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Il duo di Glasgow, Slam, annuncia “Machine Cut Noise”, nuovo album in uscita con la Soma Records. In anteprima su Parkett una traccia e una selezione di tracce che li ispirano particolarmente.

Gli Slam, storico duo scozzese al venticinquesimo anno di carriera, tornano con un nuovo album, il sesto, denominato “Machine Cut Noise” ed uscirà sia in formato vinile che digitale. Le date di uscita saranno, rispettivamente, domani 28 ottobre e venerdì 9 dicembre.

Stuart McMillan e Orde Meikle hanno ideato e composto gli undici brani di “Machine Cut Noise” in viaggio, precisamente in contesti come aeroporti, camere d’albergo e altri luoghi dove hanno avuto modo e possibilità di assecondare i guizzi d’ispirazione che colgono musicisti come loro che si ritrovano frequentemente on the road. E’ un album scuro e dal suono pulito, con un respiro molto evocativo.

Machine Cut Noise” sarà rilasciato con Soma Records e avrà come codice il 114, a riprova della grande attività e longevità di questa etichetta, fondata nel 1991 dagli Slam stessi.

Per addentrarci meglio nei suoni che rappresentano i due autori di “Machine Cut Noise“, segnaliamo dieci tracce che McMillan e Meikle considerano un po’ come dei capisaldi musicali, a descrizione del loro background e della vibe che più li ispira. Ogni traccia è stata scelta per un motivo, c’è un evidente amore per la musica ambient che si riflette inevitabilmente nelle loro produzioni, e sono proprio i due producer a dirci qualcosa a riguardo (riportato tra virgolette).

Skee Mask – “Everest”

“Siamo grandi fan di questi ragazzi. La loro musica è solitamente sublime e piuttosto esoterica. Questo brano in particolare è molto ipnotico, con delle percussioni ‘dubby’ molto belle.”

Boards of Canada – “Tomorrow’s Harvest”

“Credo che questo album abbia tre anni ma ancora suona alla grande. E’ elettronico ma ha una certa ‘organicità’ che costituisce una felice pausa da quello che di solito suoniamo ed ascoltiamo, che è generalmente una techno piuttosto militante.”

Lucy – “Estragon”

“Siamo grandi fan di questo producer italiano. Devo dire che è la sua traccia che preferiamo. Molto ipnotica. Faceva parte di un grande album della Stroboscopic Artefacts, “Stellate”, di qualche anno fa.

Aleksi Perälä – Hydrophobic Effect

“Abbiamo collezionato tracce di Aleksi Perälä per un bel po’ di tempo. Amiamo il suo suono e crediamo abbia uno stile piuttosto unico. Molto spoglio e sincopato. E’ stabilmente nelle nostre sessioni di warm up, nonchè nelle playlist che ascoltiamo in viaggio.”

Isorinne – “Reality is What You Can Get Away With”

“Questa traccia è come una versione all’Europea old-school di un qualcosa che viene da Detroit. Molto spettrale e ossessionante.”

Tangerine Dream – “Movements of a Visionary”

“La nostra traccia preferita dei tedeschi Tangerine Dreams. Questa è avanti di anni e anni. Un viaggio di armoniche e droni.”

King Tubby – Presents The Roots Of Dub

“Di King Tubby ci sarebbero un bel po’ di grandi album da cui andare a pescare. Per il momento abbiamo selezionato questa. Amo il modo in cui questi maestri del suono usano lo studio come strumento musicale, e lo ‘Space Echo’ è senz’altro uno di nostri giocattoli preferiti. Questa musica è tutta basata sull’atmosfera e sul giocare con la mente dell’ascoltatore, che è molto simile a quel che avviene con la techno moderna in questo periodo.”

Kraftwerk – “The Man-Machine” (album intero)

“I Kraftwerk sono l’archetipo della dance music moderna! Molto pura, disciplinata e clinica. Siamo stati abbastanza fortunati ad ottenere i biglietti per l’esibizione di due anni fa al Tate Modern e siamo rimasti estasiati nel vederli nuovamente in quest’ultima tornata di esibizioni. Suoneranno anche a Glasgow.”

Forbidden Planet Soundtrack – a) Main Titles – Overture – b) Giant Footprints In The Sand

“E’ una scelta insolita ma ci siamo imbattuti in questa traccia guardando un documentario sulle colonne sonore. E’ un esempio datato di musica elettronica, fatta negli anni ’50 da Babe e Lious Barron, entrambi sperimentatori new-yorchesi. E’ affascinante poter sentire un esempio di musica elettronica così remoto nel tempo. Ha anche qualcosa di buffo sapere che le colonne sonore dei film Sci-Fi sono la radice di ciò che noi ascoltiamo oggi.”

Oubys – Resurrection

Siamo grandi fan di Oubys. Credo vengano dal Belgio. Questo lavoro è molto melodico e ‘texturale’.”