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In occasione del compleanno di una delle icone più amate della musica elettronica, vi riproponiamo alcuni dei capolavori che hanno consacrato (e che continuano ad alimentare) il mito di Ricardo Villalobos.

Ricardo Villalobos è un dj e produttore che ha sempre operato al di sopra dagli schemi tradizionali, dimostrando capacità straordinarie dentro e fuori dalla consolle. La sua attività di dj e le sue abilità come produttore hanno contribuito reciprocamente a rafforzare e diffondere la sua fama in ogni angolo del pianeta.

Infatti, dai primi anni 2000 in poi, Villalobos non ha tardato a distinguersi dalla moltitudine di dj che in quel periodo iniziava una carriera divisa tra la scena ibizenca e quella europea e, proprio in quegli anni, il suo lavoro segna in modo determinante la musica elettronica contemporanea, creando un prima e un dopo all’interno del mondo della notte. Senza Ricardo Villalobos non ci sarebbe forse il clubbing per come lo conosciamo: la sua interpretazione dell’house music e della techno hanno colpito nel profondo il modo di concepire e di avvicinarsi alla musica underground.

È comunque innegabile che, a partire dalla seconda parte del 2000, la sua figura sia stata al centro di polemiche per le condizioni in cui è stato visto entrare in consolle, condizioni che ovviamente ne hanno pregiudicato la qualità delle esibizioni non risultando all’altezza. Ciò nonostante, Ricardo Villalobos non è mai entrato nel merito della polemica, vivendo la propria vita senza imposizioni esterne, senza preoccuparsi molto della sua immagine e senza scendere a patti con le ipocrisie di un sistema che troppo spesso è stato protagonista di contraddizioni e polemiche.

Ricardo Villalobos

Villalobos non scende a compromessi e la sua musica ne è la perfetta dimostrazione: nonostante l’evoluzione che il “suono RV” ha avuto in quasi tre decenni di carriera, il suo marchio di fabbrica è ben distinguibile e si riconosce facilmente in ogni sua produzione. Ovviamente, come succede per ogni artista e ogni personaggio pubblico di questo mondo, la carriera di Ricardo Villalobos è segnata da momenti di alti e bassi; ma non fatevi ingannare da un cambio sbagliato, un loop esasperato o una scelta tech-house oriented che a volte può essere stata l’unica protagonista di una sua performance: Ricardo Villalobos è molto, molto di più di questo, e ora ve ne daremo un assaggio.

Iniziando dalle produzioni più recenti, vi proponiamo subito quelle che sono le sonorità protagoniste della prima parte del 2019 di RV. La prima, il remix del brano “Time Million” di Feater feat. Vilja Lariosto, è un capolavoro che ci rimanda per la delicatezza e per la maestosità con cui si sviluppa al “Villalobos Celestial Mix” di “Everywhere Yo Go” di Mari Kvien Brunvoll. Entrambi questi remix si inseriscono nella dimensione “senza tempo” che caratterizza alcune delle produzioni di Ricardo Villalobos e che, nonostante siano percepite dal pubblico del cileno come dei classici dal momento stesso in cui vengono distribuite, possono essere suonate e ri-suonate negli anni senza perdere minimamente il proprio fascino.

“Time Million”, insieme al remix di “Behind The Mask” di Señor Coconut and his Orchestra e alla re-interpretazione delle “Devozioni Dialetali” del grande Enzo Avitabile, è una delle scelte che caratterizza i dj set di RV di quest’anno.

Un’altra composizione del 2019 di Ricardo Villalobos che vogliamo riproporvi è “Fontec“, tratta da “Mandala Move Ep” di cui vi abbiamo parlato ampiamente QUI.

Un altro grande protagonista dei dj set del cileno (ma questa volta ci riferiamo a prestazioni di qualche anno fa) è il brano “Widodo“, traccia di apertura del doppio disco stampato su A:rpia:r nel 2017.

Continuando a ripercorrere al contrario la carriera di RV ci sono altre due produzioni, entrambe risalenti all’anno 2012, che abbiamo volutamente escluso dal nostro approfondimento “Ricardo Villalobos in dieci tracce fondamentali“, ma che vogliamo invece suggerirvi qui per confrontare la versatilità e la diversità di due uscite che risalgono allo stesso anno di pubblicazione. La prima è “Hansup“, una delle tracce più suonate nei suoi show, distribuita da Dorian Paic su Raum…musik.

Il secondo brano del 2012 che vi proponiamo invece, si muove su una dimensione completamente diversa. Si tratta di “Any Ideas“, produzione più “onirica” rispetto al carattere dancefloor-friendly di Hansup.

Un’altra icona che identifica la complessa personalità di Ricardo Villalobos è sicuramente il controverso e discusso “Fizheuer Zieheuer“, ep che si compone di un’unica traccia divisa in due lati (A e B ) della durata di circa 15 e 22 minuti nella versione vinile, mentre il CD presenta “Fizheuer Zieheuer” di 37 minuti come primo lavoro e “Fizbeast” di 35 come secondo. “Fizheuer Zieheuer” è il risultato della sperimentazione e della continua ricerca di Ricardo Villalobos, una ricerca che spazia in tutte le direzioni e che consegna ai fan degli ep non sempre sono di facile interpretazione.

All’interno di uno degli album più belli di Villalobos, “Thé Au Harem D’Archimède“, si nasconde un capolavoro di rara bellezza come “True To Myself“, composizione che vede la speciale partecipazione di Cassy. “True To Myself” accompagna l’ascoltatore in un mondo sublime fatto di basso, voce e pianoforte: ogni elemento della traccia infatti, oscilla in una dimensione che si inserisce perfettamente tra house music e jazz.

La consacrazione definitiva di Villalobos avviene nel 2003 e coincide con l’uscita di uno dei suoi LP più famosi, ricercati e amati, il numero 83 del catalogo Playhouse intitolato “Alcachofa“. L’album d’esordio di Ricardo Villalobos è quello che contiene lavori del calibro di “Dexter”, “Waiworiano” (nella versione CD o tools), “Easy Lee” “Y.G.H” e “Quizas”. Tra questi, abbiamo scelto di farvi riascoltare una di quelle tracce che immergono l’ascoltatore all’interno dell’universo RV già a partire dalla prima nota: si tratta infatti di Easy Lee.

Concludiamo questa rassegna dei maggiori successi recenti (e passati) di Ricardo Villalobos con uno dei brani più iconici della prima parte della discografia di Perlon e del Ricardo Villalobos pre-Alcachofa, “Frank Muller Melodram“. Il brano è una delle massime manifestazioni di sensibilità del cileno ed è stato inserito anche all’interno della versione “CD mixes” della mitica compilation “Superlongevity 2” della label fondata da Zip e Nikolai.