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Kappa FuturFestival: l’Italia del domani

Si è conclusa la nona edizione del KAPPA FUTURFESTIVAL, prodotta da Movement Entertainment, dedicata alla musica elettronica e arti digitali che, da venerdì 1 a domenica 3 luglio, ha portato a Torino oltre 85mila appassionati di club culture provenienti da 105 nazioni diverse.

Un’edizione da record, l’ultima del Kappa FuturFestival, dopo due lunghissimi ed estenuanti anni di stop dovuti alla tanto nota quanto odiata pandemia. Ancora una volta, il Kappa si rivela una manifestazione culturale tra le più internazionali d’Italia: una grandissima varietà di persone provenienti da tutto il mondo ha infatti partecipato a questo grande e ormai consolidato evento

Da mezzogiorno a mezzanotte, 70 Dj si sono alternati sui 4 palchi – Dora stage, Jäger stage, Futur stage e Latz stage – dislocati nel Parco Dora, per 36 ore di musica. Leggende come Carl Cox, Jamie Jones e Martinez Brothers, figure ormai abituali per il Festival, e lo stesso pioniere della musica house Danny Tenaglia, si sono esibiti durante questi giorni di musica e divertimento. Non solo, nell’edizione di quest’anno ci sono stati anche diversi nomi nuovi. In primis quello di Diplo: uno dei dj/produttori di maggior successo su scala globale, capace di combinare pop futurista ed underground. Ma è da sottolineare anche la presenza di nomi come Micheal Bibi, Pawsa o Dennis Cruz: talenti in fortissima ascesa, a dimostrazione della grande attenzione verso lo scouting sui nuovi protagonisti della club culture.

Una programmazione sempre più sfaccettata che quest’anno accosta nomi affermati della console – tra cui Ricardo Villalobos, Solomun, Tale Of Us a act visionari e avanguardisti, come quello di Four Tet.

Ph: Davide Dusnasco

Ma perché tutto ciò funziona così bene? Per la riuscita dell’evento, Kappa FuturFestival si avvale di 250 fornitori e oltre 1000 collaboratori. Tra questi troviamo il gruppo Pioneer Dj, uno staff incredibile che affianca il team Kappa in ogni istante, garantendo una serietà professionale senza precedenti. Se è vero che un top dj necessita di una personalità artistica spiccata e determinata, senza la quale non potrebbe esibirsi sui migliori palchi al mondo, è altrettanto vero che senza una valida strumentazione alcun dj set di un certo livello sarebbe possibile, nemmeno per il Solomun di turno.

Le consolle targate Pioneer sono ormai le più utilizzate al mondo ed è inutile stare qui a porsi troppe domande. Se un prodotto è di massima qualità, questo parla da sé. I nuovi CDJ – 3000 appaiono come astronavi pronte al decollo, grazie alle quali il dj non deve fare altro che accendere la propria creatività.

Kappa

Ph: Dan Reid

Al termine di ogni performance, lo staff invitava le persone presenti sui palchi a scendere per permettere il cambio di consolle. Questo perché ogni artista esige una propria configurazione degli strumenti, e la società multinazionale giapponese – specializzata in prodotti di intrattenimento digitale – permette anche questo.

Kappa

Ph: Dan Reid

Lo staff del Kappa ci è apparso molto concentrato e sempre sul pezzo; tutto è sembrato andasse per il verso giusto, a differenza di quanto accaduto nel precedente evento tenutosi nel napoletano, organizzato dal dj casertano Joseph Capriati. Lì abbiamo riscontrato numerosi problemi, in una città ancora succube di certi personaggi più legati all’apparenza che al contenuto. Se Napoli non ha risposto alla chiamata del suo tanto bravo quanto noto compaesano, non possiamo dire lo stesso di Torino. Certo, la città potrebbe rispondere ancora meglio ad un festival del genere. Non mancano problematiche legate ad esempio alla situazione spostamenti e mezzi di trasporto (taxi ancora troppo pochi per un pubblico così vasto). Qui scendiamo però nella questione “politica”.

Torniamo dunque a noi: nonostante le tantissime persone presenti all’evento, ci si poteva muovere facilmente tra uno stage e un altro, senza dover lottare contro migliaia di agguerriti sconosciuti pronti a difendere il proprio “territorio”, grazie ad un’estensione vastissima della struttura ospitante. Non apparivano improvvise file chilometriche presso i bar (Terraforma stiamo pensando a te, sì); il pubblico si è potuto quindi immergere totalmente in questa realtà abitata da distese di terreno, colori sgargianti e suoni elettronici. La massiccia presenza di polvere nell’aria – forse non troppo amata dai clubber di oggi, ma dai nostalgici sì – riportava la mente indietro ai tempi lontani dei rave anni ’90. Un’atmosfera quasi animalesca abbagliava così i nostri sguardi curiosi, sfociando in un fiume di emozioni contrastanti ma assolutamente reali.

Kappa

Ph: Alberto Chiariglione

Kappa

Ph: Davide Dusnasco

Una VIP lounge ha permesso a noi addetti ai lavori, e a chiunque avesse pagato per vivere questa esperienza esclusiva, di goderci ulteriormente questi tre giorni di musica e arte. Con un clima sempre più tropicale, non era poi tanto semplice affrontare queste temperature così aride, ma anche qui l‘organizzazione si è dimostrata pronta a reagire tempestivamente ad ogni evenienza. Ombra e morbide sedute “coccolavano” i più fortunati nelle aree a loro riservate; molteplici idranti spruzzavano acqua fredda sull’accaldato pubblico in pista; numerose strutture adibite alla vendita di bevande e alimenti permettevano di acquistare rapidamente i prodotti richiesti senza dover attendere per ore sotto la forte luce del sole.

Kappa

Ph: Davide Dusnasco

Se il Kappa e Torino rappresentano l’Italia che piace e funziona, la città di Napoli (bellissima e accogliente) riflette il menefreghismo di una casta ancora troppo distante dalle nuove generazioni. È arrivato il momento di cambiare e di mostrare che il nostro paese, da nord a sud, ha tutte le carte in regola per poter competere a livello musicale e organizzativo con le potenti nazioni nordeuropee.

I NUMERI DI KAPPA FUTURFESTIVAL

–       OLTRE 70 ARTISTI  

–       36 ORE DI MUSICA ELETTRONICA SU 3 GIORNI DALLE 12.00 A 00.00 

–       4 PALCHI

–      85.000 PRESENZE DA 105 NAZIONI NEL MONDO

–       250 FORNITORI E OLTRE 1000 COLLABORATORI , SUPERA DEL 65% LA RICADUTA ECONOMICA SUL TERRITORIO RISPETTO ALL’EDIZIONE DEL 2019

–       CASSE: 150 TOP E 100 SUB

–       180 MQ DI VIDEO

–       220 MQ DI LED PER I PALCHI

AMELIE LENS | ANDREA OLIVA | BEN BÖHMER live | BORIS BREJCHA | CHELINA MANUHUTU | FJAAK live | FARRAGO B2B MILO SPYKERS | FOUR TET | I HATE MODELS | JOHN SUMMIT | MICHAEL BIBI | NICO MORENO | NYEGE NYEGE with HHY and THE KAMPALA UNIT, KABEAUSHÉ, JAY MITTA and ANTI VAIRAS, MENZI, TURKANA | PEGGY GOU | REINIER ZONNEVELD LIVE | SYREETA | WADE| AGORIA | CAMELPHAT I CRAIG RICHARDS | CARL CRAIG live feat. KELVIN SHOLAR | CHLOÉ CAILLET | DENIS SULTA | DERRICK CARTER | DIPLO | HONEY DIJON | JAMIE JONES B2B THE MARTINEZ BROTHERS | JOYHAUSER | PAN-POT | RICARDO VILLALOBOS | SATOSHI TOMIIE live | SOLOMUN | SONJA MOONEAR | TALE OF US | THE BLESSED MADONNA | YOUNIVERSE | ANOTR | ANTAL | BEDOUIN | BLACKCHILD | CARL COX I DANILO PLESSOW/MCDE | DANNY TENAGLIA | DENNIS CRUZ I ENRICO SANGIULIANO | DETLEF | FISHER | HELENA HAUFF | JOSEPH CAPRIATI | MATHEW JONSON FEAT. Xx ISIS xX | MICHAEL BIBI B2B SETH T

Kappa

Ph: Davide Dusnasco

Non ci resta che sperare in un prossimo e veloce ritorno in questa “primitiva” nonché sublime dimensione targata Kappa FuturFesival. Perché noi, dopo tanto tempo, ci siamo sentiti parte di una grande famiglia.