#SAVEOURCULTURE: TRE PARTY PER RIAPRIRE IL FABRIC

3 Ottobre 2016

In seguito alla decisione di revocare la licenza del club londinese (leggi tutti i dettagli), una serie di promoter con a capo Gary Kilbey hanno deciso di lanciare la campagna #Saveourculture.

#Saveourculture è una raccolta fondi con lo scopo di devolvere tutto il ricavato in sostegno di chi in queste settimane sta lottando per riaprire uno dei club protagonisti della scena underground mondiale, il Fabric.

Dopo pochi giorni l’organizzazione che ha coinvolto The Warehouse Project, Circus, Chibuku, Motion, Eastern Electrics, Sub Club, The Blast e Resident Advisor ha ricevuto il sostegno di decine di nomi da ogni angolo del globo, da Ricardo Villalobos a Ben Klock, da Seth Troxler a Scuba, il quale donerà alla causa tutto il ricavato dalla vendita della sua prossima release.

Il progetto inizia con tre serate che prenderanno il nome dell’organizzazione, il primo evento (#saveourculture 1) è previsto per il 15 di ottobre, data simbolica dato che sarebbe dovuta essere la ricorrenza del diciassettesimo anno di attività del club.

#saveourculture

La scaletta di artisti sarà composta dagli stessi nomi dell’evento che sarebbe dovuto andare in scena proprio al Fabric, ma che si svolgerà per l’occasione al Great Suffolk St Warehouse; tra i nomi della line-up spuntano Craig Richards, Ricardo Villalobos, Seth Troxler, Ben Klock, Rødhåd e Terry Francis.

Il secondo appuntamento (#saveourculture 2) è previsto per sabato 03 dicembre e vedrà tra i protagonisti Nina Kraviz, Alan Fitzpatrick e Barker & Baumecker, anche se si attendondo le conferme di altri artisti.

Mentre alla festa finale (#saveourculture 3) prevista per sabato 10 dicembre e che chiuderà i tre eventi, ci saranno Function, Jamie Jones, KiNK e Luke Slater.

Gary Kilbey tiene a precisare che l’organizzazione non è finalizzata esclusivamente in difesa del Fabric, ma servirà (in parte) anche per la difesa di altre realtà coinvolte in situazioni analoghe.

Per info e tickets QUI

Stefano Grossi

Stefano Grossi

Appassionato di pianoforte e delle sonorità più sperimentali dagli anni '90 ad oggi, è alla costante ricerca di musica proveniente dagli angoli più remoti dell'elettronica: dalla Ambient alla Intelligence Dance Music. Scrive di musica da oltre un decennio e studia tutto ciò che esce completamente dagli schemi, con una predilezione per la Club Culture, il Cinema e l'Arte Contemporanea.

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