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La nostra partnership con SONÜS MUSiK ci ha condotti di nuovo negli oscuri meandri dell’Hoxton Hotel di Roma lo scorso venerdì 10 febbraio.

Le aspettative sono sempre altissime, quando si tratta di questo tipo di eventi, così unici e poliedrici nel loro genere. Se le aspettative sono state confermate, dove siamo rimasti sbalorditi è stata nell’analisi della capacità di cambiare che i ragazzi di SONÜS MUSiK hanno impresso nel loro format.

Immaginavamo sarebbe stata una serata come le precedenti, con la sfavillante selezione minimal ed elettronica che caratterizza i venerdì notte all’Hoxton Hotel. Non credevamo che sarebbero stati capaci di essere così camaleontici come lo sono stati questa volta.

Lorenzo Dada, Aniki e Nu Soul City (questa volta “tra amici” senza guest esterne) hanno prima di tutto cambiato il loro ordine di apparizione: prima di tutto, è stato il turno di Lorenzo Dada, con la sua apertura.

Da lì abbiamo capito che la serata avrebbe preso una piega diversa: l’Hoxton Hotel ha iniziato ad essere squassato dalle fondamenta con una cassa prepotente, che non ha risparmiato accessi melodici ma ha concentrato tutto in una potenza di fuoco percepita interamente nel petto dei partecipanti.

Arriva quindi il turno di Gabriele e Tiziano (Nu Soul City, di cui vi abbiamo parlato qui), che hanno seguito la traccia del predecessore e, anche loro, hanno martellato per bene la pista, senza risparmiare nessuno e gettando qua e là qualche classico della loro selezione.

Arriva quindi il turno dello speciale set di Aniki: speciale perché, oltre i consueti astanti, i curiosi e i novizi dell’Hoxton Hotel, c’erano anche i suoi amici più stretti. L’8 febbraio, Aniki ha celebrato il suo compleanno, e questa serata portava con se tutta l’energia del momento.

Aniki imprime una decisa svolta melodica alla serata, indulgendo in note più funky ed allegre, senza tuttavia staccarsi troppo (anche se parecchio) dalla “firma” delle serate SONÜS MUSiK..

E dato che Andrea Aniki è il nostro festeggiato, e il compito è quello di farvi conoscere per bene tutti i protagonisti di queste notti, vi lasciamo qui due chiacchiere con il nostro DJ, a cui gli anni passano ma non intaccano lo smalto.

SONÜS MUSiK

Ciao Andrea, benvenuto su Parkett Channel e grazie del tuo tempo. Inizio subito con una domanda tranquilla e un po’ intima, per entrare in confidenza. Chi è Andrea, prima di diventare DJ Aniki?

Ufff… Domanda complicata direi, molto profonda, provo a risponderti sinteticamente perchè se no faremo notte.Un sognatore un appassionato un curioso, un grande amante della vita e delle emozioni che essa da.

Come nasce la tua passione per la musica?

Nasce semplicemente nell’ascoltare, ho sempre passato tanto tempo con la musica
Qual è stato il momento in cui hai capito che la musica sarebbe stato il tuo mestiere?
Quando cominciai ad avvicinarmi al mondo dell’house music le sue sonorità il tipo di feste (spettacolari),il pubblico, insomma quel mondo, da li partì tutto, molto tempo fa

Raccontaci i tuoi esordi. Quando c’è stato il battesimo di fuoco di Aniki e dov’eri? Cos’hai provato in quel momento?

Credo che gli esordi ci accomunino un po’ tutti, feste con amici, feste private, piccoli club, aperture per djs già affermati… Mi battezzarono al Cocoricò (RN), lo ricordo come fosse ieri, una grande confusione di emozioni un ‘MIX’ direi, forti, contrastanti.Fu la mia prima volta in un VERO club anzi nel Tempio dell’elettronica, suonai per più di 4 ore e fu grandioso, ricordo che mi scaparono 2 lacrime a fine set (fortunatamente nascosi bene l’emozione).

E oggi? Cosa provi? È cambiato qualcosa nel tuo rapporto con la consolle?

Nulla è cambiato anzi… sono sempre lo stesso appassionato e divertito ‘JOVANOTTO’ di allora.

Come descriveresti il tuo suono? Quali sono le caratteristiche che meglio esprimono le tue sfaccettature musicali?

Una fluttuazione attraverso vari generi mantenendo sempre una certa omogeneità sonora.-Caratterizzato da sfumature House, Techno, Cosmic&Balearic

Da dove trai la tua ispirazione? C’è una persona, un artista, un amico o una particolare sensazione che ti guida quando crei o quando suoni?

L’ispirazione viene da dentro e dal tuo bagaglio musicale dove vai ad attingere.-In passato ho tratto ispirazione da vari djs&producers te ne cito solo alcuni, Dionigi&Baldelli, Sauro Cosimetti, Ralf, Danny Tenaglia, Deep Dish, Sasha e Jon Sa Trinxa

C’è un pezzo, una particolare tecnica, un particolare momento durante una festa, che ti “trasporta” in un altro mondo o preferisci essere tu la fonte dell’estasi artistica di un set perfettamente riuscito?

Un pezzo no,ce ne sono svariati ogni festa ha i suoi ritmi, tempi. Preferisco essere Io in sinergia con con i miei dischi e il pubblico che ti assicuro ti travolge con la sue vibrazioni…questa è Estasi!

Raccontaci un particolare momento della tua carriera. Parlaci della tua performance che ricordi più volentieri, e poi di quella in cui hai avuto più difficoltà. Come te la sei cavata, in entrambi i casi?

Molto bello, fu la mia prima volta in radio, feci un set nel programma di Miguel Garji ad Ibiza Global Radio, nello stesso tempo fu molto difficoltosa, nn sapevo una parola di spagnolo all’epoca, non conoscevo i tempi radiofonici…. fu un po’ comica, però me la sono cavata, quando sei alle strette qualcosa inventi.
E ora, facciamo un giro nella tua borsa dei dischi: una traccia “floorfiller”, una traccia di apertura, e una di chiusura, da passare quando il sole sta sorgendo.
qui la lista si fa lunga,menomale me ne chiedi solo 3, voglio darti quelli che in questo momento mi piacciono molto, (Floorfiller) Indubbiamaente un misterioso remix di Britney Spears ‘Toxic’, Hame Compathy ‘Hushed’, Valerie Dore ‘Get Closer’ Tiger&Woods rmx.

Cosa possiamo aspettarci questa sera da Aniki?

Buona energia, allegria e divertimento.

E ora, un’ultima domanda: se un “jovanotto”, come direbbe il tuo amico Gabriele Manzi, venisse da te e ti chiedesse un consiglio su come diventare un DJ, e come affermarsi in questo settore, cosa gli diresti?

Alle Jovanotte e ai Jovanotti il consiglio di lavorare duro, studiare molto, ascoltare tanto questo apre orizzonti (non solo elettronica) e di cercare la loro strada sonora, non basta mettere a tempo due dischi.