twenty two + = twenty six

Sono passati quattro anni dall’uscita dell’Ep “Safe in Harbour” e il silenzio del progetto Vilod ha regalato un po’ di suspence ai fan più ricercati di Villalobos.

Finalmente l’attesa è finita: è uscito “The Clouds Know” nuovo EP del duo fomato da Ricardo Villalobos e Max Lauderbauer, in arte Vilod, edito da Mana, la label fondata da Andrea Zarza, curatore del British Library Sound Archive, e Matthhew Kent nel 2017. La collaborazione proficua tra questi due artisti nacque dopo il loro incontro che avvenne durante un viaggio di Loderbauer in Cile, terra nativa di Ricardo Villalobos, nel 1997. Qualche anno dopo, i due si ritrovarono a Berlino nello studio di Villalobos: l’approccio ambient, la ricerca sui suoni campionati e gli studi fatti sui sintetizzatori modulari da Loderbauer interessarono il dj cileno, che si dedicò a una nuova ricerca musicale sperimentale che unisse nuovi strumenti e sonorità ambient al suo stile minimal-techno.

Il primo lavoro firmato Vilod risale al 2011, quando i due rielaborarono del materiale dell’etichetta discografica ECM Records, delle tracce con una forte influenza jazz, sound che diventerà caratteristico elemento nei lavori successivi. Poi, appunto, si rinnova la collaborazione per l’ep in uscita su Perlon, iniziato nel 2013, con un’evoluzione, un’hip-house che lascia spazio ad una composizione libera “immersa in un’atmosfera ghiacciata” come la definirà lo stesso Loderbauer, con risultato finale l’album Safe in Harbour del 2015 che ha unito queste influenze musicali sopracitate a ritmi caldi e sensuali.

Il nuovo ep “The Clouds Know” invece, è un ulteriore step in questa ricerca sperimentale sul suono modulare e le sue sfaccettature, iniziata da Loderbauer col progetto ICM, nato con l’ingegnere del suono Tom Thiel nei primi anni 90. Il connubio di Ricardo e Max viene fuori in tutte le tracce di una tracklist caratterizzata da “tamburi spazzolati”, free jazz e musica elettronica che, come commenta Loderbauer “viene congelata in un notturno ritmico sensuale e lento. La techno rimane come un battito irregolare all’interno della bestia, il sound non è dichiarato ma è senz’altro rivoluzionario”.

Il risultato finale è un disco vario, forse non facile al primo ascolto, ma pieno di innovazione e intensità. L’album è già disponibile su Honest Jones al seguente QUI.

Tracklist:

01. Ohnesarg
02. Jazzversuch
03. Flump
04. Clop
05. Wassernova
06. Scheiss On Your Diamond
07. Schalen Geschmack
08. Rahmstar
09. Mosaic
10. Jungsstück
11. Pfaul

Martina Ballocco