eleven + = twelve

Il frontman dei Prodigy, già protagonista di un’esibizione durante la Fashion Week del 2004 che venne definita “scandalosa”, al centro della sfilata di Donatella Versace durante la recente Men’s Fashion Week di Milano.

La collezione primavera-estate 2020 continua ad interrogarsi sul concetto di mascolinità e propone un’estetica forte e mai scontata. Racconta il percorso di crescita personale di un giovane uomo, che una volta maturo riesce a trovare la fiducia in sé stesso necessaria a giocare con la propria immagine.” si legge sul sito di Versace.

All’improvviso gli spettatori si ritrovano catapultati nella scena punk degli anni ’90, dove alcuni modelli rievocano la cultura punk inglese, i Prodigy e il suo frontman, Keith Flint, scomparso lo scorso Marzo.

L’uomo che osa, secondo la stilista, non è solo colui che indossa capi in pelle con occhielli, capi leopardati e denim, ma colui capace di mostrarsi indipendente e sicuro di sé.

Introdotta da Firestarter, uno dei pezzi più conosciuti e suonati dalla band, la sfilata si mostra in tutta la bellezza di un tripudio di capelli verdi, gialli, rosa shocking, arancioni e “sparati” verso l’alto, con chili di lacca e gelatina, occhiali con lenti trasparenti e un’automobile sportiva completamente sommersa da oleandri, peonie e rose staziona al centro della passerella, racchiudendo tutte le caratteristiche salienti della cultura anni ’90.

Il connubio tra il mondo punk e la moda non è cosa nuova per gli addetti ai lavori: Flint e i Prodigy già nel 2004 vengono coinvolti in una sfilata della MFW.  L’esibizione della band aveva scioccato il pubblico della sfilata, per prima Donatella Versace, che l’ha definita “scandalosa”: Flint, con una gamba probabilmente rotta durante le prove, girava per il pubblico rivolgendo atti di sesso orale esplicito ai partecipanti. Un modo particolare di lasciare il segno, senza dubbio.

Per conoscere tutti i dettagli sui The Prodigy e sulle loro origini, consigliamo la visione di “The Prodigy Evolution”.