six + one =

Tita Lau è una cometa in rapida ascesa all’interno del panorama elettronico. Dopo aver calcato alcuni degli stage più importanti al mondo, ci racconta la sua storia e il valore dell’essere donna all’interno di un mercato musicale (ancora) troppo poco inclusivo.

Si, avete letto bene: Tita Lau è la DJ di cui avevamo bisogno. In relativamente poco tempo, l’artista è passata dall’essere una giovane star di X Factor UK a DJ internazionale in grado di calcare stage di caratura mondiale (giusto per citarne alcuni, l’HÏ di Ibiza o, ancora, quello del Future Music Festival). Insomma, stiamo parlando di un’artista che di musica ne ha masticata tanta. Come ci racconta nell’intervista, la DJ ha anche collaborato a nuovo brano con James Hype (co-produzione di tutto rispetto considerando che la sua carriera da producer è cominciata solo nel 2020).

Ma Tita Lau non brilla certo di luce riflessa. È “l’artista di cui abbiamo bisogno” perché, almeno con noi, si è esposta sottolineando quanto il mondo della musica sia ancora troppo poco inclusivo nei confronti delle donne. Ed è giusto che se ne parli, che qualcuno lo dica – finalmente.

Ciao Tita, benvenuta su Parkett! Vorrei parlare del tuo background musicale. All’inizio della tua carriera da produttore, hai usato la tua voce come base su cui costruire i ritmi. Ci sono differenze tra il lavorare come cantante e come producer?

Ehi! Piacere di conoscervi! Wow, bella domanda! Canto ancora in tutti i miei dischi, le due cose vanno di pari passo per me. Amo produrre voci: è una delle mie parti preferite.

Quando cantavo per altri artisti prima di realizzare i miei dischi, stavo in studio per ore e ore ed ero affascinata dall’intero processo di creazione di una canzone. Ho sicuramente imparato molto in quei tempi.

Tita Lau ha intiziato a produrre nel 2020, in piena pandemia. Quanto tempo hai dedicato a fare musica in quel periodo?

Era così strano avere così tanto tempo a disposizione. Prima della pandemia, avevo residenze come DJ in tutto il paese, oltre a cantare per altri produttori e lavorare nella caffetteria di mia sorella. Il dovermi fermare mi ha davvero dato il tempo di concentrarmi su me stessa.

Ho deciso che fosse giunto il momento di creare la mia musica e concentrarmi sull’essere artista a pieno titolo. Nella prima settimana di lockdown ho finalmente avuto il tempo di finire il mio studio casalingo e da allora ho iniziato a trasmettere in live streaming e a fare musica!

Tita lau

Tita Lau. ©️ Foto Ufficio Stampa

Hai lavorato come cantante con famosi DJ come Patrick Topping e Anton Powers. Com’è stato lavorare con loro?

Sono orgogliosa che la mia voce sia in una delle canzoni di Patrick Topping, adoro davvero quello che sta facendo con la sua etichetta Trick”; sarebbe fantastico avere una produzione pubblicata da lui un giorno!

In realtà ho registrato la canzone di Anton Powers circa un anno prima che venisse pubblicata, quindi quando ho saputo che sarebbe uscita è stato davvero fantastico.

È pazzesco perché ho sentito la mia voce ovunque quell’estate, ma nessuno aveva idea che fossi io (ride, ndr)!

Riguardo ciò, quanto è importante la musica che ascolti per creare il tuo suono?

Si sono sempre super influenzata dalla musica che ascolto. Adoro i vecchi brani rave degli anni ’80/’90, e puoi davvero sentire la loro influenza nella mia musica, specialmente nelle linee di basso.

Adoro una linea di basso acido. Amo anche gli artisti rock degli anni ’80 come Pat Benatar e Blondie. Quelle voci così dure che ti arrivano dritto in faccia sono ciò che ha ispirato la mia canzone “Never Getting Enough“. Volevo che suonasse come un campione, quindi ho cantato immaginando cosa volessero esprimere attravero quei suoni. Ci ho creato intorno una nuova melodia: è stato molto divertente.

Tita Lau ha raggiunto i 7 milioni di stream con la canzone “The Sequel“: è un traguardo importante per la tua carriera. Come ti senti ad essere tra le headliner più promettenti della scena elettronica?

Grazie, sono lusingata! “The Sequel” è un brano iconico, l’ho pubblicato durante il lockdown in un momento in cui la musica da club era quasi completamente ferma. Non c’era nient’altro di simile e non ero sicura di come si sarebbe stata percepita, ma ha avuto un grande successo e non posso che essere orgogliosa di tutto questo!

È incredibile essere tra così tante donne straordinarie che lottano contro il pregiudizio all’interno dell’industria musicale, non vedo l’ora di collaborarci assieme.

Ho ricevuto così tanti messaggi da ragazze che sono all’inizio del loro viaggio come DJ e dicono di voler essere come me; mi rende tanto felice perché sentono che l’industria musicale è un posto a cui possono aspirare e farne parte. Stiamo ancora aprendo la strada e lottiamo per il posto delle donne all’interno di questo mondo: vogliamo ancora più inclusività per le future generazioni di DJ!

Tita lau

Tita Lau. ©️ Foto Ufficio Stampa

Ti sei esibita all’Hï di Ibiza, al Future Music Festival e al NOA. Quale pensi sia lo stage più complesso in cui hai suonato?

Non riesco letteralmente a credere che il mio primo set in assoluto a Ibiza sia stato nel club numero uno al mondo! È stato il mio primo set di 3 ore, e per circa una/due ho suonato all’aperto, fino alle 3 del mattino. È stata un’esperienza davvero speciale.

Ho lavorato molto sui miei set, ma per questo in particolare ho scavato ancora più a fondo nella mia libreria musicale proponendo canzoni per cui ho una grande passione, ma che non sempre ho il tempo di suonare.

È stato fantastico, probabilmente uno dei migliori set che abbia mai fatto. È stato un po’ più complesso di un set di power hour, a cui sono abituata. Detto questo, cercare di adattare tutte le canzoni che vuoi suonare in un’ora non è un compito facile!

Il Noa è stata una situazione  assolutamente pazza e divertente, la folla era SELVAGGIA e c’erano  tantissime vibes positive! Al Future Music Festival ho suonato molto tardi rispetto ai miei standard – penso fossero le 4 o alle 5 del mattino – quindi c’era un’energia completamente diversa rispetto all’ Hï o al Noa. Sono andata un po’ più pesante con le mie scelte musicali, sapevo che il pubblico poteva gestire quel tipo di sonorità. In verità mi sento di dirti che ogni stage è complesso a modo proprio.

Un festival in cui mi piacerebbe davvero suonare in futuro è sicuramente il Kappa Futur Festival. Ogni anno lo vedo nei video di tutti e sembra davvero stupendo!

E riguardo al futuro.. Ci sono nuovi progetti musicali all’orizzonte?

Ho un nuovo singolo in uscita su Solotoko con James Hype, il seguito di “Disconnected“, chiamato “Back 2 Basics”, che uscirà molto presto.

Tita Lau


ENGLISH VERSION

Nice to meet you Tita, welcome on Parkett Channel! I’d like to talk about your musical background. At the beginning of your producing career, you used your vocals as a foundation to build beats on. What are the differences between working as a singer and as a producer?

Hey! Nice to meet you, Parquet! Wow, good question! I still sing on all of my own records, the two go hand in hand for me. I love producing vocals, it’s one of my favourite parts.

When I used to sing for other artists before making my own records, I’d be in the studio for hours and hours, and I was fascinated by the whole process of what goes into making a song. I definitely learned a lot in those times.

You started making music as a producer in 2020. The pandemic situation was incredible. How much time did you spend making music during that time?

It was so strange to have so much time. I had DJ residencies all over the country as well as singing for other producers and working at my sister’s coffee shop, so for the whole world to halt really gave me time to focus on myself.

I decided it was time to make my own music and focus on being an artist in my own right. In the first week of lockdown I finally had time to finish my home studio, and I started live streaming and making music from then!

You have worked as a singer with famous DJ such as Patrick Topping and Anton Powers. What do you remember about those moments? Who best captured your musical personality?

I’m proud my vocals are on one of Patrick Toppings songs, I really love what he’s doing with his label ‘Trick’, would be awesome to have a song signed to it one day!

I actually recorded the Anton Powers song about a year or so before it got released, so when I heard it was coming out was really cool. It’s crazy because I heard my voice everywhere that Summer but no one had any idea it was me!

You also published for Tomorrowland Music: I refer to the song “Rock & Roll“. How important is the music you usually listen to in making your sound?

Ah yes I’m always super influenced by music I listen to. I love old rave tunes from the 80s/90s, which you can really hear in my music, especially in the basslines. I love an acid bassline.

I also love 80s rock artists such as powerhouses Pat Benatar & Blondie, the raw in your face vocals are actually what inspired my song “Never Getting Enough”.

I wanted it to sound like a sample, so I sang what I imagined they would have back then, sampled it and created a new tune, was loads of fun.

Tita Lau

Tita Lau

You reached 7 million streams with the song “The Sequel”: that’s an important goal for your career. How do you feel about being at the forefront of exciting new female DJ/producers?

Thank you, I’m flattered! The Sequel is so iconic, I released it during lockdown at a time where club music was kind of on hold, there was nothing else like it, and I wasn’t sure how it would connect, but it did, and I couldn’t be more proud!

It’s amazing to be amongst so many amazing women absolutely killing it in the music industry, I can’t wait to do some collabs. I’ve had so many messages from young girls who are at the start of their DJing journey who say they want to be like me, which makes me so happy that they feel the music industry is a place where they can belong.

We are still paving the way and fighting for women’s places on line-ups and inclusivity for the future generations of DJs to come!

You have announced that you’ll be playing at HI in Ibiza, at Future Music Festival and at NOA. What do you think is the more complex stage? Is there a festival you would like to play in the future?

I literally can’t believe my first ever set in Ibiza was at the number 1 best club in the world! It was my first 3 and a 1/2 hour set playing from open until 3am, which was a really special experience.

I put a lot of work into my sets but this one in particular I delved deeper into my music library with songs I have a massive passion for but don’t always have time to play to curate a set that really built the room smoothly. It was amazing, probably one of the best sets personally I’ve ever played.

So for me it was a little more complex than a power hour set which I’m more used to playing. That being said, trying to fit all the songs you want to play in an hour isn’t an easy task!

Noa was absolutely insane, and so much fun, the crowd were WILD and just absolute vibes! Future Music festival was a super late one for me, I think I was on at 4 or 5am, so a completely different energy from Hï and Noa.

I went a little heavier with my music choices, I knew the crowd could handle it, absolute vibey 5am gang. So I guess I’d say they’re all complex in their own way.

A festival I’d really like to play in the future is definitely Kappa Futur festival. Every year I see it on everyone’s videos and it looks so good!

And about your future.. Do you have some musical projects?

I have a new single coming out on Solotoko with James Hype, the follow up to “Disconnected”, called, “Back 2 Basics“, which will be coming out very soon.