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Rebirth ci fa rivivere il meglio della dance italiana degli anni 90 attraverso “Ciao Italia. Generazioni Underground”. Ascolta con noi in anteprima assoluta il brano di Leo Anibaldi!

In occasione del Record Store Day che si celebra il prossimo 12 giugno, Rebirth Records lancia un nuovo progetto intitolato “Ciao Italia. Generazioni Underground”. Rebirth è un’etichetta discografica italianissima, in attività da molto tempo. Infatti, abbiamo già incontrato Rebirth per il suo decimo anniversario qualche anno fa.

Il progetto non è altro che una raccolta di brani che ti faranno rivivere il meglio della dance italiana. Sonorità, sentimenti ed atmosfere da ripercorrere attraverso questi brani pubblicati negli anni 90 e rivisitati oggi, in questo periodo storico così particolare.

Rebirth Records

Ma il progetto risulta interessante perché non viene impostato dalla label come un biglietto di sola andata nei ricordi più nostalgici dell’epoca. Daniele Contrini, in arte Shield, label manager di Rebirth, attraverso questa uscita, vuole comunicare al mondo che l’Italo Disco non è mai stata accantonata e che riesce a camminare pari passo con le nuove tendenze e le nuove realtà che ci sono attualmente nel nostro Paese.

Rebirth Records

“Ciao Italia. Generazioni Underground” è un tributo a qualcosa di speciale che non si limita ad essere un semplice genere musicale. Parliamo di un modo di affrontare la vita, un mood unico che si trasmette attraverso un disco, anzi due in questo caso.

Perché la raccolta di cui parliamo sarà promossa attraverso l’uscita di un doppio vinile, disponibile sulla pagina bandcamp della label.

Tra gli artisti in copertina ci sono nomi che hanno già dato un enorme contributo artistico al nostro Paese. Tra i più noti troviamo: Ralf, Alex Neri, Massimino, Andrea Gemolotto, FabriceLeo AnibaldiMBG, Leo Mas, Don Carlos, Frame, Mr Marvin, Massimo Berardi, Angelino, Key Tronic Ensemble, Ricky Montanari e altri ancora.

Ciao Italia. Generazioni underground

Tracklist

  • 01. Dj Ralf pres. Orchestra Spettacolo Cesira Sordini – Da Lord
  • 02. Aural – Desire (Fabrice 4 AM Mix)
  • 03. Leo Anibaldi – Elements
  • 04. MBG – Ore: Nove Nove (Remix)
  • 05. Morenas – Cuando Brilla La Luna (Mr. Marvin Tribal Mix)
  • 06. Dalì – A4 (A Tribute To The Highway)
  • 07. Sueño Latino – Sueño Latino (Cutmaster G Mix)
  • 08. Alex Neri – The Wizard (Club Mix)
  • 09. Stonehenge – Free (Instrumental Mix)
  • 10. Optik – Music Harmony and Rhythm
  • 11. Underground Nation Undertour Sensation – Save Me (MB Trip)
  • 12. Frame – WS Gordon
  • 13. Blue Zone – Feel The Rhythm

Bonus Digital Release

  • 01. High Tide – Time Unlimited
  • 02. Paolino & Gianni Bini – Love (Classic Mix)
  • 03. Keytronics – A Little Piano In My House (Unreleased)
  • 04. Don Carlos – I Believe In Heaven (Unreleased)
  • 05. The Montego Bay Experience – Music All Night (Unreleased)
  • 06. Sasha – Key To Heaven
  • 07. Paramour & Adrian Morrison – Transmutation (Unreleased)
  • 08. Massimo Zennaro – Luxury (Unreleased)

Oggi abbiamo deciso di esplorare “Ciao Italia. Generazioni Underground” al pieno delle nostre possibilità, offrendo la possibilità di ascoltare in anteprima assoluta una traccia della compilation e leggendo l’intervista che abbiamo fatto a Daniele.

La traccia che ascoltiamo è “Elements” di Leo Anibaldi e di seguito troverete le domande e le risposte dell’incredibile intervista.

Ciao Daniele e benvenuto su Parkett. Il tuo progetto “Ciao Italia. Generazioni Underground” ha particolarmente attirato la nostra attenzione, in quanto crediamo che attualmente la scena italiana abbia bisogno di tornare alle origini. Com’è nata l’idea di avviare questo progetto?

E’ un progetto a cui sto lavorando da più di un anno, ma la prima idea mi è venuta già a metà 2019. Rebirth aveva acquisito piano piano la sua fama e credibilità, grazie alla collaborazione con artisti internazionali e nuovi talenti, provenienti da ogni parte del Mondo, e alla creazione di un suono di qualità, credibile e molto eclettico che spaziava nelle sonorità pur rimanendo nell’ambito della musica elettronica.

Una qualsiasi persona che prendeva in mano un nostro disco non avrebbe mai pensato che potesse arrivare dall’Italia, e questo se da un lato significava internazionalità dall’altro ci aveva un po’ allontanato dalla nostra terra, dalle nostre origini.

Da poco inoltre avevo lanciato Tempo Dischi, un’etichetta creata per scoprire e ristampare classici e rare gemme italiane della scena italo disco degli anni 80, quella che alla massa è arrivata con Giorgio Moroder, Gino Soccio o Den Harrow per intenderci, ma che ha una storia ben più lunga, fatti di brani meno conosciuti ma che suonano ancora attuali, e che non volevo venissero dimenticati.

Per cui iniziai a chiedermi…perché in questo momento di confusione globale, di saturazione, di individualismo, e anche di crisi di idee, non dare spazio all’Italia. In particolare partendo da quel suono prodotto nella nostra penisola a inizio anni 90, spesso identificato con i termini Dream House, Italo House, Piano House, o semplicemente Underground, che ha lasciato il segno e ancora oggi continua a essere vivo tra dj, clubbers e cultori di nuove generazioni.

Un suono vicino alle atmosfere deep house di Chicago, Detroit e New York, ma rielaborato e ricostruito con un gusto e sapore tipico della nostra cultura, caratterizzato da robuste linee di basso, melodie accattivanti e vibrazioni sensuali.

Un periodo magico, di fermento culturale e creatività, che si rifletteva non solo nella musica, ma anche nel modo di approcciare la realtà, caratterizzato da entusiasmo, e da un grosso senso di libertà e sperimentazione.

Un periodo che io non avevo vissuto a pieno, in quanto ho iniziato a avvicinarmi a questo settore nel 1998 proprio grazie a Fabio Bacci, allora direttore artistico di una delle etichette di riferimento, la Heartbeat Records, una persona e punto di riferimento a cui devo tanto se oggi sono qui.

La compilation racchiude 21 tracce, dal sound tipico dell’Italo House, genere che caratterizzato il nostro panorama artistico agli inizi degli anni 90. In copertina vediamo nomi di spessore come Dj Ralf, Leo Anibaldi e Alex Neri. Secondo quale criterio hai scelto gli artisti che hanno collaborato alla realizzazione di questa compilation?

‘Ciao Italia’ vuole essere un tributo agli artisti che hanno scritto questa storia, e che spesso non hanno ricevuto a pieno il meritato riconoscimento, ai Dj e produttori che quasi a loro insaputa hanno fatto parte di una onda, di un movimento propulsorio che nasceva negli studi di registrazione, divampava nei club, e si propagava nei negozi di dischi, luoghi di incontro e di scambio culturale.

Nomi importanti come Ralf, Alex Neri, Massimino, Andrea Gemolotto, Don Carlos, Fabrice, MBG, Leo Mas, Paolo Martini, Ricky Montanari  ma senza dimenticare nomi che sono rimasti più nell’ombra ma che hanno dato linfa  e spessore alla musica Made in Italy come Leo Anibaldi, Andrea Benedetti e Eugenio Vatta (Frame),  Fancesco Montefiori, Paramour, Davide Rizzatti, Leandro Papa, Paolino Bova, Cesare Cerulli, Graziano Ragni, Massimo  Berardi, Massimo Zennaro e anche tutti i produttori che per esigenze di spazio non sono stati inclusi in questa raccolta.

Dietro a questo progetto c’è stato un grosso e lungo lavoro di ricerca. Grazie all’aiuto dei dj e protagonisti di quel periodo ho fatto una prima selezione musicale, annotando i brani più suonati e segnalati. Alcuni artisti hanno collaborato fin da subito, in quanto possessori dei diritti. Altri ancora si son dimostrati restii a cedere i diritti di licenza, anche se non esclusivi, e infine in alcuni casi non sono riuscito a risalire agli editori e proprietari attuali, e questo è stato molto frustrante.

Sono innumerevoli i pezzi interessanti prodotti in quel periodo che non siam riusciti a inserire per queste ragioni. Tra questi una particolare menzione a ‘Un Beso No Mata’ dei Love Quartet (Flavio Vecchi e Ricky Montanari),  U-N-I ‘Don’t Hold Back The Feeling’ prodotto da Claudio Coccoluto entrambi su Heartbeat, ma i cui diritti ora sono gestiti dalla Zyx, che purtroppo ha rifiutato la concessione dei diritti di licenza.

Claudio ha suggerito un altro brano, che prodotto nel 1998 si discostava molto come suono dalla linea musicale della raccolta. Altri due brani, Nightcommunication (Leo Mas e Andrea Gemolotto) ‘Nocturne Seduction’ e Mr. Marvin ‘Entity’ sarebbero stati perfetti, ma erano già stati inseriti in tempi recenti in altre raccolte. Altri nomi, come Franco Falsini (Open Spaces), Ivan Iacobucci, Underground Sound Of Rome, erano nella mia lista ma non siamo riusciti a raggiungere un accordo.

Parlando invece dei brani inclusi, alcuni sono dei classici (penso a Suenõ Latino, Leo Anibaldi e Optik), altri sono delle piccole perle che a dire il vero non conoscevo. Inoltre sono presenti anche degli inediti, ossia dei brani che non avevano mai visto la luce prima d’ora. Devo ringraziare la disponibilità dei singoli artisti coinvolti e di label come la DFC (Expanded) e MBG Recordings.

Inoltre c’è un grosso lavoro di direzione artistica, curato da Stupefacente Studio, che ha base a Brescia e lavora a 360 gradi tra creatività, design e comunicazione, coadiuvato dal nostro grafico Luca Sanchezlife. L’idea di connettere quel periodo con la figura rielaborata della Mascotte dei Mondiali ’90 mi è piaciuta subito, e penso sia davvero vincente a livello comunicativo.

La raccolta contiene inoltre un inserto editoriale curato dal giornalista Elia Zupelli, che ricostruisce l’affresco di un’epoca attraverso le voci dei protagonisti, fotografie, interviste, rarità. Un contenuto unico, davvero prezioso.

Le tracce selezionate per entrar a far parte di “Ciao Italia, Generazioni Underground” sono tutte incredibili. Ma quale di esse ti ha particolarmente colpito e perché?

Ognuno di questi brani ha una sua storia, e mi trasmette delle emozioni…quindi mi risulta difficile dare un ordine di importanza.

Negli ultimi anni c’è stata una diffusione massiva di generi di musica leggermente più strong, come la techno, l’hard techno etc. Con il conseguente allontanamento delle nuove generazioni da quelle atmosfere serene e sognanti tipiche della scena house. Credi che si tratti solo di “tendenze”? Oppure i giovanissimi hanno completamente cambiato il loro gusto musicale?

Penso che le mode musicali siano soggette a cicli. E se negli ultimi anni abbiamo visto una ascesa della scena più techno questo significa che nei prossimi avremo un ritorno alle sonorità più house. La musica Italo Disco e successivamente l’Italo House o Dream House se si vuol chiamare in questo modo, fanno ballare ancora oggi, e continuano ad essere fonte di ispirazione per molti.

Qualche dj importante a livello internazionale ha già da tempo iniziato a suonare brani di questo tipo nei loro set, e ha già fatto scatenare un certo interesse. Una certa scuola di djs, inglesi, tedeschi ed olandesi per lo più,  ha iniziato a proporre dei generi quasi dimenticati, e a fare della ricerca nel passato il loro cavallo di battaglia.

Tolto qualche piccolo club dove la musica fa ancora cultura, in Italia negli ultimi anni se suoni qualcosa che ha più di 3 anni sei visto come un dj di vecchio stampo che non sta al passo con i tempi. Se questo invece è fatto all’estero è considerato come cool e di tendenza.

Mi auguro che l’Italia torni presto a creare, a produrre qualcosa di ‘proprio’, ad avere una sua personalità, anche rischiando, a fare scuola e a guidare, piuttosto che inseguire mode e tendenze che arrivano dall’estero.

Ora ci focalizziamo un attimo su Rebirth Records. La tua etichetta discografica indipendente in attività dal 2006. “Ciao Italia. Generazioni Underground” è senza ombra di dubbio un progetto importante per la label, ma guardando al passato, c’è stata qualche uscita che ti ha segnato in modo particolare?

Rebirth è la storia di un amore, l’amore per la musica, incondizionato e primordiale. All’inizio caotico, compulsivo, poi trasformato in qualcosa di più maturo e razionale … Un amore che mi ha portato momenti di gioia e di dolore … specchio delle mie aspirazioni e desideri e che mi dà la spinta vitale ogni giorno.

Quest’anno festeggiamo i 15 anni di attività. Attualmente abbiamo raggiunto la  centoventiquatresima  release nel catalogo principale, più altre 70 in quello solo digitale.

Non mi piace parlare dei punti salienti dell’etichetta, ma piuttosto di un percorso, un’identità che è cresciuta e consolidata nel tempo.

Ci sono però dei dischi che a livello artistico hanno fissato momenti importanti nella storia della label, in particolare And If ‘Finest Dream’ (la prima release), NUfrequency ‘Go That Deep’ (Feat. Shara Nelson) e ‘Fallen Hero’ (Feat. Ben Onono), Tevo Howard Feat. Tracey Thorn ‘Without Me’, Bocca Grande ‘Procedere’, Butch & C.Vogt ‘The Infamous’, Wallflower ‘Say You Won’t Ever’ (Larry Heard Remix).

Siamo sicuri che l’uscita di “Ciao Italia. Generazioni Underground” riporterà alla mente di moltissimi ricordi indelebili di tempi migliori e completamente diversi da quelli che viviamo attualmente. La pandemia mondiale che ormai ci attanaglia da quasi due anni, ha gettato nello sconforto il popolo della notte che si chiede quando e come riusciremo a tornare in pista. Qual è la tua opinione in merito?

Penso che prima di questo lunghissimo periodo di stop, il mondo dei club fosse arrivato ad un momento di stallo, di saturazione e di crisi, riflesso anche del mondo in cui viviamo basato su un forte egocentrismo, e individualismo.

Ma la rinascita è sempre arrivata dopo un momento buio e difficile, come quello che stiamo vivendo, e che sta condizionando le nostre vite in tutti i suoi aspetti.

Il mondo della notte dovrebbe ripensare a come riorganizzarsi, fare una maggiore selezione, tornare con i piedi per terra per offrire un servizio migliore.

Secondo me l’importante è ripartire tornando all’istinto primordiale, a fare quello che ci rende felici, che ci piace, senza pressioni o condizionamenti.

In questo senso ‘Ciao Italia’ vuole essere una spinta per una possibile evoluzione. Vuole dare un segnale positivo, cercando di trasmettere quelle atmosfere, il senso di empatia e creatività che si respirava in quel periodo. Riviverle per qualche istante, penso possa darci una spinta propulsiva per un nuovo corso proiettato nel futuro.

‘Ciao Italia. Generazioni Underground’ è in uscita il 12 Giugno 2021 in Doppio Vinile + Inserto, e il 25 giugno in versione digitale.