six + 2 =

Reeko presenta sulla sua Mental Disorder ‘Dualidad’, un album di elettronica sperimentale che ha come base il concetto proprio di dualità.

Il prossimo lavoro di Reeko possiamo definirlo personale e unico, da ascoltare a occhi chiusi su una comoda poltrona. Parkett ha la possibilità di farvi ascoltare in anteprima una delle tracce. Questa volta Reeko salta fuori dalla pista da ballo, cui ci ha abituati, per entrare in una capsula che lo porterà alla scoperta del suo intricato universo sia interiore che esteriore.

Anche se il DJ asturiano è incline alla sperimentazione, con Dualidad ha fatto un passo avanti. Le tracce di questo album sono state prodotte nel modo più organico possibile, in una singola ripresa, con pochissima post-produzione. Il trip dura circa due ore divise in tredici tracce più una bonus.

ascolta anche l’altra Parkett Premiere: in anteprima il nuovo EP in uscita su Tropical Animals

L’intero album è un viaggio suggestivo impregnato di filosofia dell’Armonia delle Sfere, legato al concetto di musica e universo. È come se Reeko cercasse di riprodurre quella musica universale, quel canto delle stelle in contrasto con un suono più primordiale, immanente.

reeko

Tracklist – Dualidad

1. Dualidad 1 – 2. Dualidad 2 – 3. Dualidad 3

4. Dualidad 4 – 5. Dualidad 5 – 6. Dualidad 6

7. Dualidad 7 – 8. Dualidad 8 – 9. Dualidad 9

10. Dualidad 10 – 11. Dualidad 11

12. Dualidad 12 – 13. Dualidad 13

14. The Trip (bonus track)

La data di rilascio è il 27 novembre 2020 sulla Mental Disorder, ma in anteprima con Parkett possiamo ascoltare “Dualidad 10”, una fermata di questo viaggio che Reeko ci invita a percorrere:

Tutto l’album continua ha contrapporre il ‘rumore’ universale con un’eufonia musicale, per questo richiede un ascolto paziente, senza fretta, attento a tutte quelle sfumature costruite su strati incastrati di sequenze sonore. La dissonanza che combatte con l’armonia. Noi contro l’Universo, immersi in quelle atmosfere sideree mentre ascoltiamo il suono prodotto dai movimenti dei pianeti e degli astri, come pensava Pitagora. Ma è Cicerone che nel Sogno di Scipione ci da un’immagine perfetta per questa descrizione.

…esclamai: “Ma che suono è questo, così intenso e armonioso, che riempie le mie orecchie?”. “È il suono- rispose- che sull’accordo di intervalli regolari, eppure distinti da una razionale proporzione, risulta dalla spinta e dal movimento delle orbite stesse e, equilibrando i toni acuti con i gravi, crea accordi uniformemente variati; del resto, movimenti così grandiosi non potrebbero svolgersi in silenzio, e la natura richiede che le due estremità risuonino, di toni gravi l’una, acuti l’altra.

(Cicerone, Somnium Scipionis, libro VI del De re publica, cap. 18)

Per la cronaca: oggi la teoria della Musica delle Sfere è abbandonata. Anche se è molto suggestiva e continua a ispirare artisti, poeti e musicisti della sensibilità di Reeko.