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Vi presentiamo lo storico duo di Cork con un’intervista, una traccia in anteprima tratta dal loro nuovo album “This Bit Of Earth”, in uscita il 28 maggio,  ed uno sguardo al loro ricco passato discografico.

Se si vuol conoscere qualcosa in più su artisti, generi musicali, dischi ecc. la prima cosa che si fa, normalmente, è cercare informazioni su internet. Quando, ancora piccolo ed inesperto, non conoscevo la differenza tra tutti i sottogeneri dell’House Music, scrissi su Google: che cos’è la deep house. La prima voce rimandava a Wikipedia. Tutta la spiegazione, accademicamente accurata, si concludeva con una lista di nomi di artisti, famosi per produrre tracce “deep” di ottima qualità. Tra questi, la mia curiosità fu attratta da un nome in particolare: “Fish Go Deep”.  Svelto come una gazzella, mi precipitai su YouTube e digitai “Fish Go Deep” sulla barra di ricerca. Quel che ne uscì sarebbe destinato a diventare un tassello fondamentale del grande puzzle: un radioshow dal titolo “Go Deep Radio”, una famosissima traccia di nome “The Cure And The Cause” e tante altre compilation, immagini, titoli.

 

Ma chi sono i Fish Go Deep? Sono Greg Dowling e Shane Johnson, che dalle fredde pianure irlandesi riscaldano il mondo con i loro suoni deep, lounge, tech & jazzy da più di vent’anni. In occasione dell’imminente uscita del loro nuovo album “This Bit Of Earth”, siamo riusciti a contattarli per ottenere un’amichevole chiacchierata ed una traccia in anteprima, con qualche notizia in più sul loro nuovo disco.

Parkett è lieto di presentarvi, direttamente da Cork: Greg Dowling e Shane Johnson, A.K.A Fish Go Deep.

 

ITALIAN – ENGLISH

  • Buongiorno Greg, Buongiorno Shane, grazie del vostro tempo. Per iniziare la nostra intervista, mi piacerebbe porvi una domanda personale. Chi sono Greg Dowling e Shane Johnson prima di essere il fenomenale duo house “Fish Go Deep”?

Shane: era metà del 1990 quando abbiamo usato per la prima volta il nome Fish Go Deep. Prima di quello eravamo solo Greg and Shane, i due DJ Residents del Sir Henry’s.

 

  • Come vi siete conosciuti e come avete iniziato a fare musica insieme?

Greg: Quando mi sono trasferito a Cork ho conosciuto il fratello di Shane, per primo, e siamo diventati amici. Ho conosciuto Shane grazie a lui. Ho iniziato a organizzare una serie di serate in un club chiamato Redz e sapevo che Shane aveva una collezione di dischi rispettabile, e l’ho invitato a suonare con me. Ha funzionato! Abbiamo iniziato a suonare in un club molto più grande, il Sir Henry’s, e poco dopo si è aggiunto anche Shane. Le feste decollarono e il passo successivo era, logicamente, iniziare a produrre. Abbiamo preso un piccolo studio e abbiamo iniziato. Il resto, come dicono, è storia.

 

  • Quand’è stato il momento in cui avete deciso che la musica sarebbe stata la vostra vita?

Shane: Non credo ci sia un unico momento per entrambi. Per me, la musica è stato un elemento sempre presente nella mia vita, in tutta la mia crescita. Mio padre è un jazzista ed aveva un set stereo Hi-Fi grandioso quindi non avevi scelta se non quella di ascoltarlo mentre suonava dalla sua stanza di registrazione tutte le notti. I miei fratelli più grandi e le mie sorelle ascoltavano sempre musica. Facevano feste in casa e poi mi portavano a ballare quando diventai un po’ più grande. Era parte della mia vita di tutti i giorni. Quando ho iniziato a fare il DJ da teenager già in avanti negli anni, non potevo credere al fatto che venissi pagato per far ballare la gente. Non pensavo avrei potuto ricavarci una carriera, è solamente successo.

 

Fish Go Deep

  • Quale pensiate sia il disco che ha cambiato la vostra carriera e come è stato concepito? Qual è la storia che c’è dietro?

Greg: Non sceglierei un solo disco. Credo che abbiamo pubblicato una serie di EPs che ci hanno portato al cambiamento! Dischi che hanno realmente cambiato il tutto.  È stata un’etichetta americana molto cool a renderci famosi con le produzioni, ed avevano un enorme sistema di distribuzione. Sono fiero di quei dischi. Suonano ancora benissimo, con generi da hip-hop a Soulful House.

 

  • Sono un vostro grandissimo fan e, se possibile, vorrei conoscere qualcosa in più di due dischi che sono particolarmente significativi per me e per molta gente: “Draw The Line” e “Nights Like These”. Potete dirci qualcosa in più su questi dischi?

Shane: Abbiamo amato lavorare con Tracey [Tracey Kelliher, ndr.], la voce ed i testi sono meravigliosi. Tutte le volte che abbiamo registrato insieme in studio sono state stupende esperienze. Nights Like These non era la prima canzone che facevamo insieme, ma è stata la prima ad essere rilasciata. Uscì nel 2003 sull’etichetta londinese Inspirit e ci ha portati a lavorare al suo primo album. Draw The Line è stato concepito quando abbiamo realizzato che erano passati sette anni dal nostro album di debutto… ci siamo detti: “meglio realizzare un nuovo album!”

 

  • Scavando nel vostro immenso catalogo, possiamo vedere come i Fish Go Deep spazino tra una varietà di suoni e stili differenti. Esempi di questa ampia gamma possono essere le differenze tra “Don’t Need Me”, “Songs For Repaired Piano”, “Work True” e “Dream”. Cosa vi guida verso una strada piuttosto che un’altra quando decidete di creare un disco?

Greg: sostanzialmente seguiamo il sentimento. Non prepariamo nulla né partiamo con un idea prestabilita. Riguarda tutto la musica e dove ci porta. Odieremmo entrambi fare sempre le stesse tracce, è noioso, quindi cerchiamo sempre nuovi suoni per andare in posti dove non siamo mai stati. È semplicemente molto facile fare sempre le stesse cose quindi seguiamo il nostro sentimento più puro ed intimo quando componiamo e non ci pensiamo.

  • Siete entrambi di Cork, in Irlanda. Cosa potete dirci della scena house Irlandese? Come la descriveresti?

Shane: La scena irlandese è piccola ma il pubblico è coinvolto e riconoscibile. Siccome i clubs sono piuttosto piccoli qui, l’atmosfera è parecchio intima. Le persone devono “impacchettarsi” ballando insieme in uno spazio piccolo!

 

  • Siete stati in giro per il mondo innumerevoli volte passando i vostri dischi. Che cosa deve avere un evento per essere del vostro tipo ideale? Quale caratteristica deve avere un club per essere perfetto?

Greg: un buon sistema sonoro, dev’essere mentalmente aperto ed amichevole e dedicarci tempo nel set. Ci piace fare tutta la notte, in modo che possiamo costruire il giusto umore per trasportare le persone nel giusto viaggio.

 

  • Come vedete la scena elettronica di oggi? Che cosa pensate sia cambiato di più da quando la vostra carriera è iniziata?

Shane: è diventata un’industria globale enorme, con tutti i lati negativi e positivi di oggi. Quando abbiamo iniziato, l’idea di fare il DJ per vivere o il produttore di musica non era un’opzione né praticabile né credibile. Era un hobby, più che un lavoro. Ora puoi addirittura andare a scuole per DJs o college per produrre musica.

 

  • Siete conosciuti come i creatori del brand di parties “Go Deep Nights”. Potete raccontarci qualcosa in più?

Greg: Abbiamo organizzato eventi a Cork per 33 anni quindi abbiamo una fanbase molto fedele che ci segue dagli inizi quindi conoscono di cosa si parla. È una gioia suonare a Cork. È un insieme di generazioni unite, è molto interessante. Le nostre serate erano costruite sulla residenza. Anche se abbiamo avuto un sacco di ospiti negli anni, cosa grandiosa, le migliori nottate le abbiamo costruite intorno al nostro proprio suono.

 

  • Potete dirci quale disco credete sia essenziale nella vostra borsa, quando suonate? Sia come Fish Go Deep che come Greg e Shane

Greg: “I Need Love” di Hott Toddy & Ron Basejam, la perfetta traccia di chiusura!

Shane: C’è il lato B di una nostra release su Large records chiamata “I Cant Look”. Funziona in ogni occasione.

 

  • Quale strumento credete sia essenziale per esprimere il suono dei Fish Go Deep, parlando del vostro studio di registrazione?

Greg: è difficile… il nostro suono è un risultato ibrido di vari pezzi di tecnologia. È impossibile sceglierne una.

Shane: Abbiamo sempre amato lavorare con i campioni,  sin dai primi hardware di base anni fa con i software tipo Quanta e Melodyne. Ci sono pochissime tracce nostre che non hanno samples, anche sei in piccola parte, all’interno.

 

  • Parliamo della vostra ultima creatura: “This Bit Of Earth”. Qual è la storia dietro il disco? Come avete deciso di realizzarlo?

Shane: abbiamo iniziato a lavorarci nel 2019. Non abbiamo subito deciso che sarebbe stato un album fin quando non abbiamo notato che  qualcuna di queste tracce su cui lavoravamo “si appartenevano”, erano come fossero collegate. Quando il mondo si è capovolto nel 2020 e un’estate di viaggi e feste si è vaporizzata abbiamo avuto un sacco di tempo per lavorare sodo e fare qualcosa di realmente speciale.

 

  • Quale aspetto vorreste che le persone notassero? Quale aspetto ritenete sia quello che distingue “This Bit Of Earth” dagli altri lavori del vostro passato, come ad esempio “Draw The Line”?

Shane: è probabilmente il nostro album più personale. Abbiamo lavorato con altri artisti e altri musicisti rispetto i precedenti LP ma questo è praticamente solo su di noi due e abbiamo una idea piuttosto chiara su come volevamo suonasse dall’inizio.

 

  • Qual è il sentimento che vi ha guidato quando avete composto “This Bit Of Earth”?

Greg: Volevamo fare un album che si potesse ascoltare tutto d’un fiato e che ti portasse in giro con un viaggio, e che ogni riascolto potesse regalare qualcosa in più agli ascoltatori. Un album vero e proprio con cui tu possa passare del tempo. Speriamo di esserci riusciti.

 

  • Ascoltando attentamente la traccia da voi selezionata, siamo tutti d’accordo che è un suono che è davvero penetrante nelle nostre anime, molto intimistico. Come descrivereste questo disco ad una persona che non è fan della musica elettronica?

Shane: Back Trace Dub è ispirata da una novella chiamata “City of Bohane” di Kevin Barry. Il libro ha un’atmosfera che trasuda dalle pagine e abbiamo semplicemente cercato di immaginare il tipo di musica che potrebbe venire fuori da un bar o da una finestra quando il protagonista andava in giro di notte.

 

  • E sul futuro? Cosa possiamo aspettarci dai Fish Go Deep nei tempi venturi?

Greg: Stiamo lavorando a pacchetti di remix per l’album con diversi artisti, e lavoriamo sempre a nuovo materiale per essere sempre pronti a nuove parti del nostro viaggio musicale

 

  • Un’ultima domanda: quale consiglio possono dare due veterani come voi ai giovani che si stanno avvicinando in questi tempi al mondo della musica?

Shane: non ascoltate dei “vecchietti” come noi! Fate del vostro meglio e prendetevi del tempo per scoprire il vostro suono.

 

Ascolta in anteprima: Fish Go Deep- “Back Trace Dub” estratta per noi di Parkett dall’album “This Bit Of Earth”:

 


ENGLISH VERSION

If you want to know more about artists, music genres, tracks etc. the first thing you do, normally, is to surf the net.

When I was still young and inexperienced, I didn’t know well the differences between all the “house music” genres, so I wrote on Google: “what is deep house”.

The index redirected me to a Wikipedia page, that academically explained all the main features of Deep House and how to recognize it. The piece would end with a list of artists known to produce and release fine Deep House records. Among these artist, one name hit my curiosity harder than the others: it was “Fish Go Deep”.

Quickly as I could, I went on YouTube and wrote “Fish Go Deep” on the search bar. The results were destined to be a fix piece of the whole picture: a radioshow called “Go Deep Radio”, a famous track called “The Cure And The Cause” and many other compilations, images and titles. But who are the “Fish Go Deep”? Their names are Greg Dowling and Shane Johnson, and they’re both from Cork, Ireland. From those cold plains and cliffs, they heat the world up with warmy deep, jazzy, lounge and techy sounds from more than 20 years on. In occasion of their new album’s imminent release, titled “This Bit Of Earth”, we at Parkett decided to contact them to have a chat about their career, a track extracted directly from “This Bit Of Earth” to Premiere  and get to know more about the whole project.

Ladies And Gentlemen, Parkett is proud to present you, directly from Cork’s cliffs: Greg Dowling and Shane Johnson, A.K.A Fish Go Deep.

 

  • Good Morning Greg and Shane, thanks for your time. As to begin our interview, I’d like to ask you a “personal question”: who are Greg Dowling and Shane Johnson before being the mighty house music duo “Fish Go Deep”?

Shane: it was the mid 1990s when we first used the name Fish Go Deep. Before that we were just Greg and Shane, the two resident DJs at Sir Henry’s.

 

  • How did you two meet and decided to team up to do music together?

Greg: When I moved to Cork first I met Shane’s brother and we were friendly. I got to know Shane through him. I started doing a club night on a Thursday in a club called Redz and I was aware Shane had a decent record collection and I invited him into play with me and it worked. I started doing a much bigger club, Sir Henry’s, and Shane joined in after about six months. The night took off and the logical progression was to get into production. We got a small studio and jumped in – the rest, as they say, is history.

 

  • When was the moment when you knew that music had to be your “way of life”?

Shane: I don’t know that there was one single moment for either of us. For me, music was an ever present part of my life growing up. My father was into jazz and had a great hifi set up so you had no choice but to hear that from his room every night. My older brothers and sisters were always playing new music. They would have parties in the house and would bring me to gigs later when I was a teenager. So it was just a huge part of everyday life. When I started DJing in my late teens, I couldn’t believe that I was getting paid to play music for people. There was never a plan to make a career out of it – it just happened.

 

  • What do you think is the record that changed your career and when did it come about? What’s the story behind it?

Greg: I won’t pick one particular record, but I think when we signed that series of eps to i! Records it really changed it up. They were quite the cool label from the states and it really put us on the map with our productions. And they had great worldwide distribution. I’m still proud of those records –  they still sound great, everything from hip-hop to soulful house.

 

  • As a huge fan, if you allow me, I’d like to know more about two of your records that are particularly meaningful to me personally and to many other people: “Draw The Line” and “Nights Like These”. Can you tell us more about those records?

Shane: We love working with Tracey – her voice and lyrics are beautiful and we’ve always had a great experience with her in the studio. Nights Like These wasn’t the first song we made together but it was the first one that was released. It came out in 2003 on London’s Inspirit label and led to us working with her on our first album. Draw the Line came about when we realised it had been seven years since our debut album… we said: “better make another album!”

 

  • Digging into your immense catalogue, we can see how Fish Go Deep spaces from a variety of different styles of electronic music. Examples of this wide range could be the differences between “Don’t Need Me”, “Songs For Repaired Piano” “Work True” and “Dream”. What drives you more in a way than in another when you decide to create a track?

Greg: We very much go with the vibe. We never set out to make one particular type of tune. Its pretty much where the muse takes us. We both would hate to keep making the same record – that’s just so boring – so we are constantly searching for a new sound to take us somewhere we haven’t been before. Its just too easy to keep making the same song so we very much go with our gut feelings when composing and not over think it.

 

  • You are both from Cork, in Ireland. What can you tell us about the Irish house music scene? How would you describe it?

Shane: The Irish scene is small but crowds are knowledgeable and enthusiastic. Because clubs close pretty early here, the atmosphere can be pretty intense… people have to pack in a lot of dancing into a short time!

 

  • You have been around the World countless times spinning records for various events and parties around the globe. Which is your kind of night? What is that thing that a club or a venue has to have to be “the perfect place to be”?

Greg: A really good sound system, friendly opened minded crowd and plenty of time for the set. We like doing the whole night so we can really set the right mood and take people on a proper journey.

 

  • How do you see nowdays electronic music scene? What’s the thing you think has changed the most since the time your career begun?

Shane: It’s become such a huge worldwide industry, with all the positives and negatives that brings. When we started, the idea of making a living as a club DJ or an electronic producer wasn’t a thing. It was more of a hobby than a job. Now you can go to DJ school and production college.

 

  • You are also known to be the hosts of the amazing “Go Deep” club nights. Can you tell us more about this story?

Greg: We been running nights in Cork city for 33 years so we have a really loyal following that goes right back to the early days of house so they know their shit. It’s just a joy to play in Cork. There is such a clued up crowd which spans the generations. It’s quite amazing. Our nights were always built on the residents. While we got lots of guests over the years – which was great – but the best nights were always built around our sound.

 

  • Can you tell one record that you think is essential in your dj bag, both as Fish Go Deep and as Greg and Shane individually?

Greg: “I Need Love” by  Hot Toddy feat Ron Basejam. The perfect end of night record!

Shane: There’s a b-side of ours from a Large release called I Can’t Look. It works on any dancefloor.

 

  • Which is the studio tool that you think expresses the Fish Go Deep sound better?

Greg: that’s hard… our sound is very much a hybrid of so many bits of technology. It’s impossible to say one thing.

Shane: I’ve always loved working with samplers, from the most basic hardware units years ago to software like Quanta and even Melodyne these days. There are very few of our tracks that don’t feature at least some little sample in there.

 

  • Let’s get to your last creature: “This Bit Of Earth.” What’s the story behind it? How did it came about?

Shane: We started work on it in 2019. We didn’t really decide it was going to be an album until a bunch of tracks we were working on started to sound like they belonged together. When the world turned upside down in 2020 and a summer of gigs and travelling slipped away we had plenty of time on our hands to really work hard on it and make it something special.

 

  • What is the thing that you would like your listeners to recognize? What’s the unique perk that “This bit of Earth” has and differentiate it from your past albums like, for example, “Draw The Line”?

Shane: It’s probably the most personal of our albums. We had worked with other vocalists and musicians on our previous LPs but this one was just the two of us and we had a pretty clear idea of how we wanted it to sound from the start.

 

  • What is the main feeling that drove you when you created “This Bit Of Earth”?

Greg: We wanted to make an album that you listened to all way through and took you on a journey, and with repeated listens it revealed itself more to the listener. A proper album that you wanted to spend time with. Hopefully we achieved that.

 

  • Listening carefully to the track you selected for this article, we all agree that it’s a sound that’s a lot like “Fish Go Deep” inside our souls, in the most intimate way. Can you tell us more about this record? How would you describe It to a non-electronic music fan?

Shane: Back Trace Dub is inspired by a novel called City of Bohane by Kevin Barry. The book has an atmosphere that leaps off the page and we tried to imagine the type of music that might be coming from a bar or an upstairs window as the main character goes on a late night stroll.

 

  • And what about the future? What can we expect from Fish Go Deep in the times coming?

Greg: We are working on some remix packages for the album with different  artists ,and we are always working on new material getting ready for the next part of our musical journey

 

  • One last question: what advice two veterans like you would give to youngsters that are approaching electronic music nowdays?

Shane: Don’t listen to old fellas like us! Do your own thing and take time to find your own sound.

 

Listen to “Back Trace Dub” by Fish Go Deep, extracted for us by Greg and Shane from their new album “This Bit Of Earth” Here: