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Le autorità statunitensi confermano la decisione del 2018. Si parla di un aumento del 44%.

ll diritto d’autore permette ad artisti, etichette e editori di avere un certo controllo sull’utilizzo delle proprie opere. È una forma di tutela sulla creatività. Tuttavia, i ricavi derivanti dai diritti pagati dallo streaming ai musicisti sono più scarsi rispetto a quelli derivanti da altri supporti.

Nel 2018 Il Copyright Royalty Board (CRB), sistema statunitense composto da giudici nominati dal Congresso americano, aveva stabilito che il tasso sarebbe dovuto aumentare nei prossimi cinque anni, come riportato nell’inchiesta di Variety QUI.

Recentemente, dopo 4 anni, il CRB ha stabilito che le piattaforme di streaming pagheranno un tasso di royalty meccanica del 15,1% dal 2018 al 2022. Un aumento del 44% rispetto al tasso precedente: 10,5% per il periodo 2013-2017.

L’aliquota del 15,1% venne stabilita per la prima volta nel 2018, ma è entrata in vigore nel 2022 perché nel 2019 i giganti dello streaming, tra cui Spotify, Google, Amazon e Pandora fecero ricorso in appello.

Secondo il verdetto finale, i servizi di streaming dovrebbero pagare i diritti d’autore arretrati dall’inizio del ricorso, ma la tempistica esatta è ancora da definire. Sembra proprio che i big dello streaming stiano cercando di temporeggiare.

“L’aumento retroattivo per i cantautori americani dovrebbe essere versato entro sei mesi dalla definizione del verdetto, ma i giganti dello streaming hanno chiesto di prolungare i tempi, cosa a cui ci opponiamo fermamente”

Queste, sono state le dichiarazioni di Bart Herbison, direttore esecutivo della Nashville Songwriters Association International.

In una vittoria per i servizi di streaming, il consiglio ha deciso di limitare la percentuale dei ricavi delle etichette e di introdurre pacchetti, come abbonamenti e piani famiglia.

Entro la fine del 2022 il CRB dovrà stabilire il tasso di royalty per il periodo 2023-2027, tenendo conto delle pressioni della National Music Publishers’ Association (NMPA), la quale spinge per il 20%. Per rimanere aggiornati su tutte le news vi invitiamo a cliccare QUI.

 

Paolo Russo