane Pete appena 15enne ottiene il suo primo ingaggio da Disc Jockey presso il matrimonio di un caro amico, iniziando così una lunga storia d’amore con la musica elettronica.

Pete Tong

Ma questo non era ancora abbastanza. Difatti, Tong assieme ad un gruppo di amici inizia a muoversi nella scena dapprima come promoter, collaborando con giovani band desiderose di successo.

Questo è un dettaglio da non trascurare visto che una delle caratteristiche che ha contraddistinto da sempre Pete è stata proprio la capacità di riuscire a vendere musica eccitando in qualche modo la mente del pubblico.

Ad un certo punto Pete si rende conto che i libri di scuola erano come catene che lo ancoravano ad una realtà troppo statica e noiosa per il suo genio e decide così di lasciare gli studi.

Dopo aver lasciato la scuola si dedica ad un progetto molto particolare che riguarda una “discoteca mobile”, aperta a bordo di un Ford Transit. Si proprio così, il giovane Tong aveva fondato una discoteca itinerante a bordo di un furgone, che portava musica in giro per la città, facendo ballare gente di ogni dove.

Ma questa idea nata anche un po’ come uno scherzo ha aperto la mente del dj britannico a qualcosa di ancora più grande e ambizioso. Infatti, di lì a poco Tong inaugurò il suo primo vero e proprio club, che sorgeva a Baker Street e che battezzò Family Function.

In quegli anni Pete si esibiva con due alias, ovvero Kickstart Roadshow OHMS Roadshow. Due progetti che hanno da subito catturato l’attenzione del pubblico e che hanno fatto ballare di gusto davvero tante persone.

Pete Tong

L’ingresso tra i giganti discografici

La vera svolta arriva nel 1979 quando si sveste dei panni da promoter e DJ per iniziare a collaborare con Blues & Soul Magazine come assistente alle vendite pubblicitarie, proprio perché la sua indole è sempre stata quella di promuovere. 

In un breve lasso di tempo, il suo nome iniziò a irrompere nella scena in maniera sempre più prepotente. Come è noto, Tong realizzò anche recensioni, classifiche e articoli di opinione, tutte iniziative che lo portarono a diventare ben presto la voce narrante della scena dance del periodo.

La sua sete di esperienza lo portò poi ad effettuare un’altra scelta importante che determinò un ulteriore cambiamento. Pete Tong lasciò Blues & Soul per unirsi alla London Records come manager. 

Esperienza che lo ha particolarmente forgiato e che lo ha fatto entrare in contatto con un nuovo genere musicale che lo avrebbe poi successivamente stregato. Parliamo dell’house music, che a metà degli anni 80 iniziava appena ad emergere in Inghilterra, mentre in altri Paesi del mondo si diffondeva a macchia d’olio.

Fu proprio nel 1986 che Tong promosse una compilation che racchiudesse in sé il meglio della musica house proveniente da Chicago. La pubblicazione intitolata proprio The House Sound of Chicago, Vol. 1″ ha dato prova del fatto che Pete fosse un visionario e che aveva il fiuto per quelle che erano le grandi emozioni.

I 30 anni di Essential Selection

Tra le tantissime esperienze che hanno fatto della carriera di Tong qualcosa di bellissimo da raccontare, non possiamo che citare Essential Selection. Il programma radiofonico che ha fatto di Pete una leggenda della radio e che attualmente, a distanza di ben 30 anni, va ancora in onda ogni venerdì sera su BBC Radio 1.

Pete Tong BBC Radio 1

Tra le mille curiosità che potremmo raccontare su Peter Michael Tong ce n’è una particolarmente interessante, difatti Pete, dopo Annie Nightingale, sarebbe il conduttore più longevo della BBC Radio 1.  

La sua avventura come conduttore radiofonico non è mai finita, anzi nel corso del tempo ha avuto modo di allargare gli orizzonti e di far arrivare la sua voce negli apparecchi radiofonici di ancora più gente.

Nel 1993 Pete inizia a raccontare della musica e del clubbing ibizenco attraverso il programma in diretta Essential Mix. Nei numerosi episodi sono intervenuti artisti della mole di Riche Hawtin, Luciano e altri grandi nomi della scena.

Ma il suo amore per l’house music torna a bussare alla sua coscienza nel 2019, quando spronato dall’idea di riportare alla luce questa sua passione, Pete fonda su BBC Radio 2 il programma Pete Tong’s House Nation.

I vari riconoscimenti che lo hanno reso “l’ambasciatore globale per la musica elettronica”

La grandezza di Pete Tong non viene misurata solo in proporzione alle sue incredibili doti comunicative ma anche in merito alle sue capacità artistiche.

Nel corso della sua carriera di DJ ha affiancato i pesi massimi dell’elettronica ed è diventato lui stesso modello da seguire. Nel 2014 il DJ britannico è riuscito a conquistare anche numerosi riconoscimenti come per esempio l’ingresso nell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico.

Iniziativa mossa in suo favore proprio per aver dato un enorme contributo al clubbing attraverso i suoi programmi radiofonici. Effettivamente, pur non essendo un’impresa facile, Pete è riuscito a portare in ogni casa dell’Inghilterra la nostra musica e il nostro modo di viverla.

Se nell’arco degli anni 90 si è completamente dedicato alla radio e ha dato poca attenzione alla sua carriera di DJ, negli anni 2000 invece ha completamente cambiato rotta, conquistando anche quel settore.

Dal 2003 al 2007 diventa dj resident del Pacha di Ibiza. Locale che non ha bisogno di descrizioni in quanto è conosciuto in tutto il mondo per essere la casa della festa. Più tardi decide di interrompere la residenza con il locale ibizenco per avviare un’altra collaborazione con un altro noto club.

Questa volta decide di partire alla conquista dell’ Eden di Sant Antoni de Portmany per promuovere un proprio party intitolato “Wonderland”.

 Intanto, il suo nome iniziava a dettar legge anche dall’altra parte dell’oceano, facendogli vivere un sogno che lo faceva volare spesso tra Londra, Stati Uniti e Ibiza.

Il ritorno al Pacha e le collaborazioni cinematografiche

Nel 2011 torna al Pacha per promuovere l’evento “All Gone Pete Tong” che ogni anno ospita migliaia di persone tra musica danzante e scenari mozzafiato.

Pete si è leggermente avvicinato anche al mondo del cinema, facendo da direttore artistico della pellicola Human Traffic e partecipando alla realizzazione del film It’s All Gone Pete Tong.

Il primo film lo ricordiamo tutti in quanto è diventato un colossal per gli amanti della musica elettronica e della vita notturna. La pellicola difatti racconta la storia di un gruppo di amici e illustra passo dopo passo i momenti più particolari del weekend, dando al pubblico un’immagine nitida di ciò che accadeva e accade ancora oggi nei club. 

Tra una scena e l’altra del film troviamo dischi assurdi, come per esempio “The Age Of love”, altro brano iconico che Tong ha voluto portare all’attenzione del grande schermo assieme ad altre tracce storiche che difficilmente dimenticheremo.

Nel 2004 Pete ha partecipato anche alla realizzazione del film It’s All Gone Pete Tong, progetto interessante che mette sotto gli occhi di tutti la storia di un giovane DJ che diventa sordo. Fortunatamente non è stata un’esperienza autobiografica ma ha comunque dato una certa sensibilità sull’argomento sia a Tong che al pubblico in generale. 

Mentre nel 2016 compare nel film documentario I’ll Sleep When Sono Morto,  pellicola che lo stesso anno viene candidata anche ai Grammy. In questa occasione il film non racconta la storia di un artista immaginario o le cronache di un gruppo di amici sballati. Difatti il film racconta l’ascesa del dj produttore Steve Aoki, con la quale Pete ha avuto spesso il piacere di collaborare.

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