sixty five − = sixty

Durante l’ultima fashion week lo stilista belga Raf Simons ha mostrato un ritorno alle origini della cultura rave, terminando la passerella con un tributo alle etichette che hanno fatto la storia della musica techno.

Non è la prima volta che su Parkett parliamo di come la moda e la musica elettronica siano sempre più legate nel lancio di nuovi prodotti e in occasioni mondane quali le fashion week.

In questa occasione vogliamo parlare di Raf Simons ed il suo ultimo show, che ha mostrato diversi rimandi ai loghi e raffiguazioni dell’etichetta R&S Records e la sua controparte “ambientApollo.

Attualmente considerato uno degli industrial designers più famosi e rinomati del panorama internazionale, lo stilista belga è da sempre vicino alla musica e il suo lavoro ne è stato influenzato continuamente. Questo legame è evidente leggendo il “manifesto” della sua opera e del suo lavoro sul suo sito:

 “A partire dalla prima collezione, musica, arte, performance, immagini e parole hanno rivestito un ruolo determinante nell’insieme, unificando o meglio clhiarificando il tipo di Mondo progettato da Ralf Simons. Attitudini, mood e proclamazioni di individualità ed indipendenza sono da sempre al centro del suo universo (ed essenziali come gli stessi abiti)”.

Questi principi hanno accompagnato le collezioni sin dai primi anni duemila, quando nelle prime collezioni si vedevano chiari rimandi alla cultura Gabber, ai tempi in voga in Belgio e in Olanda insieme a rimandi a figure storiche quali Richey Edwards dei Manic Street Preachers, Ian Curtis dei Joy Division assieme agli artwork di Peter Saville per i New Order e Joy Division che sono diventati presto il cavallo di battaglia dello stesso stilista.

L’ultima fashion week ha mostrato un ritorno al passato di Simons, porgendo tributo alle sue radici musicali ed all’edonismo della cultura rave.

Gli ultimi modelli della sfilata ne sono stati chiaramente le bandiere, indossando abiti che rimandavano ai loghi e alle immagini della R&S Records, il cui logo è stato ripreso su di una tunica bianca con un cavallo nero al centro e un triangolo turchese ribaltato ed il logo della Apollo che è apparso su una tunica bianca sovrastata da un cappotto di pelle nero.

 

 

 

Anche i fondatori delle label, Renaat Vandepapeliere e Patrick Gypen, hanno abbracciato la filosofia di Simons replicando ai reporter più maliziosi che non era prevista una particolare collaborazione tra le parti per lanciare qualche linea di moda ma “Raf ha solo chiamato per chiedere se potesse usare il logo di R&S ed Apollo”.