Pioneer Dj ci ha fornito una delle nuove console Pioneer Dj XDJ RX2, la all in one stand alone che ha rimpiazzato il vecchio modello XDJ RX. In assoluto uno dei prodotti più venduti di casa Pioneer Dj nell’ultimo anno e mezzo.

La nuova RX 2 raccoglie quindi una grande sfida con alle spalle una enorme eredità.

Chiariamo subito che questa recensione non prevede alcun confronto col precedente modello. Avrebbe inutilmente allungato la trattazione senza aggiungere nulla di valore.

Potete tranquillamente cercarvi gli articoli del 2015 e paragonarli da voi.

Si è cercato esclusivamente di portare la Pioneer Dj XDJ RX2 al limite delle sue capacità, cercando di metterla in difficoltà in ogni modo.

La Pioneer Dj XDJ RX2 è una console ALL IN ONE e STAND ALONE composta da due parti “lettore” che affiancano un mixer DJM STANDARD due canali, con 3 bande di equalizzatore per canale, effettiera pioneer dj con un setup classico, knob dedicato per ogni canale per utilizzare 4 effetti “color efx” ovvero Filtro passa banda, sweep, noise e dub echo. Al centro troviamo un vu meter che prevede 4 colonne di led, una per ogni canale, e due centrali Left-Right per il master.  Sopra il trim troviamo il selettore che permette di switchare ogni canale fra “deck” che permette di utilizzare la parte player per controllare file residenti su pendrive usb o per governare il software rekordbox dj, line o phono per la connessione di dispositivi esterni come lettori cdj e giradischi.

Il tutto è sovrastato da un bellissimo display touch screen da 7 pollici full color che introduce a numerose funzioni e modalità.

Sulla destra del display troviamo ben due connessioni USB per collegare altrettante pendrive, l’ingresso due inoltre può essere utilizzato per registrare il master in uscita semplicemente premendo il pulsante che vi è posizionato nelle immediate vicinanze sulla destra.

Sulla sinistra troviamo 4 knob dedicati all’utilizzo del microfono.

La parte “lettore” presenta una jog wheel del tutto simili a quelle dei lettori stand alone se non per la dimensione, ben 8 pad che, come vedremo più avanti hanno numerose funzioni a seconda delle modalità di utilizzo. Lo slider del pitch, i tasti play/pause e cue di classica fattura pioneer dj, un tasto “shift” che sottostà i 4 tasti classici che Pioneer Dj utiizza per la navigazione fra le tracce e all’interno della traccia (Dedicate ai più tradizionalisti visto che è possibile navigare nella traccia grazie al display touch screen direttamente con la punta di un dito), i tasti per i loop, le regolazioni per la jog ed il tasto per impostare un deck come master e l’altro come slave per il beatmatch (sync, funzione che è utilizzabile solo ed esclusivamente se la vostra libreria di tracce è stata pre analizzata con rekordbox).

Sul pannello posteriore troviamo due connettori combinati jack/XLR per la connessione di altrettanti microfoni, due coppie di ingressi su rca (classico PHONO/LINE) per la connessione di cdj o giradischi, un ulteriore ingresso AUX per la connessione di un altro dispositivo di tipo LINE, la porta usb tipo B per la connessione della console al computer, la sezione output invece prevede una uscita MASTER su connessioni bilanciate XLR , una uscita MASTER 2 su connettori sbilanciati RCA e l’uscita BOOTH per il collegamento di un impianto di monitoraggio su JACK TRS bilanciati.

Fatta questa prima descrizione esterna veniamo alla recensione vera e propria.

La Pioneer Dj XDJ RX2 ci è stata fornita in versione RETAIL quindi con la scatola uguale a quella che troverete nei negozi, è ben imballata in due ali di polistirolo e avvolta in un velo dello stesso materiale. Nella confezione oltre alla console troviamo anche il cavo di alimentazione IEC con presa Schuko (siemens) ed un cavo usb standard per la connessione al computer.

Già appena estratta dallo scatolone la Pioneer Dj XDJ RX2 si presenta molto solida e robusta, dal peso non indifferente e trasmette un notevole senso di robustezza generale.  Cosa che , sui prodotti all in one, non è sempre da dare per scontata.

A questo punto preciso quanto segue:

I test sulla Pioneer Dj XDJ RX2  sono stati condotti in studio  con due monitor KRK , ai quali la console è stata collegata tramite cavi bilanciati XLR del brand Proel Die HARD .

I riferimenti audio  per un paragone diretto sono stati presi da una scheda audio Focusrite Saffire ed una Native Instruments Audio 4 DJ.

Sono stati utiizzati sia file WAV che mp3 alla massima qualità possibile (320 Kbps).

Veniamo ora ai test.

Il primo e più semplice test condotto è stato realizzato con una semplice pendrive usb da 128gb con dei file wav ed mp3 non preanaizzati con il software Rekordbox. Classico copia incolla e inserimento della pennetta.

La console Pioneer Dj XDJ RX2 non mostra alcuna difficoltà nella lettura dei file, mostra anche altre directory (Create di proposito) dove non sono contenuti file musicali . Basta selezionare la cartella da cui si vuole leggere la musica e si è subito pronto. Si può caricare il file nel deck di sinistra o di destra semplicemente premendo i tasti 1 o 2 posti sotto il knob senza fine che permette di navigare nel browser interno.

La traccia è immediatamente pronta per la riproduzione ma ovviamente la grafica mostrata è molto scarna. Sono presenti poche informazioni e molto basiche , tempo trascorso o rimasto, titolo, l’indicazione del bpm è “abbastanza” precisa ma non sufficiente a fare un beatmatch , si deve per forza andare di orecchio e pitch.  Fluttua molto spesso anche con tracce regolari (house music, techno).  E’ possibile impostare hot cue ma non è possibile utilizzare tutte le funzioni che predevono la quantizzazione . Funzionano normalmente anche i loop anche se ovviamente la loro precisione dipende dal vostro tocco.

Successivamente la console è stata testata con una apposita playlist realizzata espressamente per il test. Pur essendo questo un magazine che segue determinati stili musicali ho voluto allargare quanto più possibile la playlist proprio per testare la console con qualsiasi tipo di traccia. Tutto questo per vedere in pratica quali strumenti messi a disposizione da Pioneer Dj potessero realmente aiutare il dj , a prescindere dal tipo di musica che andrà a riprodurre.

I brani sono stati selezionati fra diverse tracce che provengono dai vari shop online e mescolati fra diversi formati. Sempre Per rendere, a Pioneer Dj, la partita il più difficile possibile.

Come prima cosa muoversi fra le tracce presenti su una pen drive usb risulta molto intuitivo ed immediato. Si può filtrare per artista, album, traccia, chiave armonica (funzione che ho trovato particolarmente interessante) ma, soprattutto andando con il cursore su “search” ed entrando facendo pressione sul menù si apre una tastiera QWERTY touch screen che vi permetterà di ricercare ogni brano semplicemente scrivendone il titolo.

Trovata la canzone si può caricare sul deck 1 o 2 semplicemente premendo il relativo tasto disposto sulla destra del display oppure premendo il knob e successivamente selezionare il deck 1 o 2.

Sul monitor nella sezione dedicata al deck relativo si caricherà immediatamente la waveform, multicolore sulla quale potrete navigare semplicemente con la punta di un dito sfruttando il touch screen.

A questo punto il brano andrà in riproduzione e si potranno sfruttare tutte le potenzialità di questa macchina.

I pad possono essere utiilzzati per salvare hotcue (primo tasto da sinistra), fare loop immediati e precisi (tasto beatloop),sliploop , loop che vengono riprodotti finchè tenete premuto il pad e beatjump, col quale potrete saltare avanti e indietro di una due, mezza o 4 battute.

I pad sono veramente molto sensibili anche in questa modalità senza computer collegato. La personalizzazione permessa da Pioneer Dj mi ha permesso di familiarizzare subito con la macchina (si possono impostare i colori dei pad , sensibilità e quant’altro) settandola per le mie necessità.

Ovviamente tutti gli hotcue che impostate vengono salvati sul database di rekordbox e li ho ritrovati inserendo la pendrive anche su lettori cdj 2000nxs o riaprendola direttamente da rekordbox.

Inutile parlare dei tasti dedicati al transport o del pitch control, sono della solita qualità Pioneer Dj. Stesso discorso per la jogwheel, se non fosse per la dimensione non ho rilevato differenze notevoli con le jog dei cdj che da soli costano come se non più di  questa console.  O meglio le piccole differenze di sensibilità che si riscontrano non disturbano particolarmente il lavoro sulla console.

Dedico un breve paragrafo alla funzione beatsync che, su questa macchina funziona anche senza computer collegato ma richiede la preanalisi delle tracce con rekordbox. Se è vero che facilità il lavoro del dj in realtà non vi permetterà di fare un dj set se non siete in grado da voi di rispettare metrica,tempi e in generale le basi del djing.  Quello per cui è veramente da considerare una marcia in più il beatsync riguarda le funzioni avanzate della macchina.

Con i pad riesco facilmente a creare loop perfetti da entrambe i deck e a farli suonare insieme alla stregua di un sequencer, creando da zero un nuovo beat. Possono sincronizzare gli effetti ed avere una capacità espressiva live che difficilmente potrei replicare senza la quantizzazione.

Gli effetti presenti on board li ho trovati un pelo meno “aggressivi” rispetto ai loro fratelli presenti sui mixer ammiraglia della casa. Inizialmente pensavo che questa mia considerazione derivasse da una qualche forma di pre-condizionamento. In realtà dopo ben 15 giorni di test posso confermare questa tesi. Aprire un filtro sul djm900nxs2 è leggermente più “cattivo” che farlo sulla nuova xdj, Vivaio: Costa da solo più della console che ho avuto modo di testare.

L’ultima modalità di funzionamento riguarda la connessione della console ad un computer tramite cavo usb per il controllo di un software .

Ho condotto diversi test con Rekordbox DJ in modalità “performance”. Molto interessante  inoltre la facilità con cui la Pioneer Dj XDJ RX2 permetta di mixare e fare “performance” sui due deck indipendentemente dal fatto che una traccia arrivi direttamente da rekordbox o che questa arrivi dalla pendrive usb.

 

Ho mixato facilmente una traccia residente su pennetta usb con una residente su pc tramite rekordbox in modalità performance. Collegando il computer (nel caso dei test un macbook pro 2016) durante lo svolgimento del set. Non sono risultati drop audio, disconnessioni, necessità di riavvio o altro.  Molto interessante anche se si devono alternare due dj, uno che utilizza una playlist presente su drive usb ed uno che invece collega direttamente il suo computer. E’ richiesta solamente l’installazione di un driver già presente nel pacchetto di Rekordbox.

L’ultimo test ha riguardato la connessione di due giradischi al mixer interno della XDJ RX2. L’audio in uscita è risultato particolarmente brillante più che caldo.  Classico dello stile Pioneer Dj.

Traendo le conclusioni posso sicuramente dire che la Pioneer Dj XDJ RX2 è un valido supporto per chi è alla ricerca di una console che gli permetta di performare esibizioni che vadano oltre il semplice beatmatching ed i passaggi lineari fra due dischi e che per ovvi motivi non può investire gli oltre 7000 euro richiesti per una console nexus2 completa. Vi permette anche di collegare altre fonti audio. Se volete integrare dei giradischi non sarà un problema.

Il prodotto è validissimo inoltre per i numerosi dj mobile che hanno bisogno di portarsi dietro tutta o gran parte della strumentazione. Con un prodotto come questo si è pronti in pochi minuti col massimo dell’espressività che offre Pioneer Dj al momento.

Se fino a qualche anno fa le console all in one erano considerate figlie di un Dio minore . si può ormai dire che macchine come questa hanno affermato questo tipo di prodotto sul mercato.  L’audio in uscita è di livello professionale , sound di tipo club che non ha nulla da invidiare alle schede audio che ho nominato in apertura.  La gestione del microfono è di alto livello, vi permette di non avere problemi di alcun tipo durante qualsiasi tipo di esibizione. Come su un mixer classico.

Ho tenuto la Pioneer Dj XDJ RX2 in riproduzione per due giorni con una pennetta in autoplay da 128 gb (non me ne voglia Pioneer ma ho fatto solo il mio lavoro). Sono tornato a casa e lei era pronta li a fare quello che volevo

Resta solo poche domande: Vale davvero tutti i 1699€ richiesti per portare a casa vostra questa console? Se per voi l’unico standard è Pioneer ovviamente si, qualsiasi console composta da lettori indipendenti e mixer vi costerebbe di più.

E’ possibile fare le stesse cose spendendo meno? Sicuramente, soprattutto se non ritenete un problema collegare un computer al vostro setup.

La qualità generale è paragonabile alle ammiraglie Pioneer Dj? Direi “bene ma non benissimo”. Ovviamente i top di gamma hanno quella marcia in più che molte volte però fuori dai main stage dei grandi eventi è difficile trovare impianti che facciano notare la differenza.