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Dopo ben 4 anni dall’ultimo aggiornamento del CDJ2000, la versione CDJ 2000NXS2 che è stata ed è tutt’ora l’industry standard per quanto riguarda i player multimediali da dj, Pioneer Dj rompe gli indugi e porta sul mercato l’ultima declinazione del CDJ , il Pioneer Dj CDJ 3000. Il lettore che è già il nuovo standard professionale.

Grazie all’impegno di Pioneer Dj Italia, del suo team marketing e del product specialist abbiamo potuto provare in anteprima assoluta in Italia Il Pioneer Dj Cdj 3000 e quindi darvi subito la nostra impressione dopo diversi giorni di test ininterrotti.

Partiamo dal nome: Cdj (ormai usato comunemente come vocabolo per “riproduttore multimediale per dj”) è un brand di Pioneer Dj e ha deciso di farlo valere anche se il Cdj 3000 un cd non lo vedrà mai. L’unità è infatti sprovvista di lettore Cd.  Scelta ormai scontata. Il cd è ormai obsoleto e, più importante, un supporto che per sua natura non permette di usare tutte le funzioni che distinguono un moderno cdj da uno di 15 anni fa.

Pioneer Cdj 3000: Unboxing, aspetto esteriore e connessioni

Tirato fuori dalla scatola non si può non notare l’imponente monitor da 9″ touchscreen hd 1280 x 720, che sovrasta una fila di 8 tasti per hot cue, una jog wheel che mantiene le sue dimensioni originali ma migliora (e non poco) il feeling. All’interno della quale troviamo finalmente un vero display lcd full color che introduce diverse informazioni importanti.

I tasti per il transport (ndr : play/pause , cue,search,track search) sono li dove sono sempre stati. Di diverso subito sopra troviamo il classico switch per il rewind (leggermente ridisegnato), mentre come novità troviamo i tasti per il beat jump, due nuovi tasti per la gestione dei beatloop (funzione che vedremo più avanti è integrata molto meglio nel monitor touch screen). Ancora procedendo verso l’alto troviamo i classici tasti per la gestione manuale dei loop, un tasto per cancellare o impostare gli hot cue.

Sull’estremità sinistra troviamo la porta usb per il collegamento di hard disk, drive e pennette, lo slot per la sd card,

Spariscono i 5 tasti per la selezione della sorgente,  rimane invece a svettare sulla destra del monitor il knob gigante senza fine multi funzione con i 4 tasti.

Cambia anche l’aspetto dei tasti per il beatsync che da circolari diventano quadrati ed appare il tasto “key sync”. Restando sempre sul lato destro rimane immutato il cursore del pitch, con il tasto del master tempo e il tasto per la scelta della scala.

Passando al pannello posteriore troviamo le classiche uscite rca analogiche, una uscita audio digitale, il connettore Ethernet che, cosa non da poco conto, diventa di classe Gigabit, il connettore USB 3.0 , il connettore per l’alimentazione V-LOCK (ormai classico sui nuovi device Pioneer Dj, è essenzialmente un connettore IEC con un dock di sicurezza).

Il pannello superiore è inoltre interamente realizzato in alluminio.

In definitiva la sensazione di robustezza è la stessa di sempre.

In ogni scatola troviamo oltre al manuale, anche un cavo rca bianco/rosso di qualità standard, un cavo rca arancio di altissima fattura, un cavo ethernet di ottima qualità e il cavo di alimentazione Shuko-Vlock

Prima di arrivare alla prova spendiamo anche due parole sulla dotazione hardware del Pioneer Dj Cdj 3000. È in assoluto il primo lettore multimediale basato su processori MPU di livello industriale : il cdj 3000 è basato infatti su due cpu: un processore  DUAL-CORE ARM® CORTEX®-A57 (1.5GHZ) e un processore QUAD-CORE ARM® CORTEX®-A53 (1.2GHZ). Potenza di calcolo da vendere.  Restano gli stessi dei 2000nxs2 invece i dac , troviamo infatti lo stesso Asahi Kasei DAC AK4490EQ, cambia però notevolmente (proprio grazie alla potenza dei processori) il processamento interno del flusso audio, arrivando a 24 bit in qualsiasi condizione. Sono per tanto convinto che le features che abbiamo provato oggi siano solo l’antipasto di quello che , con i giusti firmware, si potrà fare su questa piattaforma.

Per darvi un’idea dell’ordine di grandezza di cui parliamo : una traccia .wav con 8 punti di cue impostata viene caricata dal cdj3000 in metà tempo rispetto ad un cdj 2000nxs2.

Le macchine che ci sono arrivate erano già aggiornate al firmware versione 1.0.3. Il test è stato effettuato con un mixer Djm 900nxs2 aggiornato all’ultimo firmware disponibile.

 Il test – recensione

Per tirare fuori il massimo dal nuovo flagship player di Pioneer Dj è indispensabile un DJM 900 nxs2 oppure un Djm v10, abbiamo per tanto condotto tutte le nostre prove collegando i due CDJ 3000 ad un DJM 900 NXS 2 aggiornato all’ultimo firmware disponibile.

 

È necessario inoltre collegare tutti e tre i device col pro dj link, per tanto è necessario anche uno switch di rete. Per la migliore esperienza possibile è necessario che lo switch di rete sia Gigabit. Le nuove porte di rete dei cdj 3000 infatti sono Gigabit.

L’introduzione di collegamenti ethernet Gigabit ha permesso l’espansione del numero massimo di lettori supportati dal pro dj link da 4 a 6.

Nota bene: il cdj 3000 è compatibile con il cdj 2000 nexus2. Nel caso però che un 2000nxs2 sia collegato sulla rete pro dj link questa riduce la sua portata a massimo 4 lettori.

Abbiamo preparato una normale pennetta usb 3.0 con rekordbox 6.0 esportando una playlist creata per l’occasione.

Il Pioneer Dj Cdj 3000 ha caricato la pennetta usb con una velocità imbarazzante, praticamente non si nota di aver inserito il drive usb che subito è stato letto. Facendo touch sullo schermo si seleziona direttamente la fonte e si entra nel browser che permette di navigare nella playlist. Notare come non è più necessario selezionare la fonte. Sono tutte disponibili subito.  Da questa stessa view si può impostare il colore correlato a quella particolare sorgente. In questo modo dal led sopra il display sarà facilmente riconoscibile. A questo punto è possibile navigare nella playlist in base alle opzioni di classificazione che si erano impostate su rekordbox.

In particolare si possono scegliere queste view: Artist,Album,Track,Key,Playlist,History,Matching, Folder.

Qui arriva la prima key-feature del cdj 3000: se avete collegato il Cdj via pro dj link ad un Djm 900nxs2 o ad un Djm V10 potete preascoltare in preview una traccia senza caricarla. Vi basterà accendere il tasto “cue” del pro link sul mixer e tenere premuto sulla forma d’onda che appare sul display del cdj. Verrà riprodotta la traccia immediatamente esclusivamente in cuffia. Questo anche se state riproducendo una traccia. Questa funzione stravolge l’idea di ricerca dei brani. Non dovrete più bloccare un cdj per ascoltare un brano sul quale siete indecisi. E nota non di poco conto, questa funzione è implementata in maniera veramente fluida e intuitiva. Un tap e ascolti.

Dimenticavo, con un pratico tap sul riquadro con le tre A si può variare la grandezza del carattere.

Trovata la traccia che volete caricare (Sfogliando col dito o girando il knob classico non fa differenza) basterà premere sul titolo e poi tappare sul tasto load che appare per caricarla immediatamente. Oppure fare il classico click col knob di selezione.

Altra spunto interessante: si possono ordinare la tracce per velocità o per key. Basta toccare su BPM o su KEY. Toccare ancora per invertire l’ordine (dal più alto al più basso e viceversa). Una banalità che sicuramente evita quei minuti infiniti a girare e girare.

Anche in questo caso non si stravolge l’operatività classica ma si introduce una fluidità di ricerca e caricamento che rende molto più intuitiva questa operazione.

Ci troviamo davanti una view che include (dall’alto): Il titolo della traccia in riproduzione, con l’icona della sorgente dalla quale viene letta, subito sotto la lunghezza totale in minuti e secondi, la velocità in BPM, la chiave armonica. Proseguendo sulla sinistra troviamo tre tasti: BEAT LOOP, KEY SHIFT, BEAT JUMP. Che aprono rispettivamente le tre funzioni sul display.

La Waveform della traccia (si può decidere se averla in RGB, in tre tonalità o flat), intorno alla waveform completa abbiamo indicazioni sulla quantizzazione , se abbiamo attivato un beatjump o un beatloop, il numero assegnato a quel lettore, il tempo metronometrico e se questo funge da master o se è in sync, la variazione di pitch, la chiave armonica in cui stiamo riproducendo il brano.

A questo punto girando il knob si può zoomare avanti e indietro la waveform, mentre sul fondo del display appare la waveform completa della traccia in riproduzione.

Anche qui facendo tap su un punto qualsiasi della traccia si può pre-ascoltare quel punto senza interrompere il flusso audio in uscita tramite il preascolto LINK del DJM 900NXS2  o del DJM V10.

Al di sopra della waveform di riproduzione appare la waveform della traccia del lettore master.

La prima impressione è stata che il display da 9′ pollici fosse finalmente ben sfruttato con tutte le informazioni ben distribuite e soprattutto senza un sovraffollamento generale. La sensazione generale è che hai quello che ti serve più o meno dove te lo aspetti.

Veniamo ora ai tasti di cue . Precisiamo che non sono performance pad. Sono tasti per hot cue e questo fanno. Molti si chiederanno perchè sono stati posizionati sotto il display e non sotto la jog come sulle console all in one o come in prodotti della concorrenza.

Il motivo per me è stato molto intuitivo : sono sotto il display perchè questa macchina è progettata intorno al display. Per cui sono vicino a dove è più probabile che abbia le mani quando vorrò usarli. Perchè selezionerò la traccia li sù, imposterò un loop da lì su sempre e poi l’hot cue lo avrò praticamente a portata di dito.

Altra novità il beatsync si arricchisce della funzione “Key Sync”. Questa funzione riesce a superare una differenza di + o – 2 semitoni . Riuscendo a rendere il mix più armonico. Devo dire che dopo averlo provato più volte l’algoritmo funziona veramente bene. Non si ha quella sensazione di modifica artificiale se si resta nel range.

Prima di tornare alle funzioni finiamo la carrellata sul cdj in funzione: il display al centro della jog mostra a questo punto l’artwork del brano in riproduzione, il punto in cui è in riproduzione la traccia, se la jog è in modalita vinyl o cdj, e se il lettore è in sync o in master mode.

Tornando sul display possiamo provare le funzioni BEAT LOOP, KEY SHIFT E BEAT JUMP. Per accedervi basta come sempre fare tap sulla scritta.

Il beat loop apre una serie di loop quantizzati che possono essere lanciati sempre con un tap che vanno da 1/4 fino a 32 (1/4, 1/2,1,2,4,8,16,32) battute sulla pagina 1, mentre sulla pagina due abbiamo la possibilità di avviare loop poliritmici (3/6/9 ecc).  Se non siete particolarmente entusiasti di lanciarli col touch screen potete usare i tasti fisici standard. Che però non da la possibilità di usare i loop poliritmici.

Per uscire dal loop è necessario usare il tasto fisico exit.

La funzione Key Shift permette di cambiare tonalità manualmente al brano in riproduzione. È abbastanza intuitivo il funzionamento: si apre un cursore touch sul quale potete modificare la tonalità facendo tap sulla freccia verso destra o verso sinistra. Basterà fare tap su reset per riportare il brano alla tonalità originale. Questa funzione non ha alcun comando su tasti fisici. Tranne il tasto per il key sync automatico.

Per ultimo troviamo la funzione Beat Jump. Anche in questo caso si aprirà sul display una serie di coppie di aree che tappate spostano avanti e indietro la riproduzione del numero di beat indicati. Se selezionate un valore questo rimane in memoria e può essere utilizzato anche dai due tasti fisici “beat jump” sulla sinistra del lettore.

Altre funzioni comode durante l’utilizzo sono la possibilità di richiamare le ultime tracce riprodotte premendo il tasto menu : aprirà una tendina con le ultime tracce riprodotte in ordine cronologico. Da qui si possono ri-caricare per la riproduzione sempre con tap sul titolo e tap su load.

L’accesso veloce agli shortcut con il tasto subito sotto il knob senza fine : da qui si può modificare la colorazione della waveform, il passo di quantizzazione e altri settings.

Il tasto search che permette di cercare tramite una tastiera touch screen digitando direttamente sullo schermo. Funzione che con il nuovo processore è veramente veloce.

Come sempre in casa Pioneer Dj il tutto è molto intuitivo. Perfettamente pensato per il target user di questi prodotti: non smanettoni alla ricerca della funzione più intricata ma professionisti che vogliono pochi fronzoli ma che funzionino alla perfezione e con una curva di apprendimento praticamente azzerata.

Non meno importante: la jog è migliorata sensibilmente. Oltre al feeling che restituisce il delay è diminuito di circa un quarto rispetto al cdj 2000nexus2. (25% più reattiva).

Non abbiamo potuto testare il collegamento con Rekordbox 6 in quanto il supporto sarà rilasciato oggi contestualmente all’uscita ufficiale del prodotto. In ogni caso funzioneranno da Hardware unlock e si potranno usare tutte le feature del software.

Scollegando senza alcuna precauzione la pennetta usb, il cdj entra in emergency loop finchè la pennetta non viene reinserita e la traccia ricaricata.

Pioneer Dj Cdj 3000 : considerazioni finali, valutazioni e conclusione.

Con l’escalation della concorrenza, nonostante Pioneer Dj fosse saldamente sulle console di tutto il mondo con il 2000nxs2, era assolutamente necessario per AlphaTheta rispondere al fuoco. E credo che la piattaforma Cdj 3000 arrivi dopo 4 anni non a caso.

Come sempre quando si provano i top di gamma, i flagship, dare giudizi o valutare il prodotto è sempre un discorso molto complesso. Si passa dallo spaccare il capello in quattro a trovare l’ago nel pagliaio molto velocemente.

La prima cosa da far notare è che dopo poche ore di utilizzo ci si sente già a “casa”. Pochi tap e si ha tutto sotto controllo. La curva di apprendimento è praticamente piatta.

Altra considerazione : Il Cdj 3000 non introduce certo lucine fantascientifiche, non fa il caffè (le console sono già abbastanza piene di frigoriferi di note bevande energetiche) ma è progettato per essere una piattaforma solida e robusta che garantisce al professionista un utilizzo rapido, intuitivo e stabile. La summa di tutte le tecnologie che ha introdotto Pioneer Dj nel corso degli ultimi anni, semplificata e messa a disposizione della punta del dito del professionista.

Se probabilmente chi si aspettava la versione da dj della navicella spaziale SpaceX rimarrà deluso perchè non ha trovato più tasti e lucine del necessario, sicuramente chi cercava una evoluzione del cdj 2000nxs2 troverà pane per i suoi denti e una piattaforma che garantisce ampi spazi di manovra. Poco male, il target user di queste macchine non vuole ripensare il suo modo di lavorare, vuole una macchina stabile, solida, che si veda sotto il sole, che sia moltoooo reattiva, che non lo faccia impazzire per trovare una traccia. Che abbia un workflow lineare e fluido. E in questo il Cdj 3000 riesce molto bene.

Gli hot cue sono molto comodi. Se li trovate poco reattivi è perchè avete la quantizzazione troppo alta. Ci siamo cascati durante il test. Anche se sono la parte che mi ha convinto di meno di tutto il prodotto.

Mi ha convinto molto invece la jog wheel. Il feeling che restituisce è eccezionale ed il ritardo ridotto che riportano i documenti tecnici si percepisce.

Un limite che ho trovato è che, ancora, nonostante le due cpu molto potenti che sono a bordo, il lettore non è in grado di analizzare la traccia on-board. Sarebbe molto comodo poter analizzare una traccia che si vuole suonare e che magari per emergenza o fretta non si è riusciti a passare su rekordbox. Credo che con ben 2 processori ed un totale di 6 core a disposizione uno sforzo in più in questa direzione si potesse fare già dal primo firmware.

In definitiva il Cdj 3000 non sconvolge il concetto di lettore multimediale. Semplicemente porta avanti un prodotto che andava aggiornato fornendo una piattaforma ideale. Discorso anche comprensibile da un certo punto di vista. Il professionista vuole sentirsi a suo agio.

Discorso firmware, la macchina sembra molto proficua anche dal firmware con cui ci è stata fornita. Come sempre ormai, oltre al discorso puramente hardware la differenza la fa soprattutto la capacità dell’azienda di fornire firmware stabili e funzionanti.

Il product specialist ci ha confermato che la piattaforma consentirà a Pioneer Dj di introdurre continue novità funzionali proprio grazie alla potenza di calcolo di cui questo lettore è dotato.  Per cui non ci resta che aspettare le altre funzioni che saranno introdotte.

Si affermerà come nuovo standard nei club e nei festival? Non ci resta che aspettare che il covid allenti la sua morsa e ci permetta di tornare in pista per verificarlo, però con buona probabilità direi di si. Dove oggi vediamo un 2000nxs2 presto vedremo il cdj 3000.

Consigliamo di acquistare questo prodotto? Sicuramente si se siete dj professionisti, rental, service, club ecc. Se siete semplici appassionati o dj per piccole situazioni la grande qualità audio, il workflow fluido,la stabilità e tutto quello che abbiamo scritto su questo prodotto vi faranno dimenticare il prezzo più facilmente.

È possibile fare le stesse cose spendendo meno? Si, ma non con la stessa qualità, stabilità e soprattutto immediatezza.

Il rapporto qualità prezzo è valido? NI. È un prodotto professionale senza compromessi ed è quindi difficile parlare di rapporto qualità prezzo. È come dire il forno da ristorante costa 5000€ ma il mio a casa costa 200.  Alcune soluzioni costano. Se non ne avete bisogno non è possibile giustificarne la spesa. Se ne avete bisogno il prezzo è un dettaglio. Per tanto bisogna inquadrare bene il prodotto nel settore a cui è destinato.

Il Pioneer Dj CDJ 3000 è già disponibile presso i maggiori distributori al prezzo iva inclusa di 2399€.