+ sixty = sixty five

Adam Curtis per la sua nuova serie di film uscita in anteprima lo scorso 11 febbraio su BBC iPlayer, dal titolo “Can’t Get You Out of My Head: An Emotional History of the Modern World”, ha scelto la musica di Aphex Twin e SOPHIE.

A dichiararlo è proprio Adam Curtis in un’intervista rilasciata recentemente su AnOther. Il regista spesso vincitore del “British Academy of Film and Television Arts” con pellicole come “HyperNormalisation” nel 2017, non solo è noto per il suo stile narrativo ibrido che utilizza filmati d’archivio, ma anche per l’uso della musica che il regista inserisce come elemento catalizzatore delle scene dei suoi documentari.

Sulla scelta della musica di Aphex Twin e SOPHIE, (artista tristemente scomparsa a soli 34 anni in seguito ad un incidente a gennaio di quest’anno) è quella di aver trovato nella loro arte la giusta combinazione tra lavoro lirico e una meravigliosa espressione di desiderio di qualcosa che oscilla tra stati d’animo fratturati e inquieti.

Via AnOther:

“Quello che penso sia geniale di Aphex Twin è che fa due cose. Combina nel suo lavoro lirico una meravigliosa espressione di quel desiderio di qualcosa al di là. Ma poi esprime anche in altri pezzi lo stato d’animo fratturato e inquieto del momento presente. E combinare i due insieme è davvero ciò che l’arte dovrebbe fare, credo. Mostrandoti in modo più intenso lo stato d’animo di adesso – e la sensazione di cosa potrebbe esserci oltre. Penso che sia anche quello che SOPHIE ha fatto magnificamente, saltando avanti e indietro tra i due senza doversi preoccupare della vecchia idea delle transizioni. Lo vedi anche in alcuni film moderni, i fratelli Safdie per esempio. Uncut Gems lo fa in modo sorprendente. E così fa Michaela Coel. Lo trovo davvero eccitante.”

Regista inglese classe 1955, il suo lavoro è prettamente orientato ad utilizzare il giornalismo sotto forma di film documentario. Esplora aree come la filosofia, la sociologia e la politica. “Can’t Get You Out Of My Head”, è un’incantevole osservazione di come siamo arrivati fino ad oggi, analizzando il nostro mondo attraverso gli eventi del passato e le persone che li hanno influenzati; incoraggiando lo spettatore a entrare in un mondo onirico, utilizzando grazie al suo stile dissociativo e ipersensibile filmati d’archivio cuciti insieme alla colonna sonora fatta di sperimentazioni post-punk, Aphex Twin e SOPHIE. (note anche le sue collaborazioni con i Massive Attack nel 2013 e 2019 per l’anniversario di Mezzanine)

“Can’t Get You Out of My Head” (titolo preso da una canzone di Kylie Minogue ma che non inserisce nei film in quanto sarebbe stato troppo banale) offre un’ampia analisi culturale della storia dal passato fino alla situazione mondiale attuale. Affermando che l’isolamento e la paranoia sono temi ricorrenti in tutta la docuserie di sei puntate; e che gli stili sperimentali di Sophie Xeon e Richard D. James, hanno catturato perfettamente tutti questi sentimenti.


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