Bertolt Meyer

Un DJ trasforma la sua protesi in un sintetizzatore

2 Marzo 2020

Bertolt Meyer ha creato un sintetizzatore modulare che lo ha reso capace di suonare grazie a tecnologie abilitanti.

Bertolt Meyer è un professore di psicologia alla luce del sole e DJ e produttore  al calare del buio. Bertolt è nato con un’atrofia della parte inferiore del braccio sinistro.

Da bambino ed adolescente ha cercato di superare questa condizione grazie all’utilizzo di protesi sempre più avanzate che gli hanno permesso di diventare una persona di riferimento per le tecnologie abilitanti apparendo addirittura su TedX e altre piattaforme per sconfiggere lo “stigma” sulle protesi. Sebbene l’uso di protesi così avanzate gli abbia semplificato la vita quotidiana, questa condizione lo ha sempre limitato sull’aspetto della professione di DJ e produttore.

Da un piccolo “disagio” nella vita quotidiana nasce la sua idea per facilitare la sua condizione. Meyer racconta infatti :

“Mi sono sempre chiesto se ci potesse essere un modo di attaccare un jack nella mia protesi utilizzando direttamente i segnali degli elettrodi per controllarne i suoni”.

Andando a misurare le tensioni di uscita dagli elettrodi presenti sulla sua protesi, il produttore si è reso conto di aver bisogno innanzitutto di un amplificazione di questi segnali. Il piccolo amplificatore è stato prodotto dalla società berlinese KOMA Electroniks.

Un supporto stampato in 3D gli permette quindi di installare il circuito sulla sua protesi. Ed ecco fatto : “Syn Lymb”, con due canali di amplificazione gli permette di collegarsi ad un sintetizzatore tramite un jack, proprio come pensava e gli permette di creare dei suoni sfruttando gli impulsi elettrici comunemente presenti nel corpo umano.

« È come se controllassi le tonalità con il pensiero » conclude Bertolt.

Sentirsi proiettati nel futuro, sfruttando però le tecnologie del presente. Ad ogni modo Meyer ci insegna una cosa molto importante: con un pizzico di genio, sfruttando a proprio modo le tecnologie abilitanti e disponendo di una grande passione per la musica elettronica ha saputo superare una condizione inabilitante che ha cambiato radicalmente la sua vita personale e professionale.

Dante Santodirocco

Tra giornalismo e club culture, esploro il mondo della musica elettronica attraverso interviste, articoli e conversazioni con artisti, producer e DJ della scena internazionale. Interessato alle storie che si celano dietro la musica, metto al centro ricerca, identità e percorsi creativi, con l'obiettivo di offrire uno sguardo autentico sulla cultura contemporanea del clubbing.

Parallelamente porto avanti il mio percorso come DJ, esperienza che mi permette di osservare la scena sia dal punto di vista di chi la racconta sia di chi la vive dietro alla consolle.

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